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La direttrice Serd bacchetta Franchellucci: “La presenza di tossicodipendenti poteva portare gli amministratori a interessarsi del fenomeno”

PORTO SANT'ELPIDIO - La replica di Franchellucci: "Ho messo per ultime le doglianze della cittadinanza, questo è un percorso iniziato 5 anni fa e mai abbiamo condotto battaglie ideologiche sul Serd"
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di Pierpaolo Pierleoni

Sembrava l’occasione pubblica per annunciare il trasferimento del Serd (Servizio per le dipendenze) fuori da Porto Sant’Elpidio, di cui si discute da anni. Invece la certezza su tempi e luoghi dello spostamento non c’è ancora. In compenso, il convegno di stamattina alla Casa del volontariato sul “Futuro del polo sanitario” ha dato vita ad un confronto molto garbato nei modi, quanto aspro nei contenuti, tra la direttrice del Servizio dipendenze patologiche Gianna Sacchini e il sindaco Nazareno Franchellucci.

E’ proprio il primo cittadino a ripercorrere le tappe degli anni passati che hanno portato a definire i progetti sociosanitari per la città ed il territorio. Sul Serd Franchellucci ammette che “questo servizio spesso sia stato posto in modo sbagliato e su questo faccio autocritica anche io. Ora è arrivato il momento di dare a questo servizio una nuova collocazione”.

Il direttore d’area vasta Licio Livini non si sbilancia sui tempi: “Se qualcuno oggi si aspettava un annuncio rimarrà deluso. Il Serd è cresciuto nei numeri e nelle attività, le esigenze sono aumentate e serve una giusta riorganizzazione su cui investire risorse, anche umane. Una location più congrua consentirà di lavorare meglio, stiamo pensando a una sistemazione più moderna e confacente. Il servizio dipendenze non si può emarginare e non va visto come un problema, va tutelato e ricompreso nell’Area vasta 4. Stiamo lavorando ad una collocazione più vicina ai servizi che abbiamo a Fermo, in un raggio di non più di 4-5 chilometri. Abbiamo pubblicato un bando per la messa a disposizione degli spazi, aspettiamo di vedere chi risponderà. Entro un mese si chiuderà la ricerca di mercato, poi l’Asur darà la scelta più congrua”.

Tocca alla direttrice del Serd Sacchini, che parte dal programma elettorale 2013 del Sindaco, che “prevedeva di trasferire servizi non più idonei alla realtà cittadina. Evidentemente il candidato e le sue liste non disponevano di alcuni elementi. La dipendenza sia da sostanze che non, ha un potente impatto sociale e sanitario. Nel 2017 abbiamo trattato 1431 persone, si stima siano la metà di quelle che ne avrebbero bisogno. Non c’è solo la droga, anche la dipendenza da alcol e gioco d’azzardo aumentano“.

Proseguendo la dottoressa Sacchini affonda il colpo: “Qual è l’opportuna collocazione di un servizio? Un servizio di cura non è più idoneo ad una realtà cittadina quando la patologia è in remissione. Non è questo il caso di Porto Sant’Elpidio. La presenza di tossicodipendenti poteva portare gli amministratori a interessarsi del fenomeno. Nessun sindaco ha mai esercitato questo potere di controllo a tutela dei cittadini affetti da dipendenze e a tutela della comunità. Se qualcuno lo avesse fatto, sin dal 1981 avrebbe visto che il servizio è in costante difetto di personale. Non riusciamo a fare turni sufficienti a rispondere alle esigenze dei pazienti. L’unica attenzione che abbiamo ricevuto è stata chiedere lo spostamento: si porti i Serd ovunque, purchè in un altro luogo. Non si è mai fornita corretta informazione, si sono solo addotti motivi di sicurezza. Non abbiamo avuto nessuna infezione e nessuna overdose tra i pazienti in trattamento. Ciò significa che implicitamente il nostro servizio è una tutela per la popolazione locale, non solo per i pazienti. Dobbiamo aver paura del tossico che non accede alle cure. Si ha paura dello spaccio? Più che spostare il luogo di cura, andrebbero ampliati gli spazi di apertura del servizio e potenziati i controlli. Il Fermano nelle Marche è primo per rapine, secondo per furti, ultimo per reati connessi alla droga. L’idea di insicurezza dei residenti nel quartiere non dipende dal Serd, ma da altri fattori, che rimarranno tali”.

Non manca una stoccata, dalla Sacchini, al comune di Fermo: “Si era individuato uno spazio a Fermo, nei pressi della compagnia dei Carabinieri, in locali adeguati e ben controllati, anche la Prefettura aveva dato il suo avallo. Ma non è stato possibile portare a termine il trasferimento. Il criterio di tutti è: non nel mio giardino“. La direttrice del Serd chiude con un ammonimento: “Leggo che ora si starebbe cercando per la nuova sede del Serd una zona di moderato impatto sociale. Si spera in una struttura che passi inosservata. Non ci vogliamo accorgere che i tossicodipendenti oggi vivono nei nostri palazzi, spesso in ville con piscina, magari sono figli di medici, di politici, di persone delle forze dell’ordine”.

Il direttore Livini precisa: “L’obiettivo è dare più dignità al servizio, nessuno pensa di metterlo ai confini dell’impero. Ho precisato che è nostro interesse avvicinarlo a Fermo”.
La replica tocca poi al sindaco Franchellucci: “E’ un bene questa occasione di confronto, questo incontro lo volevamo proprio così. Credo di aver fatto il contrario di ciò che dice la dottoressa. Ho messo per ultime le doglianze della cittadinanza, questo è un percorso iniziato 5 anni fa e mai abbiamo condotto battaglie ideologiche sul Serd. Diciamo solo che oggi le rinnovate esigenze del servizio non si possono più gestire in quella sede ed è vero che la scarsa conoscenza di questo tipo di servizio abbia negato la possibilità di scegliere luoghi che sarebbero stati perfetti, come quello individuato a Fermo. Anche le forze dell’ordine hanno stilato una relazione al Prefetto nel 2015, definendo inadeguata la collocazione di Porto Sant’Elpidio”.


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