Quando la scuola fa rinascere Licini: “Bambini, usate i colori per esprimere quello che sentite” (FOTO)

PORTO SAN GIORGIO - Dopo la visita alla casa museo di Monte Vidon Corrado, la Scuola dell'Infanzia di Molini di Tenna ha vissuto un'esperienza laboratoriale nella sede sangiorgese del Liceo Artistico

di Andrea Braconi

La mascotte Franco ha vigilato tutto il tempo. Dall’alto, dove oramai staziona da diversi anni, il drago in cartapesta creato dagli studenti della sede di Porto San Giorgio del Liceo Artistico “Preziotti-Licini” ha osservato i bambini di 4 e 5 anni della Scuola dell’Infanzia di Molini Tenna che, per oltre un’ora, hanno modellato argilla grazie al supporto degli alunni del primo anno dello stesso Liceo. Un’opera, il drago Franco, che, insieme a tutte le altre custodite all’interno dell’aula di discipline plastiche, ha subito colpito l’attenzione dei piccoli protagonisti di questa iniziativa, nata dalla stretta collaborazione tra l’istituto superiore diretto da Stefania Scatasta, l’Istituto Comprensivo “Da Vinci-Ungaretti” di Fermo guidato da Marinella Corallini ed il Centro Studi “Osvaldo Licini” di Monte Vidon Corrado.

Andrea Romagnoli è l’insegnante di discipline plastiche del Liceo Artistico, incaricato di organizzare l’esperienza di laboratorio sulla figura di Licini, lavorando sulla manipolazione dell’argilla e inserendo anche una panoramica sul paesaggio e sul figurativo. “Gli facciamo fare un disegno sull’argilla, prima raccogliendo la terra all’esterno, da quello che per i bambini abbiamo chiamato il nostro pozzo segreto, e poi utilizzando un macchinario per farne dei piccoli blocchi da lavorare. Inoltre, abbiamo pensato di creare una sequenza con i quadri dell’artista, accompagnata dalle musiche di Ludovico Einaudi che e che verrà proiettata sulle loro maglie bianche”.

“Nella nostra scuola abbiamo una classe virtuale – ci ha raccontato una delle insegnanti della Scuola dell’Infanzia presenti all’incontro – dove mettiamo dentro tutto ciò che facciamo, con i genitori che vengono così aggiornati sulla nostra progettualità. In questo modo hanno reperito del materiale su Licini, che poi è stato portato a scuola dai bambini. Si tratta di una forma di collaborazione molto significativa. Insieme abbiamo poi visitato sabato scorso la casa museo di Licini, facendo tre percorsi diversi: i bambini hanno fatto un laboratorio e la visita, anche i genitori hanno fatto la visita e sono stati contenti perché hanno scoperto un luogo incantevole. Anche per l’insegnante è utile questa esperienza, perché scopre cose nuove insieme ai bambini e cerca di coinvolgere anche le stesse famiglie”. Un’esperienza, aggiunge, che permette anche di accendere i riflettori su un’artista poco conosciuto dagli stessi fermani. “Non tutti sapevano dell’esistenza di Licini e questo li ha resi felici, come era nei nostri obiettivi”.

“Tutto questo – ha rimarcato Daniela Simoni, insegnante e direttrice del Centro Studi di Monte Vidon Corrado – rientra nella mission del Centro: promuovere la conoscenza di Licini presso il pubblico più vasto possibile, partendo proprio dai bambini così piccoli. È bellissima questa esperienza che stiamo vivendo con più scuole materne nel territorio, stiamo ricevendo molte visite ed è importante perché mette in luce un aspetto dell’arte di Licini, così complessa ma anche così spontanea ed immediata. E, come diceva Picasso, ci vuole una vita per diventare da un punto di vista artistico bambini e questa perché diventa una cartina di tornasole anche per l’arte di Licini. Inoltre, le maestre in questo modo hanno un’apertura da punto di vista didattico per spiegare ed avvicinare gli stessi bambini all’arte contemporanea”.

A chiudere la mattinata sangiorgese una sorpresa, “annunciata” dal drago Franco: l’irruzione in aula dell’attore Oberdan Cesanelli che, con tanto di bastone e cappello d’antan, si è presentato ai piccoli studenti nei panni di Osvaldo Licini.

“Eccomi cari bambini – ha spiegato – sono il vostro azzurro Licini, inazzurrato dagli anni trascorsi troppo perdutamente lontano da voi, nei cieli immensi della fantasia. Sono sessant’anni che me ne sono andato, era l’11 ottobre del 1958 quando ho spiccato il volo, salendo in alto, oltre l’orizzonte, in quel cielo che in vita ho tanto osservato, di giorno, di notte, dalla terrazza e dalle finestre della mia casa di Monte Vidon Corrado, nei miei soggiorni a Parigi o in Svezia. Quel cielo che ho amato e nel quale ho tanto viaggiato con l’immaginazione, incontrando le creature divenute protagoniste dei miei dipinti: il misterioso Olandese Volante, la romantica Amalassunta-Luna, gli arditi Angeli Ribelli con le ali e la coda, i poetici Angeli-Aquilone sottili e colorati, i veloci missili lunari…

Sono tornato chiamato da voi, dalla vostra curiosità per la mia pittura: di me vi hanno parlato le vostre maestre, avete visitato la mia casa, visto il mio studio, i miei colori, la tavolozza, i pennelli, avete ammirato il paesaggio con le verdi colline e poi i Monti Azzurri, i Sibillini.

Sono tornato per raccomandarvi di non smettere mai di guardare ciò che vi circonda con curiosità e di spaziare con la fantasia, di immaginare l’infinito, di parlare con la Luna, di usare i colori per esprimere quello che sentite, tutti i colori, con assoluta libertà. Vi auguro di essere felici, non mi dimenticate… W la bella irrealtà!”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti