
di Paolo Paoletti
Il commissario per la ricostruzione Paola De Micheli fa tappa a Porto San Giorgio per un incontro a porte chiuse. A renderlo noto, ieri sera a riunione conclusa, il senatore del Partito Democratico Francesco Verducci, promotore dell’iniziativa, tramite un post sulla sua pagina Facebook: “Nella Sala del Consiglio comunale di Porto San Giorgio – scrive Verducci – tavolo di lavoro con i sindaci del cratere, le forze sociali, le rappresentanze delle imprese e degli ordini professionali insieme al Commissario alla ricostruzione Paola De Micheli. Per condividere le problematiche, capire gli errori e le cose giuste, superare le difficoltà, affrontare le urgenze, far vivere insieme idee e progetti”.
E’ la prima volta che il commissario De Micheli si avvicina al territorio comunale di Fermo che, ad oggi, non ha ancora ufficialmente visitato. E proprio le famiglie che fanno parte dei comuni vicino al cratere sono quelle che, in questa fase, chiedono da tempo aiuto e delle risposte da parte delle istituzioni, magari con un incontro che apra loro le porte.
Nel Comune di Fermo e non solo, decine e decine di famiglie sono alle prese con le spese e con i mutui in banca per la messa in sicurezza obbligatoria degli edifici dichiarati inagibili e con rimborsi che non sempre arrivano per intero (ad esempio visti i criteri di appartenenza o meno al centro storico).
E così coppie di pensionati si ritrovano a 70 anni a dover fare la spola tra i vari uffici a caccia d’informazioni per poi impegnarsi a firmare mutui in banca dopo essersi visti recapitare dalla polizia municipale ordinanze che li obbligano ad intervenire sugli edifici a rischio. Per dirla tutta ci sono stati anche interi palazzi che, a pochi passi dal mare, hanno rischiato di essere dichiarati parzialmente inagibili a seguito dei sopralluoghi.
L’auspicio è che, alle riunioni a porte chiuse si aggiungano percorsi sempre più condivisi con i cittadini che rappresentino una valida e attesa occasione di confronto per fare chiarezza e dare informazioni ad ampio raggio sulla fase del post sisma. Onere quest’ultimo del quale si stanno facendo carico soprattutto i sindaci, diventati, loro malgrado, vero e proprio front office della macchina burocratica del post sisma.
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