
Nei giorni scorsi i docenti, gli alunni e le famiglie dell’IC Da Vinci Ungaretti di Fermo si sono confrontati sul tema delle nuove tecnologie in un incontro presso l’aula magna dell’ITIS. Riflessioni e considerazioni interessanti sono emerse a partire dagli interventi dei due relatori, il prof. Emanuele Frontoni, dell’Università Politecnica delle Marche e il prof. Massimiliano Colombi, sociologo dell’ Università Cattolica di Milano.
Il primo ha messo in luce il differente uso delle nuove tecnologie dei nativi digitali, della cosiddetta generazione zeta, rispetto alle generazioni precedenti, non solo in termini di confidenza tecnologica, ma anche come modo di osservare la realtà e di pensare soluzioni innovative. Questi aspetti non possono non essere tenuti in considerazione dagli insegnanti quando progettano la loro attività didattica. È stata inoltre sottolineata la necessità di trasformare la confidenza dei ragazzi in consapevolezza tecnologica,e in questo, un ruolo fondamentale spetta ai docenti e ai genitori, che devono accompagnarli verso una conoscenza degli strumenti e ad loro un uso corretto ed educato, che non alimenti la cultura dell’odio, ma sviluppi creatività e competenze. Alla scuola in particolare il compito di stimolare la creatività dei ragazzi, promuovendo esperienze significative che utilizzino anche le nuove tecnologie in maniera efficace e fruttuosa.
Il secondo intervento, di natura più sociologica, ha sollevato questioni interessanti sulle quali tutti, soprattutto gli adulti, dovrebbero interrogarsi. È un dato di fatto che non riusciamo più a fare a meno della tecnologia, quindi inutile schierarsi tra le posizioni estreme della “setta 4.0” o dei “luddisti”: le tecnologie
hanno pervaso la nostra quotidianità, quindi tra l’esaltazione sfrenata e la negazione è più utile chiedersi come utilizzarle e quali siano le responsabilità che dobbiamo assumerci, anche nei confronti di coloro che ancora sono lontani da un accesso alle tecnologie. La questione infatti non è solamente di responsabilità individuale, ma anche collettiva e tocca aspetti universali come la disuguaglianza sociale. Nella seconda parte del convegno è stato lasciato spazio alle domande e alle curiosità degli studenti e dei
genitori intervenuti.
Soddisfatta la dirigente scolastica Marinella Corallini: “Ora tocca a tutta la comunità scolastica raccogliere gli stimoli emersi, nella vita quotidiana, a scuola come a casa”.
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