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Disposta la chiusura del Triennio,
il punto della Provincia dopo il summit in Prefettura

CROLLO MONTANI - La presidente della Provincia, insieme al dirigente Pignoloni e a diversi consiglieri provinciali, ha fatto il punto dopo i fatti di questa mattina che hanno toccato lo storico istituto
lunedì 14 maggio 2018 - Ore 20:54
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di Andrea Braconi

“É stata disposta un’ordinanza di chiusura di tutto il Triennio per poter portare avanti i controlli e la messa in sicurezza. Non accederanno quindi ragazzi o personale docente e non docente. Le attività didattiche verranno spostate in altri edifici”.

Orario insolito le 20.30 per una conferenza stampa, ma l’unico possibile dopo una giornata estenuante per la Provincia di Fermo, sia per la sua parte politica che per i tecnici. Una giornata iniziata poco dopo le 7 del mattino, con il crollo di una parte del tetto dell’ITT Montani, proseguita con continui sopralluoghi nell’area danneggiata e nel resto della struttura, passata dall’incontro in Prefettura (di quella che viene definita Conferenza provinciale permanente – Sezioni congiunte Amministrazioni d’ordine Territorio, ambiente ed infrastrutture) e conclusasi con un bilancio da parte della presidente Moira Canigola, affiancata per l’occasione dal suo vice Stefano Pompozzi, dal dirigente Ivano Pignoloni, il funzionario Sandro Vallasciani e dai consiglieri provinciali Christian Falzolgher e Gionata Borraccini.

È una Canigola vistosamente provata quella che ha tentato di spiegare “una giornata lunga, pesante, che non è ancora finita e che seppur terribile, perché l’incidente è stato terribile, dobbiamo dire che non ha provocato feriti tra studenti e personale della scuola.

Ma cosa è realmente accaduto? “Una capriata del tetto sopra un’aula del Montani è venuta giù per il cedimento di una trave che ha trascinato con sé tutte le varie sovrastrutture. Resta da determinare cosa ha creato il cedimento della trave, un cedimento netto. Un aspetto che ci ha reso particolarmente inquieti ma che andremo ad approfondire è che non ci sono stati segnali di alcun preavviso. Il controsoffitto è fatto in camorcanna che normalmente mostra delle problematiche, ma in questo caso non c’erano segni di questo tipo. Non solo: la struttura del Montani era stata sottoposta a numerosi controlli e sopralluoghi, da parte nostra e del Dicomac che avevano redatto schede Aedes. E l’aula oggetto del cedimento, la numero 32, di circa 72 metri quadrati,  non era stata segnalata. Stesso discorso per l’aula 33.  Come Provincia abbiamo messo in atto e realizzato tutte le prescrizioni evidenziate e non siamo intervenuti per questo motivo. Da domani mattina avvieremo alcuni controlli più stringenti sulla struttura. Controllare queste travi significa entrare in cunicoli e fare così controlli anche  sulla parte superiore del tetto, è un controllo dettagliato, complicato e delicato per come viene svolto”.

Sotto il profilo strutturale infatti la copertura è sostenuta da una capriata appoggiata in apposite nicchie ricavate nei due muri portanti perimetrali in laterizio, di cui quello a Sud è in comune con la Chiesa di Sant’Agostino. Nell’aula n. 32 era presente una controsoffittatura a volta in camorcanna, sostenuta dalla capriata e dalla sua orditura secondaria, costituita da una piccola orditura di legno e stuoiato di canne con finitura ad intonaco. Relativamente al corpo interessato, dalla presa in carico della struttura scolastica da parte della Provincia, non si sono riscontrate, nel tempo, infiltrazioni d’acqua, lesioni o cedimenti strutturali.

Di sicuro le condizioni meteo non faciliteranno i controlli. “L’acqua può appesantire in maniera eccessiva il solaio” ha rimarcato la Canigola. “Qualora si ritenga che le strutture siano agibili, verranno fatti rientrare i ragazzi nella loro sede abituale. Il mio vuole essere un messaggio di tranquillità: l’episodio, grave, c’è stato ma è un campanello di allarme per fare ulteriori accertamenti oltre a quelli già fatti per capire se ci possono essere difficoltà sfuggite”.

“Dal sopralluogo effettuato dopo la caduta della capriata – ha rimarcato l’ingegner Pignoloni – non sono state evidenziate macchie e o presenze di umidità dal punto di vista visivo. Sotto il muro perimetrale non si è però potuti andare, ma il pietrame a vista era chiaro, quindi a prima vista sembrano escludersi i motivi di acqua meteorica. Anche la parete opposta che appoggiava la trave caduta è stata interessata da interventi di messa in sicurezza del Comune nella limitrofa chiesa con tirantature visibili sul muro. Le cause, secondo noi, sono purtroppo imprevedibili, il cedimento sembra essere stato netto. Non si riesce a capire. Sembrerebbero secondarie eventuali concause o dal sisma o da infiltrazioni di acqua. Essendoci la camorcanna che occlude alla vista del tetto, non è facile controllare in maniera puntuale ed estrema. Abbiamo incaricato una ditta per cercare di eliminare l’acqua piovana e fare una tettoia mobile leggera, per rimuovere velocemente i detriti e realizzare una piccola copertura. Potrebbero operare già da domani mattina”.

“Stiamo completando un progetto di fattibilità – ha aggiunto Pignoloni – dove non avevamo previsto un intervento sul tetto ma è ovvio che oggi saremo costretti a verificare e a vedere meglio la situazione, oltre ad eventuali altri simili. Già stamattina sono stati fatti dei sopralluoghi sulla copertura del Montani”.

Al fine di evitare danneggiamenti alla struttura e pericolosi aumenti di carico derivanti dalla pioggia caduta in giornata sul solaio dell’aula 32, già gravato dal peso della copertura crollata, è stata disposta, d’intesa con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, la rimozione del materiale crollato e la posa in opera di una leggera struttura di copertura amovibile. L’intervento è stato commissionato alla ditta Edil PM s.r.l. di Fermo.

Sugli altri edifici scolastici gestiti dalla Provincia, la Canigola ha spiegato come i controlli, già comunque effettuati nella fase post sisma, si allargheranno su quegli edifici che hanno una struttura simile.

“Dopo il 24 agosto siamo intervenuti subito – ha ricordato Vallasciani – e per questo il secondo sisma si è scaricato sul corpo di valle. Nella parte più stretta, verso i laboratori, c’è stato un consolidamento nel 2006 dalla Provincia di Ascoli. Ma danni con il sisma non ce ne sono stati. Riguardo a quanto accaduto oggi, difficilmente si sarebbe capito il tipo di ammaloramento. Tutta l’aula regge su questa capriata centrale.

“Sgombriamo il campo dalla negligenza – ha rimarcato il consigliere provinciale Borraccini – mai la struttura è stata controllata in maniera così come dopo il sisma”.

Sui tempi di intervento degli altri progetti riguardanti le scuole colpite dal sisma, la Provincia ha voluto rimarcare come gli atti completi dei laboratori del Montani (compreso il progetto firmato dall’impresa) siano stati inviati a Rieti da circa 3 settimane.

“Su tutti i vari passaggi – ha precisato il vice presidente Pompozzi – compresi i fondi per la progettazione del nuovo Liceo Classico, l’adeguamento dello Scientifico e tutti i filoni di finanziamento siamo stati iper tempestivi, cercando di comprimere al massimo i tempi. Il terremoto, comunque, ci ha offerto questa possibilità di reperire risorse e di fare interventi invasivi che in condizioni normali non sarebbero stati possibili per la mancanza di fondi”.

“Le procedure sono molto complesse – ha voluto sottolineare la Canigola – vuoi perché si vanno a gestire cifre notevoli, vuoi per quanto accaduto a L’Aquila. Sommando tutte queste cose alla fine si arriva che i 100 giorni previsti diventano anche 500. Non sono passaggi che si fanno in una settimana, ma noi siamo stati veramente apripista per tutti gli altri enti di questo territorio”.

Sulle polemiche riguardanti il lavoro svolto dai tecnici della Provincia nei mesi precedenti, la presidente è stata categorica. “Non posso che difenderli. Quello che loro hanno visto e determinato è stato confermato da altri tecnici. Non mi sento assolutamente di dover imputare qualcosa loro. Li ho sempre visti disponibili a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Quindi, mi sento di rimandare al mittente tutte le accuse”.

Amara consapevolezza: definisce così la propria sensazione lo stesso Pignoloni in conclusione di conferenza stampa. “Per fortuna stamattina è andata così, altrimenti sarebbe stato terribile. Certo, le accortezze sembra che non bastino mai su questo tema”.

La Provincia di Fermo  – ha spiegato ancora la Canigola – gestisce 27 edifici scolastici, per una superficie complessiva di mq. 110.000,00 che ospitano circa 7.000 studenti e sono dislocati sul territorio di 8 Comuni della Provincia. Nel 2010 (2,8 milioni di euro) e nel 2011 (5,1 milioni di euro) gli interventi realizzati sono stati significativi mentre per gli anni a seguire, quando sono entrate in vigore le norme della spending review, sono stati assicurati gli indispensabili interventi manutentivi tanto che, mediamente, per ogni anno la spesa sostenuta si è aggirata intorno a 1,3 milioni di euro, con una riduzione delle risorse utilizzabili superiore al 70%. Complessivamente sono stati realizzati nel periodo dal 2010 al 2017 interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di tutti gli edifici scolastici di proprietà provinciale per un importo complessivo di 15 milioni di euro”.

 

La dirigente del Montani, Margherita Bonanni all’arrivo in prefettura

Il capitano Roland Peluso, comandante della compagnia di Fermo

I vertici locali dei vigili del fuoco

La presidente della Provincia, Moira Canigola

L’assessore Ingrid Luciani

Il vicequestore Francesco Costantini


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