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I 5 stelle di Porto Sant’Elpidio guardano all’Europa e puntano alla “Rivoluzione della normalità”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il vicepresidente dell'Europarlamento Fabio Massimo Castaldo è arrivato a Porto Sant'Elpidio per dare la spinta al candidato sindaco Moira Vallati: "Perchè dire no a un modello che non ha interessi clientelari, che aumenta servizi e riduce i debiti?"
lunedì 14 Maggio 2018 - Ore 16:36
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di Pierpaolo Pierleoni

I 5 stelle guardano all’Europa e puntano a realizzare “la rivoluzione della normalità” E’ uno dei punti salienti del programma pentastellato per le elezioni amministrative 2018 a Porto Sant’Elpidio, quello di lavorare su progetti in grado di intercettare finanziamenti comunitari. Per approfondire il tema in concreto, ieri pomeriggio si è parlato proprio di “Porto Sant’Elpidio e l’Europa”, alla Casa del volontariato, con il vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo e l’eurodeputata Laura Agea. Insieme a Moira Vallati e alla sua lista, c’erano anche gli onorevoli eletti nelle Marche lo scorso 4 marzo Mirella Emiliozzi, Paolo Giuliodori e Rachele Silvestri.

Castaldo ha illustrato alla platea modalità e opportunità di finanziamento per le amministrazioni locali, perchè “quello che deve fare un’amministrazione è cercare che una comunità cresca, creare opportunità di lavoro, investire e darsi delle priorità – ha osservato il Vicepresidente – Verrebbe da chiedersi: come mai chi vi ha governato finora non ve ne ha parlato e non ha posto come asse fondamentale della propria azione amministrativa l’utilizzo di queste risorse? Forse per disinteresse? Forse per scarsa preparazione? O perchè era più semplice occuparsi di qualche asfalto elettorale a pochi mesi dalle elezioni? Io non conosco la realtà di Porto Sant’Elpidio, ma è così in tutta Italia.  La scelta è accettare il passato o scommettere su chi dice basta a certi meccanismi. No a chi ricatta e vuole saccheggiare la cosa pubblica”.

Uno sportello che si occupi di progettazione europea, quindi, figura tra le priorità a 5 stelle. “Non è una cosa che si crea in un giorno o in un mese, serve tempo – precisa Castaldo – Noi lo faremo insieme. Moira può contare sull’aiuto mio e della mia squadra. L’anno scorso con i fondi del gruppo in Europarlamento ho redatto una guida in 60 pagine con tutti i consigli utili per realizzare questo obiettivo. La cosa più mortificante è sentir parlare colleghi di difesa del Made in Italy, vi vengono a dire che è una priorità e invece, in Parlamento europeo, votano ciò che lo penalizza. C’è chi, come hanno fatto Pd e Forza Italia, ha votato dicendo che per loro la Cina è un’economia di libero mercato. C’è chi nel 2011 ha votato il regolamento sull’etichettatura agroalimentare, il quale prevede che se la materia prima di un prodotto differisce dal prodotto finale lo devi indicare in etichetta, ma se il logo con cui commercializzi richiama l’indicazione geografica, allora non ce n’è più bisogno, così diventa una frode e anche il produttore scandinavo o spagnolo può spacciare il suo prodotto per italiano. Noi il nostro patrimonio di qualità ce lo siamo guadagnato col lavoro di decenni, ma non viene tutelato perchè forse fa più comodo difendere gli interessi del 2% di grandi imprenditori rispetto al 98% di piccole e medie imprese”.

Secondo il vicepresidente dell’Europarlamento, un cambiamento è possibile “se si lavora a tutti i livelli. Questa è la rivoluzione della normalità,la politica deve fare ciò per cui è nata. Perchè non farlo anche a Porto Sant’Elpidio? Perchè dire no a un modello che aumenta servizi e riduce debiti e ci riesce perchè non ha interessi clientelari e non usa la cosa pubblica per difendere un interesse privato”.


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