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“Liberiamo il porto”, nasce il comitato
per il rilancio dell’approdo:
«Il Comune adotti provvedimenti urgenti»

PORTO SAN GIORGIO - A presiedere il nuovo comitato è Alessandra Cognigni: "Per la sicurezza del porto, per i lavoratori della struttura, per il turismo e per tutti i sangiorgesi il comitato invita l’amministrazione ad assumere provvedimenti urgenti e necessari ad evitare che la situazione portuale già drammatica diventi catastrofica"
mercoledì 16 maggio 2018 - Ore 16:02
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Alessandra Cognigni

Sabato scorso si è costituito a Porto San Giorgio il comitato “Liberiamo il Porto” di Porto San Giorgio formato da liberi cittadini preoccupati per lo stato in cui versa il porto turistico di Porto San Giorgio. A presiedere il comitato l’avvocato Alessandra Cognigni che parla, per il “secondo porto più grande delle Marche” di un sensibile calo di utenti con “pesanti ripercussioni sul turismo e su tutti i settori che operano nel porto. Qui la crisi economica non c’entra, visto che il Piano Regionale dei Porti prevede un aumento costante della domanda della nautica da diporto. Qui i problemi nascono dalla cattiva politica di programmazione e di intervento sulla struttura portuale da parte della pubblica amministrazione che ha portato negli anni alla chiusura delle attività interne, all’assenza dei servizi minimi, all’isolamento dal resto della città per arrivare, infine, a ridurne in modo sostanziale la sua funzionalità, restringendone l’accesso e, ancor più gravemente, generando uno stato permanente di insicurezza per i natanti e le persone.

Il porto in una foto scattata di recente da quelli del comitato

E’ vero infatti che a causa del noto fenomeno di riduzione dei fondali il Comune deve compiere una costante attività di dragaggio dei fondali del bacino e dell’imboccatura del porto, senza la quale emerge il pericolo dei bassi fondali e l’inefficienza del servizio pubblico. Proprio a causa di tali mancanze e conseguenti pericolosità, l’Ufficio circondariale marittimo di Porto San Giorgio ha dovuto emettere l’ordinanza n.5/18 che vieta l’ingresso al Porto alle imbarcazioni con pescaggio pari o superiore a 2,50 metri”. “Un porto come quello di Porto San Giorgio che dovrebbe avere un fondale di 5 metri – continua la Cognigni – per ospitare grandi imbarcazioni di lusso oggi è ridotto ad un fondale degno di un piccolo porticciolo di periferia con conseguenze impattanti su un elevato numero di imbarcazioni ancora presenti in porto. E’ così che alle porte della stagione estiva, non prevedendosi interventi comunali risolutivi prima di ottobre, è iniziato il fuggi fuggi generale delle imbarcazioni che, se riescono ad uscire, stando all’ordinanza e permanendo l’inerzia, non potranno neanche più ritornare. Per la sicurezza del Porto, per i lavoratori della struttura, per il turismo e per tutti i sangiorgesi il comitato invita l’amministrazione ad assumere provvedimenti urgenti e necessari ad evitare che la situazione portuale già drammatica diventi catastrofica”.


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