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Il sindaco Cesaroni scrive ad Amandola:
«Facciamo la Città dei Sibillini»

COMUNANZA - Dopo i tagli annunciati dalla Whirlpool, anche la riduzione del servizio postale con delocalizzazione dei portalettere da Amandola a Servigliano. Da qui la lettera del primo cittadino al collega Adolfo Marinangeli di Amandola. «Le nostre comunità sono pronte, le altre si aggregheranno quando vorranno»
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L’ufficio di Poste Italiane di Comunnza (Photo Neriga)

Non c’è pace per i territori dell’entroterra piceno. Ancor prima che la Whirlpool paventasse lo spostamento della piattaforma Aqualtis, dallo stabilimento di Comunanza a quello di Napoli, accaduto ieri al tavolo di coordinamento al Ministero dello sviluppo economico, la parola “spostamento” nei giorni scorsi era stata al centro di un’altra brutta notizia per l’area dei Sibillini: la riduzione del servizio postale con delocalizzazione dei portalettere da Amandola a Servigliano. Da questo “taglio” imposto alla zona, aveva preso spunto il sindaco di Comunanza, Alvaro Cesaroni, per tornare su uno dei suoi cavalli di battaglia e cioè la fusione dei piccoli comuni montani per far fronte, con voce più forte, alle criticità che accomunano l’intera zona, gli amministratori e tutti gli abitanti, sia che essi si definiscano amandolesi, comunanzesi o in altri modi che carta geografica impone. A tal proposito, il primo cittadino di Comunanza ha inviato al collega di Amandola, Adolfo Marinangeli, una lettera aperta che pubblichiamo:

Alvaro Cesaroni, sindaco di Comunanza

“Caro collega, con ritardo rispetto ad una convinzione che nutro da tempo, ti scrivo per condividere alcune considerazioni attinenti il nostro territorio. La spunto me lo dà la tua battaglia odierna in difesa del servizio postale messo in discussione dalla politica industriale di Poste Italiane. Caro Adolfo, questa battaglia oggi la conduci tu ma domani riguarderà anche me; tu la stai facendo da solo ed io sarò solo quando sarò chiamato a lottare; questa battaglia non è la prima e non sarà certo l’ultima che i sindaci dell’entroterra montano dovranno affrontare; ce ne saranno altre, anche più importanti a cui saremo chiamati per difendere i servizi che vorranno togliere ed i diritti che vorranno negare alle nostre popolazioni. Sanità, scuola, lavoro, infrastrutture, sisma ed altro sono tematiche che riguardano un territorio non un singolo sindaco: difendere l’ospedale non è cosa che puoi condurre da solo, mantenere una struttura scolastica non è cosa del sindaco di un singolo Comune, il lavoro non è un tema che posso portare avanti io da solo e così via. Potrei seguitare nell’elencazione dei temi ma non aggiungerei nulla rispetto a ciò che già sai. Ora una domanda: come noi sindaci e le nostre compagini amministrative si stanno muovendo, stanno operando in un contesto tanto difficile che vede il territorio spopolarsi in modo progressivo ed inesorabile? A me sembra che si stanno conducendo inefficaci battaglie in solitaria andando di volta in volta a pietire un aiuto dal politico di turno sempre a caccia di voti al quale però poco importa delle sorti di un territorio che non vive. Cosi non andiamo da nessuna parte, ne sono convinto stante la cruda realtà numerica delle dinamiche territoriali e soprattutto osservando quotidianamente i comportamenti dei nostri concittadini, specie dei giovani, che ormai argomentano della loro vita futura solo con toni che esprimono delusione, sfiducia, abbandono, sconforto. Se il quadro è questo, ed è questo, la nostra responsabilità, caro Adolfo, è molto grande; il nostro territorio sta morendo e noi non possiamo non tentare di salvarlo, di rilanciarlo, dobbiamo farlo con tutte le forze di cui disponiamo. Abbiamo tante risorse da mettere in campo, credo di più di quelle che usualmente enumeriamo; mobilitiamole in un progetto di territorio credibile, sano che ridia fiducia alle nostre popolazioni, ai nostri ragazzi.

Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola

Che fare? A mio modo di vedere, abbiamo un’unica strada: mettere insieme tutte le energie del territorio e renderle disponibili per un grande progetto. Il progetto dovrà essere di territorio, un progetto ampio che staticizzi il presente e programmi il medio lungo periodo; la nostra comunicazione dovrà avere una sola voce, forte ed autorevole. Caro sindaco, dobbiamo fondere i nostri Comuni, avere il coraggio, io dico l’obbligo, di farlo ed in tempi brevi, pena avere sulla coscienza un futuro che i nostri giovani non desiderano, costretti, come sarà, ad abbandonare una terra meravigliosa che amano e che può dare loro tanto, sicuramente quanto basta per una vita serena vissuta in un ambiente preservato. Scrivo a te in quanto rappresentante del Comune più popoloso del territorio ma le mie parole sono dirette a tutti i nostri colleghi sindaci dell’area dei Sibillini. Adolfo, iniziamo noi, io e te, Amandola e Comunanza, le nostre comunità credo sono pronte, le altre si aggregheranno quando vorranno. Su questo “tema dei temi ti invito ad un incontro, dove e alla data che vorrai, per iniziare a lavorare ad un progetto moderno, unico possibile per il rilancio e lo sviluppo del territorio che sarà la Città dei Sibillini”.

m.n.g.


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