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Omicidio alla Corva,
il legale di Valentini: «E’ sgomento»
e spunta una telefonata
al medico prima degli spari

PORTO SANT'ELPIDIO - A distanza di poco più 24 ore dall'omicidio consumatosi nell'appartamento al civico 10 di via Pian di Torre, parla l'avvocato Carlo Brugnoli, difensore di Giuseppe Valentini, l'uomo arrestato e accusato dell'omicidio dell'ex moglie Silvana Marchionni. Domani mattina l'udienza di convalida dell'arresto
martedì 22 maggio 2018 - Ore 18:43
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di Pierpaolo Pierleoni e Giorgio Fedeli

 

Giuseppe Valentini accompagnato in caserma dai carabinieri

“Ho parlato con lui. E’ angosciato e frastornato per quello che è successo. Non si spiega di come sia potuto succedere quello che è capitato. Una sciagura che nessuno immaginava che potesse accadere perché è sempre stata una brava persona, un grande lavoratore, lavoro a testa bassa”. A parlare è Carlo Brugnoli che assiste Giuseppe Valentini, il 78enne che alle 13,30 di ieri ha ucciso, nella sua residenza in via Pian di Torre, alla Corva,  l’ex moglie, la 75enne Silvana Marchionni (leggi l’articolo). Tre colpi di fucile al petto sparati con uno dei tre fucili, un semiautomatico, che Valentini deteneva regolarmente in casa. Tre colpi che non hanno lasciato scampo alla 75enne. Una tragedia immane che ha investito la famiglia Valentini e scosso l’intera comunità elpidiense. Un nuovo, ennesimo caso di femminicidio la cui notizia è balzata alla ribalta delle cronache locali e nazionali. Dura condanna da parte delle associazioni per la difesa delle donne che invitano l’opinione pubblica a non giustificare il terribile omicidio (leggi l’articolo).

Valentini, dopo aver esploso quei colpi, è stato ascoltato dai carabinieri prima e dal magistrato poi. E alla fine dell’interrogatorio per lui si sono aperte le porte del carcere. A raccontare la versione dei fatti del 78enne accusato di omicidio volontario, una versione che comunque lo vede come diretto ed unico responsabile della morte dell’ex moglie, è proprio l’avvocato Brugnoli. Valentini e la Marchionni, infatti, erano divorziati da oltre trent’anni. E domani affronterà, insieme al suo legale, l’udienza di convalida dell’arresto.

 

L’avvocato Carlo Brugnoli

LA TELEFONATA AL MEDICO PRIMA DELLA TRAGEDIA

“Ha sempre pensato a sistemare i figli, la famiglia. Certo ora l’attività era un po’ in difficoltà perché con la crisi edilizia anche loro hanno avuto una contrazione del lavoro. Ma parliamo di una persona perbene, quando ci ho parlato era assolutamente disperato, non riusciva a capire cosa gli fosse successo considerato che lui poco prima di pranzo aveva addirittura chiamato un medico per contattarne un altro con l’obiettivo di trovare una struttura che potesse ospitare la sua ex coniuge. Sì erano divorziati da più 30 anni, lei gli era tornata in casa perché i figli, dal momento che la donna doveva seguire una cura, si sono impietositi. E in attesa di trovare una struttura che potesse ospitare e far stare bene la mamma, avevano deciso di controllarla direttamente. Il problema è stato che è stata collocata nel luogo dove abitava il padre, da solo. A 78 anni si è ritrovato, dopo 30 anni di vita in solitaria, a condividere la vita, piccoli spazi con quella donna con cui si era divorziato proprio perché c’era un’incompatibilità caratteriale enorme con tutto ciò che comporta per una persona anziana condividere spazi con una persona diventata una sconosciuta, e con tutte le situazioni patologiche della signora, abbastanza gravi. E purtroppo in quella frazione non ha capito nulla, esasperato da una situazione generata da futili motivi”.

 

La vittima, Silvana Marchionni

IL DIVERBIO: MOTIVI DI GELOSIA?

L’avvocato Brugnoli entra nello specifico: “Purtroppo la donna, dal momento in cui è tornata a casa del marito, da poco tempo, era tornata a fare i discorsi che faceva oltre 30 anni fa. Gelosia. E lui le ha sempre detto che, al di là del fatto che non ha avuto altre donne, a 78 anni, con problemi di deambulazione e difficoltà di ogni sorta, era impensabile che lui potesse avere un’altra donna. Ma questo disco sarebbe andato avanti in continuazione. Quindi credo che uno dei motivi che possono aver scatenato la mente di Valentini è stato questo, portato all’esasperazione. Però è una mia congettura. Le motivazioni profonde non le conosciamo ma si è trovato in una situazione che nemmeno lui è riuscito a contenere. Da tanti anni viveva da solo anche se il figlio abita a 30 metri. Una piccola casa dove stava da sempre, da quando si è separato dalla moglie, ha lasciato gli altri immobili ai figli e lui si è ritagliato un appartamentino nella proprietà. Altre passioni, oltre alla pesca, non ne ha. Aiutava saltuariamente il figlio per quello che poteva fare. Fisicamente non sta benissimo. Una spalla non la alza più, un braccio non riesce a sollevarlo più su dell’ombelico. Problemi anche alle ginocchia. Trascorreva la sua vecchiaia in questo modo. Se andava a caccia? Non ci va più da oltre trent’anni proprio per i problemi fisici che ha alle braccia. Anche allacciarsi una camicia è difficoltoso per lui. Un uomo buono, conosciuto da tutti come un grande lavoratore. Altruista. Mai avuto una parola di rimprovero. Ha sempre cercato di risolvere i problemi parlando, cercando il dialogo”.

 

Giuseppe Valentini

LO CHIAMANO “QUERCIA”

“Era soprannominato quercia, sì quercia perché è piccolino ma forte”. Domani si terrà l’udienza di convalida. “Vedremo cosa verrà fuori, come saranno disposti i magistrati al riguardo. Decideremo domani nel corso dell’udienza dopo che il pm avrà fatto le sue richieste anche perché è una situazione ai limiti, sia per l’età che per le condizioni fisiche che per tutto il quadro. Vediamo come verrà interpretato il tutto dal magistrato”. Sullo stato psichico Brugnoli non ha problemi ad ammettere che: “Ieri ha risposto all’interrogatorio. In linea di massima sta bene. Certo, ieri era abbastanza provato, in uno stato confusionale forte. Era scosso. Lo conosco da tanti anni. Quando mi ha visto è crollato, si è messo a piangere. Ci conosciamo bene”.

Messaggi a qualcuno Valentini non ne ha recapitati. “E’ chiuso nel suo dolore. Ha ricordato, mentre parlava col pm, il fatto di aver chiamato poco prima di pranzo quel medico di sua conoscenza perché doveva prendere un appuntamento con un altro medico per una struttura dove poter ricoverare la moglie. Quindi c’era stato un interessamento massimo per quella che era comunque la sua ex moglie. Il rapporto, quindi, andava nella direzione opposta rispetto a quanto accaduto. Pur essendoci questa problematica così profonda della moglie, lui si era prestato ad aiutarla. Ammirevole. Ma poi dopo mezz’ora si è scatenato l’inferno. Inspiegabile. Una persona che ne aiuta un’altra senza alcun obbligo, e dopo poco capita l’imprevedibile. La donna, prima di tornare da Giuseppe viveva in un appartamento credo sempre alla Corva, una mansarda comprata da Giuseppe. Quando si sono separati lui le ha dato anche un alloggio dove andare”. Brugnoli ha parlato anche con il figlio Simone: “Come può sentirsi un figlio dinanzi a una tragedia simile quando oltretutto ha un legame fortissimo con il padre?”.

Tragedia alla Corva: spara e uccide l’ex moglie (FOTO e VIDEO)

 

 


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