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Penitenziaria, oltre 2 secoli di storia
“Oggi ricordiamo Falcone e i servitori dello Stato”

FERMO – Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria alla presenza delle autorità del territorio. Dei 73 detenuti presenti, sono 4 quelli in attesa di giudizio e un articolo 21: il 65% è di nazionalità italiana, mentre il 35% straniero
mercoledì 23 maggio 2018 - Ore 10:49
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di Andrea Braconi

La scritta “Al servizio del Paese” campeggia alle spalle dei vertici della Polizia Penitenziaria di Fermo. Un giorno di festa, per celebrare i 201 anni di storia del corpo, che neanche la pioggia è riuscita a rovinare. All’invito di Eleonora Consoli, direttrice della Casa di Reclusione di Fermo, e del comandante Loredana Napoli, hanno risposto rappresentanti di Prefettura (presente la vice prefetto Pina Biele), Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Area Vasta 4 (con il direttore di Distretto Vincenzo Rea), Comune di Fermo (con il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore Alessandro Ciarrocchi), Polizia Municipale, Assemblea legislativa della Regione Marche (con il consigliere regionale Marzia Malaigia) e mondo della scuola (con la partecipazione della dirigente scolastica Stefania Scatasta). Presente anche l’Arcidiocesi di Fermo nella persona di don Pietro Orazi (vicario generale e direttore della Caritas Diocesana).

Della cerimonia tenutasi a Roma lo scorso 17 maggio, sono stati letti il messaggio del presidente della Repubblica, letto dall’assistente capo Stefanelli Stefano, e l’intervento del capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, da parte dell’assistente capo Francesco Grilli.

Nel ricordare come dal 24 novembre 1996 la struttura di Fermo sia adibita a casa di reclusione di media sicurezza, il commissario capo Napoli ha sciorinato i dati riguardanti l’attività svolta dalla Penitenziaria partendo dagli effetti del sisma del 2016, che in conseguenza dei danni riportati dal carcere di Camerino ha portato l’istituto fermano a rispondere secondo le proprie possibilità nell’assorbimento dei detenuti, oggi 73 su un numero di posti di 41 e tollerabile fino a 52 unità. Di questi 73, sono 4 quelli in attesa di giudizio e un articolo 21: il 65% è di nazionalità italiana, mentre il 35% proviene da nord Africa, Albania e Romania. Il fine pena più lungo è del dicembre 2033, mentre la condanna media si attesta sui 2 anni. Nel corso del tempo, ha sottolineato la Napoli, sono stati effettuati in carcere 3 sequestri di sostanze stupefacenti ed uno di banconote false.

Riguardo alla dotazione organica, il reparto di Fermo conta 47 unità, con 6 distaccati da altre sedi. La Napoli ha ricordato inoltre come le 4 unità di Camerino assegnate a Fermo abbiamo presenziato alla festa di Roma della settimana scorsa, ricevendo una promozione per l’eccellente gestione dell’evento e dell’apporto fornito.

“Solo entrando negli istituti – ha rimarcato – si possono realmente capire i bisogni e le aspettative di chi dentro non sta scontando la pena ma sta svolgendo il proprio lavoro con spirito di servizio”.

Un commosso pensiero la comandante ha voluto rivolgerlo a tutti i servitori dello Stato in questa giornata che, 26 anni fa, aveva visto morire il magistrato Giovanni Falcone, la sua moglie e tre uomini della scorta.

Nel suo saluto la direttrice Consoli ha rimarcato i pericoli derivanti dal terrorismo, pur lontani dal Fermano ma sempre rilevanti, così come l’accorpamento al provveditorato dell’Emilia Romagna. “Da un anno a questa parte abbiamo dovuto rivedere le modalità di lavoro – ha spiegato – perché sono cambiati i nostri punti di riferimento. Il bilancio è comunque positivo, anche se molto impegnativo. Ma abbiamo strumenti e volontà per continuare lungo questo cammino”.

Un augurio finale la Consoli lo ha riservato per l’imminente apertura della Questura, un riferimento diretto che porterà un valore aggiunto in termini di sicurezza e di controllo del territorio.


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