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A Fermo resta impossibile abortire:
l’associazione Luca Coscioni scende in piazza

SANITÀ - Sabato 26 maggio dalle ore 16 alle 20 in Piazza del Popolo gazebo informativo per una “parziale” applicazione della legge 194 nelle Marche
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Nel 40° anniversario dell’approvazione della legge 194 del 22 maggio 1978 per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, l’associazione Luca Coscioni denuncia il fatto che dopo 40 anni, nella Regione Marche, la legge 194/78 non è pienamente applicata.

“Tra le varie manifestazioni che si stanno svolgendo nelle Marche per ricordare il 40 anniversario dell’approvazione della legge e per chiedere il suo pieno rispetto – spiegano i referenti – rendiamo noto che è in programma per sabato 26 maggio dalle 16 alle 20, in piazza del popolo a Fermo, un gazebo informativo, nel quale si raccoglieranno firme per un appello in cui si chiede che la magistratura si attivi per valutare e verificare eventuali responsabilità dei dirigenti delle istituzioni sanitarie della Regione, per la “parziale” applicazione della legge 194 nelle Marche. In particolare nell’appello si dà notizia, alla competente autorità, che all’ Ospedale “R.Murri” di Fermo da “sempre” non si può accedere al servizio dell’interruzione volontaria della gravidanza mettendo così a rischio la salute psico-fisica delle donne del territorio”.

L’associazione, quindi, sarà a Fermo, città “dove il servizio dell’IGV non è stato mai attivato a causa dell’elevato numero di personale sanitario obiettore di coscienza. In questi casi la legge prescrive che la struttura sanitaria deve comunque garantire il servizio attraverso la mobilità del personale. Nel territorio fermano invece si è proceduto al contrario, stabilendo che le donne devono “migrare” nella provincia di Macerata, presso gli ospedali di Civitanova Marche o di Macerata per accedere all’IVG; circostanza questa che è in contrasto con la legge 194”.


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