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Mattarella si è comportato in maniera corretta o, viceversa, ha tradito la Costituzione?

IL PUNTO - Golpe o no?...interpretazione  dell'articolo 92  della Costituzione ortodossa o ad usum Delphini?... interessi di bottega contrapposti alla volontà popolare?... sottomissione alla volontà delle grandi potenze (Francia e Germania) voluta dall'alto in barba alle scelte fatte dal popolo?... insomma, il Presidente Mattarella si è comportato in maniera corretta o viceversa ha tradito la Costituzione, di cui l'art. 1 è  il valore fondante? «Impeachment», letteralmente «impedimento».
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Giuseppe Fedeli

di Giuseppe Fedeli (giudice di pace di Fermo)

Golpe o no?…interpretazione  dell’articolo 92  della Costituzione ortodossa o ad usum Delphini?… interessi di bottega contrapposti alla volontà popolare?… sottomissione alla volontà delle grandi potenze (Francia e Germania) voluta dall’alto in barba alle scelte fatte dal popolo?… insomma, il Presidente Mattarella si è comportato in maniera corretta o, viceversa, ha tradito la Costituzione, di cui l’art. 1 è  il valore fondante?

«Impeachment», letteralmente «impedimento». È la parola che in queste ore oscilla come una ‘mannaia’ sulla testa del Capo di Stato. Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia infatti l’hanno evocata ieri dopo che Giuseppe Conte ha rimesso nelle mani del Colle l’incarico, a seguito dell’opposizione del Capo dello Stato alla proposta di Paolo Savona come Ministro dell’Economia.

L’altra faccia della medaglia: c’è però un limite, invalicabile, varcato il quale verrebbe lesa la dignità delle istituzioni democratiche, e con esse il loro ruolo e la loro stessa esistenza, vale a dire la imposizione di un nome, sotto la minaccia di un ritorno al voto, come se il presidente della Repubblica dovesse ubbidire, rinunciando alle sue prerogative. “Il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non può subire imposizioni. Ho accettato tutte le proposte tranne quella del ministro dell’Economia. Dai partiti ho registrato indisponibilità a ogni soluzione”. Perché, a dire del presidente della Repubblica, il Quirinale “non può sostenere la proposta di un ministro sostenitore della fuoriuscita dall’euro”. Che, a suo dire, allarma i mercati, investitori e risparmiatori italiani e esteri che hanno investito nei titoli di Stato e nelle nostre aziende. Chi ha ragione: Guelfi o Ghibellini, Capuleti o Montecchi? Di là da ogni interpretazione che propineranno a piene mani illustri costituzionalisti, la verità è che ci troviamo di fronte uno snodo ben vero “allarmante”, a un’altra delle ore buie della nostra Repubblica: un perdurante crepuscolo che ci auguriamo preluda a una nuova alba. Diversamente il Paese, da anni in caduta libera, dilaniato da guerre intestine e dissestato da movimenti carsici, difficilmente potrà risollevarsi da un destino che, non possiamo nasconderlo, pare essere a senso unico.


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