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I led illumineranno il lungomare
Restyling completo per 42 lampioni

PORTO SAN GIORGIO - Il comune metterà mano alla pubblica illuminazione sul lungomare Gramsci. Ad essere interessato dal progetto sarà il tratto compreso tra via d. Chiesa e la pinetina Salvadori
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di Sandro Renzi

Finalmente il comune metterà mano alla pubblica illuminazione sul lungomare Gramsci. Ad essere interessato dal progetto, che dovrà essere redatto dalla ditta Menowatt Ge spa di Grottammare (la stessa che gestirà il servizio di manutenzione fino al 2019 in forza di un contratto di appalto che risale al 2010) sarà il tratto compreso tra via D. Chiesa e la pinetina Salvadori. In totale saranno 42 i corpi illuminanti su cui si dovrà intervenire. La giunta Loira ha approvato gli indirizzi da fornire alla ditta. Si prevede la sostituzione dei sostegni in vetroresina con nuovi sostegni in acciaio e l’installazione di apparecchi a led ad alta efficienza con classe energetica almeno A+++. E questo per rispondere alla tante sollecitazioni arrivate agli uffici comunali da più parti. Lamentale e critiche per la scarsa illuminazione con disagi legati anche alla viabilità. Nel documento approvato dall’esecutivo si parla non a caso di  “conseguimento dell’efficienza e del risparmio energetico” ma anche della necessità di “procedere in tempi brevi ad un miglioramento dell’efficientizzazione energetica degli impianti di pubblica illuminazione che interessano il lungomare Gramsci, dall’intersezione di via D. Chiesa verso nord fino all’altezza della pineta Salvadori”. E questo perché si è preso atto che i sostegni sono ormai obsoleti e non hanno più le caratteristiche di stabilità originarie. Che “i corpi illuminanti non rispondono alle normative relative all’inquinamento luminoso e disperdono notevolmente il flusso luminoso verso l’alto e verso il retro dove non necessita di illuminamento”. O ancora che “le lampade sono da 150W al sodio”. Insomma troppe cose non vanno ed i cittadini chiedono a gran voce di  “uscire dal buio”. L’amministrazione pertanto chiederà alla ditta  affidataria dell’appalto l’elaborazione di una “diagnosi energetica” e quindi una soluzione al problema sottoposto. Intervento che potrà essere autofinanziato attraverso i risparmi energetici conseguiti sulla base del piano economico finanziario. Resta l’incognita comunque sui  tempi di realizzazione dell’intervento.


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