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Nuovo ospedale, l’iter va avanti:
“Ci saranno anche pronto soccorso, risonanza
e osservazione breve intensiva”

AMANDOLA - Lo stato dell'arte del sindaco Adolfo Marinangeli, che sulla vecchia struttura ("sul cui destino ragioneremo in seguito") spiega come a breve verranno riportati tutti i servizi
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di Andrea Braconi

Un ospedale di quarto livello, con un protezione assoluta in termini di antisismicità e con 80 posti letto, ripartiti in 40 tra medicina e chirurgia, 20 per la Rsa e 20 per la lunga degenza, a cui si aggiungono 2 sale operatorie. Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola, torna sulla realizzazione della nuova struttura, “concordemente decisa dall’Amministrazione regionale e da quella comunale”. Quindi, non più risistemazioni provvisorie ma una certezza, con tutti i servizi precedenti il terremoto ed altre novità significative.

“La fase progettuale è stata completata – ci spiega – il progetto preliminare approvato ed il progetto definitivo consegnato il 21 maggio. La Regione lo sta validando, ci siamo dati tempo il 15 giugno per approvarlo con delibera regionale e poi trasferirlo al Comune”.

Comune che sta iniziando le procedure per la variante urbanistica e l’esproprio dell’area. “Entro l’estate ci sarà l’approvazione del progetto definitivo, oltre all’esproprio dell’area e all’immissione del possesso dell’area, per poi dare spazio a settembre al progetto esecutivo e partire con la gara d’appalto nell’autunno 2018, gara di appalto che, se non troveremo intoppi di tipo legale, porterà ad un inizio dei lavori per la primavera 2019. I tempi di realizzazione previsti nel progetto dicono in meno di 24 mesi, ma per essere realisti io direi dai 24 ai 36 mesi”.

Si è parlato di un ospedale casa della salute, quasi ridimensionato rispetto all’attuale struttura. “Non solo mantiene le funzioni che aveva prima – afferma Marinangeli, rispondendo a chi aveva sollevato dubbi al riguardo – esplose su 9.600 metri quadrati del vecchio ospedale, non tutti utilizzati, ma qui è stato approvato un progetto di 11.600 metri quadrati che prevede tutte le ipotesi ed anche funzioni nuove che vengono aggiunte, tipo la risonanza magnetica, l’osservazione breve intensiva (che oggi non c’è) ed un reparto di pronto soccorso di Ppi avanzato. Innovazioni che sono uscite fuori seguendo gli sviluppi in ambito sanitario. Quindi, partiamo con dati certi e con un aumento delle funzioni già presenti prima del sisma”.

Sul vecchio ospedale, (“al quale è danno riscontrato un danno complesso grave di tipo E e sul cui destino ragioneremo in seguito” sottolinea il sindaco) c’è un intendimento con il presidente della Regione di riportare ad Amandola tutti i servizi entro il 2018. “Capisco che è un impegno complesso, ma direi che dal programma più possibilista ci riusciremo entro la primavera 2019. Ha dato mandato al Comune come ente attuatore di riportare Potes, dialisi e i servizi che oggi sono sistemati nel campo sportivo all’interno di moduli che scompariranno entro il 2018. E ha anche dato mandato al Comune di iniziare a fare proposte per la realizzazione di una medicina di tipo provvisorio. Stiamo ragionando su diverse soluzioni alternative, da valutare tecnicamente anche in base al responso dei tecnici”.


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1 commento

  1. 1
    Claudio Mecozzi il 4 Giugno 2018 alle 15:53

    L’OSPEDALE SUL COLLE AGELLO PERFETTAMENTE INSERITO NEL PAESAGGIO

    Nella previsione della costruzione di un edificio deve potersi individuare negli elaborati grafici di progetto il relativo contesto urbano e/o paesaggistico; condizione questa indispensabile per poter esprimere le necessarie valutazioni. Recentemente si sono presentati tre elaborati descrittivi (esterni 3d pubblicati su cronache fermane) attribuiti al progetto del nuovo ospedale di Amandola privi di un riconoscibile contesto territoriale. Dal disegno degli esterni di un progetto si deve poter capire esattamente dove ci si trova e questo è facilmente ottenibile attraverso un adeguato ambientamento fotografico; perchè non si è fatto?

    La nuova costruzione per come è rappresentata potrebbe stare in una qualsiasi area agricola o urbana libera da edificato di un qualsiasi luogo.Da come un edificio si pone rispetto ad un contesto urbano,ambientale,paesaggistico si ricavano gli elementi per poter esprimere un giudizio sulla sua qualità figurativa. Ad esempio; un edificio che si inserirebbe perfettamente nel contesto di una moderna espansione urbana potrebbe rivelarsi un ecomostro nel contesto di un area paesaggistica pressochè incontaminata.Per questo elaborati descrittivi degli esterni privi di un riconoscibile contesto paesaggistico non possono essere accettati. Uno studente di architettura che si presentasse così agli esami sarebbe bocciato. Per fortuna c’è l’Ospedale Vittorio Emanuele II che edificato sul colle Agello secondo i tradizionali criteri antropici si inserisce perfettamente nel paesaggio dei Monti Sibillini.

    Ci troviamo così oggi a dibattere sulla compatibilità paesaggistica di un ipotetico nuovo ospedale mentre in questi stessi tempi (son trascorsi quasi due anni dal 24 agosto 2016) avremmo potuto già inaugurare il rinnovato complesso dell’Ospedale Vittorio Emanuele II adeguato sismicamente e modernizzato negli esterni e negli interni e magari anche potenziato nei servizi e nelle strumentazioni. Ci sono stati tutti i presupposti tecnici,il tempo, le risorse e le corsie procedurali preferenziali per poter raggiungere un tale risultato, e non si è fatto. Di questo passo fra due anni ci ritroveremo al massimo con qualche buca con dentro qualche tonnellata di calcestruzzo così che adeguare il Vittorio Emanuele II continuerà ad essere la scelta migliore sotto tutti i punti di vista.Sarà il lavoro della prossima Amministrazione che speriamo diversa. Il livello E di danno corrisponde all’inagibilità;ciò significa semplicemente che bisogna intervenire per rendere agibile ciò che non lo è. Non certo significa che deve esser lasciato all’abbandono un prezioso patrimonio immobiliare.Infine, trovandoci nell’ambito di un contesto paesaggistico di carattere nazionale non si esclude per l’avvenire di sentire nel merito i pareri di riconosciute personalità di caratura nazionale come ad esempio il presidente del FAI Prof. Andrea Carandini e lo storico dell’arte Prof. Vittorio Sgarbi.Il paesaggio è risorsa (economica) per Amandola che richiede di esser tutelata.

    Arch. Claudio Mecozzi

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