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Terminati gli incontri con la città del Laboratorio Civico di Felicioni: “Recupero, la parola d’ordine”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il candidato civico: "Solo attendere alle istanze degli elpidiensi trasforma una programmazione urbanistica nel processo di miglioramento della qualità della vita di ognuno di noi"
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Alessandro Felicioni

 

Con l’appuntamento di mercoledì al quartiere Faleriense si è concluso il ciclo d’incontri promossi dal Laboratorio Civico di Alessandro Felicioni Sindaco. Ed è proprio quest’ultimo a tirare le somme di quello che ha definito: “Un viaggio attraverso il territorio fatto insieme ai moltissimi cittadini che si sono avvicinati con curiosità e voglia di esserci, affollando sia la platea che i collegamenti alle dirette streaming. Rigenerare, condividere, governare non è un semplice slogan ma un vero e proprio metodo di lavoro che ha dato vita a un autentico laboratorio di idee col quale abbiamo passato al setaccio la città, ragionando sulle piccole e sulle grandi cose, tenendo sempre ben chiara la visione d’insieme e soprattutto l’evidente fatto che per una cittadina come quella di Porto Sant’Elpidio, gravata da un debito che le passate amministrazioni non hanno fatto altro che alimentare accendendo mutui persino per far fronte alle spese correnti, la parola d’ordine non può essere che  recupero. Ovviamente dell’esistente, che è già molto e va valorizzato”. 

Falicioni che ribadisce le linee programmatiche: “Le proposte faraoniche di altre forze politiche, con tanto d’immagini allegate scaricate da Google relative a Utrecht, Faaborg e Parigi, denotano, da un lato, quanto la ricerca del consenso elettorale superi l’onestà professionale e, dall’altro, forse il poco contatto con la realtà in cui ci troviamo tutti a vivere, perché se è vero che nulla è impossibile è altrettanto vero che proporre voli pindarici inarrivabili per le casse comunali ha il sapore di campagna elettorale e null’altro.  Come per la piazza e per le altre opere compiute nei rocamboleschi modi che tutti conosciamo, si finirebbe per fare male qualcosa solo per dire di aver fatto qualcosa e l’imbarazzo della scelta tra ponti, bretelle, nuove arterie d’asfalto, un altro palazzetto, quando ne abbiamo uno che andrebbe solo correttamente manutenuto, per scegliere di mettere mano all’ennesima toppa propagandistica è lampante. Le priorità di Porto Sant’Elpidio sono altre, come la viabilità da correggere cambiando le direzioni di marcia alla nuova piazza per renderla del tutto pedonale (tra l’altro constatiamo con piacere che la nostra visione di una piazza contenitore allargata a villa Murri, alla villa Comunale fino al sagrato della chiesa della SS. Annunziata ha fatto breccia nei cuori di molti, quindi non è stato vano ribadirla a ogni incontro succedutosi dal 16 Maggio a oggi!) E per viabilità intendiamo la necessità di avere più accessi carrabili che colleghino la statale al lungo mare, mantenendo l’asfalto il più possibile lontano dalla spiaggia deviandolo verso la ferrovia nella zona della ex Fim, e più accessi pedonali, di viabilità dolce, nella stessa direzione, attraverso il recupero dei sottopassi pedonali esistenti e ampliando il più possibile le vie ciclabili esistenti e progettandone di nuove che colleghino Porto Sant’Elpidio ai comuni limitrofi; viabilità pedonale che sfrutti i fossi tombati esistenti lungo tutta la statale rendendoli vie d’accesso fondamentali alla spiaggia”.

Felicioni  aggiunge: “La priorità a Porto Sant’Elpidio è la rigenerazione dei siti d’interesse storico, architettonico e ambientale come villa Baruchello che noi trasformeremo in polo museale permanente e il suo meraviglioso parco diventerà un’attrazione nell’attrazione dopo averlo riqualificato e aver rimosso le alberature cadenti e quelle deperite e ripristinato i percorsi pedonali al fine di dare completa accessibilità alla sua passeggiata interna, servita anche da illuminazione notturna, come sarà di sicuro attrattivo l’anfiteatro che potremo far sorgere nell’ampio spazio aperto a sud e in cui metteremo in scena una programmazione estiva di teatro e musica così da rendere l’intera villa un polo culturale attivo tutto l’anno. Recupero indubbiamente anche per l’area della ex Fim imponendo la conclusione della bonifica entro 12/18 mesi, scaduti i quali l’amministrazione interverrà direttamente in surroga del privato per la definitiva messa in salubrità dei luoghi e azzerando le attuali previsioni urbanistiche, dandoci la possibilità di progettare per quella vasta zona centrale e fronte mare un centro specializzato nella formazione scolastica nell’ambito dell’accoglienza turistica, lasciando la maggior parte dei 73.000 metri quadrati a verde pubblico e strutture sportive di libero accesso a cittadini e turisti. Priorità a Porto Sant’Elpidio è il recupero di tutti gli spazi dedicati all’aggregazione come le strutture dei centri ricreativi, le aree verdi e tutte quelle zone deputate all’interazione sociale disseminate, da nord a sud, in ogni quartiere del comune e lasciate, nella maggior parte dei casi, all’abbandono e all’incuria. La condivisione e la trasparenza non hanno alcun senso se veicolati da proclami di progetti monumentali.  La condivisione e la trasparenza sono attenzioni da riservare alla base, alla cittadinanza di Porto Sant’Elpidio, perché solo attendere alle istanze degli elpidiensi trasforma una programmazione urbanistica nel processo di miglioramento della qualità della vita di ognuno di noi”.


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