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L’ultimo duello tra i candidati
infiamma il Teatro delle Api:
ecco com’è andata

PORTO SANT'ELPIDIO - Due ore di dibattito tra i 5 che in corsa per la fascia tricolore, confronto che si fa teso su erosione costiera, prostituzione, accordi tra pubblico e privato ed area Fim, vibrante la partecipazione del pubblico
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di Pierpaolo Pierleoni

Scoppia il Teatro delle Api, è l’ultimo faccia a faccia, il 10 giugno è a un passo. Foltissima la partecipazione ieri sera per il confronto tra i candidati sindaci Alessandro Felicioni, Nazareno Franchellucci, Giorgio Marcotulli, Francesco Pacini e Moira Vallati, promosso dalle testate giornalistiche locali. Due ore di dibattito serrato, che si infiamma su alcuni temi caldi, dalla prostituzione all’erosione, dal rapporto pubblico-privato alla Fim.
Partenza soft, si parla di giovani, per Felicioni “il primo motivo per cui abbiamo intrapreso quest’avventura”. Il sindaco uscente ricorda “la nuova biblioteca all’ex cineteatro Gigli che sarà punto di riferimento culturale per i nostri ragazzi”, Marcotulli vuole “supportare concretamente i neolaureati per dar loro opportunità”, Pacini vuole “riaprire un Centro di aggregazione per ogni quartiere”, Vallati propone “bandi per offrire immobili pubblici ai giovani per intraprendere nuove attività”.
Prime scintille sulla prostituzione, il sindaco uscente denuncia “l’assenza di una legislazione nazionale in materia, abbiamo studiato varie misure, modificato il regolamento di Polizia municipale per multare prostitute e clienti”. Marcotulli azzanna: “Il risultato di questo sindaco è stato farci prendere in giro a livello nazionale con iniziative sballate, le misure vanno concordate con gli organi superiori e garantiti controlli serrati e continui”. Pacini vede la soluzione “nell’abolizione della legge Merlin, dobbiamo chiedere pattugliamenti più continui di notte”. “Pattugliamenti notturni più prolungati e sanzioni dure per i clienti che favoriscono il business” la soluzione della candidata 5 stelle. Stesso discorso da Felicioni: “Senza intensificare i controlli anche le modifiche ai regolamenti restano lettera morta. E’ anche un problema di decoro urbano”. Franchellucci replica che “tutte le misure suggerite dagli altri sono state già adottate. Posso assicurare che continuerò ad adottare tutte e dico tutte le misure possibili”.

I fari si accendono sullo sviluppo della Faleriense, per il candidato del centrodestra “imprescindibile una viabilità più funzionale ed una riconversione della zona industriale, dove pensiamo a una cittadella dello sport, in via Marina serve un piano puntuale di sviluppo commerciale”. L’esponente di Casapound ricorda la festa del 1 maggio, “con il sud destinato a parcheggio per la festa del centro. La Faleriense merita più attenzione ed eventi mirati”. Per Vallati occorre “riorganizzare la viabilità del lungomare, quando parliamo di equità il primo pensiero è proprio per la Faleriense”. Il leader del Laboratorio civico respira “tanta attenzione da un quartiere che è sempre stato un feudo per l’amministratore uscente, ma che evidentemente è stanco di essere dimenticato. Fondamentale collegare casello A14 e lungomare”. “A sud spesso troviamo difformità di opinioni sulle soluzioni prospettate – nota Franchellucci. Abbiamo mantenuto presidi preziosi come la farmacia comunale, che è stata riqualificata”.
I rapporti tra pubblico e privato, con riferimento alle grandi opere, da Piazza Garibaldi alla Fim alla Ligmar, fanno infiammare palco e platea. Secondo Pacini “Si parla troppo poco di interesse pubblico, l’apertura di un nuovo centro commerciale a nord (il riferimento è all’ex Ligmar) ucciderebbe definitivamente il commercio cittadino”. “Il bene pubblico in questa città non vale nulla – attacca Vallati – questo dimostrano le scelte dell’amministrazione”. “Forse siamo sfortunati coi privati – nota Felicioni – O ci sediamo tutti dalla stessa parte e non si capisce chi sia pubblico e chi privato, oppure il comune sta sullo sgabello e il privato in poltrona sopra di noi. Lo schema è sempre lo stesso, ci sediamo in una posizione di debolezza. Sulla Ligmar sono state rinnovate in questi giorni le autorizzazioni commerciali che erano scadute, i privati non faranno mai niente in quell’area”.
“Non dobbiamo approcciarci ai privati in modo anacronistico – puntualizza Franchellucci – Lo scandalo non è parlare con i privati, ma era avere una topaia a nord, uno spazio degradato in piazza e fronte mare. Qualsiasi accordo, che qualcuno chiama sgabelli più alti o più bassi, è reso trasparente da procedure rigorose”. “Il dialogo coi privati è fondamentale, ma senza farsi mettere i piedi in testa” nota Marcotulli “Sulla Ligmar nel permesso di costruire c’è tutto, fuorchè le opere pubbliche. Fossi stato sindaco, avrei imposto il sottopasso, oppure niente proroghe e niente permessi di costruire. Sulla Fim non sappiamo ancora se c’è una polizza per la bonifica e di che genere è”.
Franchellucci: “Il ritiro del permesso a costruire è proprio la dimostrazione che i privati vogliono andare avanti, le opere pubbliche stanno nella convenzione e si faranno. Senza rinnovo delle licenze commerciali avremmo avuto la paralisi per altri 30 anni”.
I toni si smorzano sulla cultura, che Vallati vuole “rimettere al centro del rilancio turistico e delle politiche giovanili”, mentre Felicioni punta “sulla riqualificazione di alcuni luoghi, a partire da Villa Baruchello”. Franchellucci elogia “le ottime stagioni teatrali guidate dal nostro Neri Marcorè e l’importanza del festival di teator per ragazzi”. “Puntare sulla cultura razionalizzando le spese” l’obiettivo di Marcotulli, Pacini torna sul “valore dei centri di aggregazione”.
Tocca all’erosione costiera e Felicioni vuole “sapere quanti soldi abbiamo buttato in questi anni”. Per il sindaco “serve dare risposte urgenti agli stabilimenti. Nel 2014 la Regione non ritenne necessarie le scogliere per Porto Sant’Elpidio, ora invece c’è l’impegno a realizzarle”. Marcotulli attacca il primo cittadino: “La Regione ha fallito e questo sindaco non ha mai avuto il coraggio di attaccare il suo partito. Stiamo ancora alle promesse, non c’è niente di concreto”. Pacini denuncia “un problema affrontato in ritardo”, Vallati ricorda “come il vecchio progetto di difesa non sia mai stato completato, mentre sulle scogliere emerse siamo solo alle promesse elettorali, non c’è ancora un impegno sottoscritto”.
E’ tempo di parlare di Fim e il sindaco ricorda che “una volta certificato dall’Arpam il lavoro svolto sulla spiaggia, verrà rilasciata la bonifica da 3 milioni di euro all’interno dei 6 lotti della Fim. Terminate le operazioni e ricevuta la certificazione, partirà la riqualificazione”. Marcotulli vuole “discutere coi privati la riduzione delle volumetrie eccessive previste nell’accordo”. Pacini teme “una nuova Lido Tre Archi”. Vallati ipotizza “un ricorso per fissare giudizialmente un termine per effettuare la bonifica e, decorso quel tempo, il pubblico si sostituirà”. Strategia simile quella di Felicioni, “che vuole accorciare a 12-18 mesi il tempo per la bonifica, ci stanno tenendo prigionieri di un sito che dovrebbe essere il cuore della città. Faremo di tuttoper scardinare un accordo aciagurato e perchè sia pu pubblico a mettere le mani sulla bonifica”.
Tocca all’immigrazione e al progetto Sprar, Marcotulli “non vuole che a Porto Sant’Elpidio si ripeta il caso Macerata. Se non abbiamo garanzie dalla Prefettura di adeguati controlli, si chiude”. Per la chiusura anche Pacini, che stuzzica il centrodestra: “Servizio da chiudere senza dubbi. L’approvazione dello Sprar l’ha votata anche Forza Italia (Marcotulli precisa poi che si trattò di astensione)”. Vallati vuole “riorgaizzare il servizio, non smantellarlo”, Felicioni la prende larga: “serve una mappatura complessiva per comprendere i bisogni principali e le ricadute, poi valuteremo nel caso specifico come agire”.”Lo Sprar è un modello virtuoso, parliamo di 15 persone in tre appartamenti che svolgono un percorso di inserimento”.
Sulla gestione del verde, per Casapound “il degrado porta degrado, occorre riqualificare”. “Ripartiamo dalle piccole cose – dice la pentastellata – c’è un ottimo regolamento del verde non attuato come dovrebbe”. “In passato il servizio lo svolgeva Ecoelpidiense – ricorda Felicioni – i risultati erano apprezzabili, oggi si fa molta più fatica con l’affidamento alle associazioni di quartiere”. Per Franchellucci “ci sono meno soldi, in passato s spendevano 700.000 euro l’anno, cifre oggi impensabili”. “Il decoro urbano è il biglietto da visita di una città” chiosa Marcotulli.
Guardando al dopo 10 giugno, a composizione di giunta ed eventuali accordi, Moira Vallati ha già la squadra in testa, “alcuni nomi li diremo prima del voto. Se fuori dal ballottaggio continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto”. Per Felicioni “non è un problema la scelta degli assessori, mi piace pensare alla squadra in senso ampio, coinvolgendo le tante professionalità che mi stanno accompagnando”. Franchellucci chiederà “competenza, tempo, senza ignorare l’apprezzamento dei candidati, attraverso il consenso che otterranno”. Marcotulli vuole “una giunta capace e preparata, ma coinvolgerò molto anche i consiglieri”. Pacini strizza l’occhio ai civici: “Al ballottaggio, l’unico con cui possiamo fare accordi è Felicioni”.
Si scivola verso la conclusione. Sbirciando nei programmi avversari, Felicioni vede “cose apprezzabili, mentre guardando a quelli del 2013 del sindaco uscente, devo dire che ha realizzato ben poco di ciò che aveva scritto”. Franchellucci, a sorpresa, apprezza il programma di Casapound: “Buona l’idea di una piattaforma polifunzionale per lo sport alla Faleriense”. Marcotulli vede positivamente “l’attenzione sui temi della famiglia e del sociale, sarò sempre pronto a confrontarmi con la minoranza”. Pacini guarda invece fuori comune: “Mi piace la videosorveglianza di Sant’Elpidio a Mare e l’attenzione alla sicurezza del comune di Fermo. Di Marcotulli condivido la proposta sulle colonie giovanili”. Per Vallati, “in molti ci copiano i metodi partecipativi. No alle liste della spesa degli altri schieramenti”.
C’è il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi in sala, allora si finisce a parlare di unificazione tra Comuni. Tutti d’accordo sul’importanza di spingere sui servizi integrati i candidati, prudenza sulla fusione, che richiederebbe una consultazione popolare. Il più secco è Pacini, che si dice contrario.
La più classica delle conclusioni prevede l’appello al voto.
Giorgio Marcotulli: “Non voglio più sentire silenzio, una città spenta. Siamo la terra delle opportunità, sogno una città che abbia il coraggio di offrire un’opportunità. Sogno una città che sappia scegliere e mandi a casa chi non ha saputo dare le risposte che servivano”
Francesco Pacini: “Ogni voto a noi è un passo per un cambiamento radicale. Continueremo sempre a fare politica”.
Moira Vallati: “Non vi promettiamo assessorati, lavoro, soluzioni a problemi personali, marchette elettorali. Promettiamo equità, giustizia sociale, no alle logiche del profitto, promettiamo logiche diverse. Votare per noi è votare per voi”.
Alessandro Felicioni: “Sono stati 5 mesi lunghi. Se sentiste l’orgoglio che provo a poter diventare sindaco e poteste immaginare come vedo questo paese tra qualche anno, non avreste dubbi. Vi chiedo di fidarvi, della squadra, del programma, di me, non per le competenze e il vissuto, che c’è e servirà, ma per chi sono, l’educazione che ho ricevuto ed i miei valori. Se domenica non siete sicuri, guardatevi intorno e non avrete dubbi”.
Nazareno Franchellucci: “Non esistono città dei sogni, ma città in movimento. Il Sindaco accompagna questo cammino e chiude la fila, è il padre di famiglia che la sera spegne la luce. Essere sindaco è un onore ed un orgoglio, mi conoscete nei pregi e nei difetti. Ho la forza per amministrare ancora per migliorare la città. Guardate quanto questa città è cresciuta”.


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