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“Misericordia Academy”,
piccoli soccorritori crescono

MONTEGIORGIO - I volontari della Misericordia portano, per il secondo anno consecutivo, la sicurezze e il primo soccorso nelle scuole. E il progetto continua a crescere
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Si chiama “Misericordia Academy” il progetto con cui la Confraternita di Montegiorgio ha portato il soccorso all’attenzione dei più piccoli. Lo slogan recita chiaro “piccoli soccorritori crescono”. E crescono sia nella conoscenza che nel numero. Il progetto della Misericordia ha infatti riscosso notevole successo.

E dopo gli studenti di Montegiorgio e Belmonte, con ogni probabilità al progetto aderirà l’Isc di Falerone. Un progetto, al secondo anno, concretizzatosi in otto incontri in tutte le classi dell’infanzia, elementari e medie del comprensorio tra Montegiorgio e Belmonte. Oltre alla teoria, con spiegazioni e video che tra il gioco e l’informazione, hanno affascinato i più piccoli, anche lezioni pratiche per i più grandi. E anche per gli insegnanti. Ma non è tutto. Perché il Misericordia Academy non si ferma dentro le mura scolastiche. I militi infatti hanno consegnato a tutti i bambini un libricino, un vero e proprio vademecum del soccorso da portare a casa e sfogliare con i genitori.

Un modo per formarsi in famiglia. Lo scorso anno si è trattato di 118 e della chiamata per richiedere aiuto. Quest’anno il progetto è proseguito con nozioni di primo soccorso e il Bls. I ragazzi delle scuole medie sono stati anche formati sulla sicurezza stradale. La formazione è stata portata avanti da volontari qualificati esperti e da infermieri interni della Misericordia coordinati dal governatore Paolo Tartufoli e dal suo vice Cristiano Bei. E tra gli attestati di affetto e stima che i più piccoli hanno rivolto ai loro angeli della Misericordia anche una filastrocca tutta dedicata alla Confraternita: “E’ un progetto in cui crediamo molto. Anni addietro si faceva. Abbiamo voluto riprenderlo perché ha molti aspetti positivi: innanzitutto fornisce una preparazione di base, anche ai più piccoli, per affrontare le emergenze. Così possono crescere nella conoscenza e nell’altruismo. E magari un domani anche loro potranno entrare a far parte della nostra grande famiglia come soccorritori. E poi pensiamo di fornire anche degli spunti per dei momenti di aggregazione in due realtà fondamentali per la nostra società, la scuola e la famiglia”.

 


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