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“Abbiamo bisogno di esperti
del futuro, non del passato”
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il messaggio di Boccia all’assemblea di Confindustria (Foto e Video)

FERMO - Il presidente nazionale ha ricordato come investire in crescita e ridurre il debito debba essere la mission del Paese: “Dobbiamo pensare ad una Europa unitaria che ponga al centro la questione industriale”
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di Nunzia Eleuteri

foto di Simone Corazza e Silvia Remoli

Un Teatro dell’Aquila davvero gremito, questa sera a Fermo, per l’appuntamento di Confindustria Centro Adriatico che ha visto la presenza del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, e di una, a dir poco folta, platea di imprenditori locali.

Dopo un video di introduzione sul processo di unione delle associazioni di categoria di Ascoli Piceno e Fermo, il saluto del Prefetto, Maria Luisa D’Alessandro che ha sottolineato come questo distretto imprenditoriale sia molto importante per l’Italia:”Un distretto che produce qualità nel rispetto degli aspetti umani. Una qualità che non può che essere vincente”.

Un aspetto ripreso in parte anche dal vice sindaco Francesco Trasatti che ha evidenziato come le attività produttive locali siano presenti sul territorio non solo come imprese ma come soggetti interlocutori con cui lavorare in sinergia.

Il Presidente della Camera di commercio di Fermo, Graziano Di Battista, ha voluto cogliere l’occasione per presentare numeri di una realtà territoriale costituita dal 90% di piccole imprese che hanno necessità di avere vicine le associazioni di categoria e le istituzioni. Aziende con alto contenuto di manodopera e che pertanto hanno estremo bisogno di una riforma del lavoro che possa agevolare la piccola impresa nell’investimento in capitale umano.

Con molta emozione è intervenuto il Vice presidente di Confindustria Centro Adriatico, Giampietro Melchiorri:”Sono grato al presidente Boccia per la vicinanza al nostro territorio – ha esordito – Sono onorato di presentare pubblicamente Confindustria Centro Adriatico. Con la sua costituzione abbiamo voluto un soggetto unico che potesse guardare avanti riorganizzando in modo moderno le attività sulle due province confinanti, investendo sulla qualità e sulle competenze per essere partner strategico di crescita per le aziende. Abbiamo risposto all’incertezza con la concretezza. Siamo all’inizio di un percorso in cui nessuno potrà restare indietro perché l’azione è condivisa nell’ottica del bene comune, in un momento di transizione come questo odierno. Restano tante sfide da affrontare – ha concluso l’imprenditore Melchiorri – Ciò che mi aspetto da Confindustria, presidente Boccia, è un coinvolgimento completo, in modo da poter parlare una sola voce nazionale che sia forte in Europa e nel mondo. Il teatro dell’Aquila sia il nido per far volare questa nuova creatura che presentiamo.”.

Altrettanta emozione si è potuta notare nel discorso del Presidente Simone Mariani:”Siamo qui per un evento storico: la prima assemblea di Confindustria Centro Adriatico. Gli imprenditori delle due province si sono uniti per essere i protagonisti del futuro – ha spiegato – La presenza del presidente Boccia, a cui rivolgo il mio ringraziamento, accresce in noi il senso di orgoglio e di appartenenza a Confindustria. Solo facendo squadra si può andare lontano. Per questo abbiamo voluto sommare competenze e relazioni per elevare all’ennesima potenza le possibilità di crescita di questo territorio.”.

Una riflessione poi alla politica nazionale:”Ciò che auspico vivamente è che dalle proposte di governo si passi ai fatti; oggi più che mai in un contesto difficilissimo per il Paese, dobbiamo cambiare marcia e ripartire. Ci sono deboli segnali di ripresa; noi tutti tifiamo l’Italia e chiediamo al nuovo governo di procedere con misure chiare e credibili che supportino gli investimenti.”.

Il presidente di Confindustria Centro Adriatico si è quindi soffermato sull’importante tema di questo territorio: la ricostruzione. “Il post sisma è stato caratterizzato da ben 56 ordinanze che hanno modificato in corsa le regole costringendo le imprese a trasformarsi in uffici legali – ha sottolineato – Siamo il paese della burocrazia difensiva, una patologia che blocca le amministrazioni pubbliche per evitare che qualcuno possa assumere rischi. Questo modo di non-operare va eliminato. Vincenzo – rivolgendosi al presidente Boccia – liberiamo le imprese dalle catene della burocrazia!”.

Un meritato applauso dalla platea ha poi avviato il discorso di chiusura:”Con il sisma abbiamo attivato resilienza, solidarietà e abbiamo continuato a difendere il Made in Italy ma abbiamo bisogno di altri interventi per rendere concreti i progetti. Abbiamo ottenuto la zona franca ma ne vogliamo l’estensione temporale e chiediamo agevolazioni per chi investirà nell’area del cratere perché non possiamo permettere lo spopolamento dei nostri territori. In tutto ciò chiediamo che il Made in Italy diventi una priorità dell’Italia e dell’Europa. La nostra è una comunità dalla scorza dura ed il Fermano e il Piceno, insieme, vogliono essere protagonisti del futuro.”.

Sul tema del Made in Italy ha proseguito il Pro rettore dell’Università politecnica delle Marche, prof. Gianluca Gregori, che ha specificato come il Made in Italy sia ormai un brand riconosciuto a livello mondiale e che consiste in una qualità superiore del prodotto rispetto ad altri. Un brand che va certamente valorizzato.

L’appuntamento ha visto poi l’intervento del presidente Confindustria moda, Claudio Marenzi e a seguire la conclusione del presidente di Confindustria nazionale, Vincenzo Boccia.

“Sono onorato di aver ricevuto questo invito – ha esordito – Qui si tocca con mano il senso di comunità. Una dimensione che rende grande questi territori. Ogni volta che vengo qui mi sento a casa. Ci legano battaglie comuni.

Io rappresento la piccola e media impresa, come voi, a testimonianza di un sistema democratico e non elitario della nostra associazione di categoria. Lavoro, giovani, formazione, innovazione sono le priorità.

Investire in crescita e ridurre il debito deve essere la mission del Paese. Dobbiamo pensare ad una Europa unitaria che ponga al centro la questione industriale. Chi è contro l’industria è contro l’Italia. Il nostro più grande patrimonio è intangibile e si chiama Made in Italy. Quel futuro che è dentro noi va affrontato con la forza delle idee e delle alleanze. E il nostro ruolo è quello di essere protagonisti nell’indirizzare la politica. Abbiamo bisogno di esperti del futuro in un Paese che ha avuto fin troppi esperti del passato”.

Finale con una tavola rotonda incentrata sulle storie di industriali di successo, tra cui Adriana Santanacito, giovanissima imprenditrice siciliana che nel 2016 ha iniziato a produrre con la start up Orange Fiber materiali tessili riciclando le bucce dei limoni della sua terra, ed il grande stilista Salvatore Ferragamo, il primo ad utilizzare i tessuti “ecologici”.


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1 commento

  1. 1
    Gianluca Mecozzi il 9 Giugno 2018 alle 9:30

    BELLISSIMO L’INTERVENTO DEL PROF.GREGORI
    SPERIAMO VIVAMENTE CHE IL NUOVO GOVERNO PRENDA ATTO DELLA SITUAZIONE E FACCIA QUALCOSA DI CONCRETO PER FARCI LAVORARE CON LE STESSE REGOLE DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI

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