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Funi d’acciaio per ancorare gli alberi: messa in sicurezza completata con le Ferrovie

PORTO SAN GIORGIO - Si chiude l’esecuzione dell’accordo sottoscritto nel 2015 che, come ricorda il sindaco Loira, vide anche l’intervento della Prefettura di Fermo quale massimo garante della pubblica incolumità
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Con la messa in sicurezza di quattro alberi in viale Cavallotti, il Comune di Porto San Giorgio ha completato il complesso piano di intervento definito con le Ferrovie dello Stato. Gli arbusti (tre pini e un cipresso) sono stati ancorati con funi d’acciaio. Per quanto di propria competenza, nei mesi scorsi il Comune ha dovuto forzatamente eseguire abbattimenti lungo la direttrice ferroviaria per garantire la pubblica incolumità così come previsto dal D.P.R. 753/80 che regola la distanza minima dei manufatti e delle essenze arboree di alto fusto dalle rotaie.

A titolo di indennizzo le Ferrovie, dopo specifici sopralluoghi condotti con il personale dell’Ufficio tecnico comunale in alcune aree cittadine, hanno provveduto ad effettuare 70 piantumazioni.

Su indicazione dell’Amministrazione comunale le aree oggetto della collocazione degli alberi furono quelle acquisite nell’ambito della definizione del comparto urbanistico ZPU1 via Marche (dietro il bar Mirò) per le quali il sindaco Loira ebbe a giudicare assolutamente insufficiente quanto previsto dalla convenzione urbanistica all’epoca sottoscritta dal Comune con i privati lottizzanti. La stessa area è stata in seguito dotata anche di giochi per bambini.

“Quest’ultimo e conclusivo intervento di ancoraggio chiude l’esecuzione dell’accordo sottoscritto con le Ferrovie nel 2015 – ricorda nel suo intervento il sindaco Loira – a seguito di un’annosa querelle che vide anche l’intervento della Prefettura di Fermo quale massimo garante della pubblica incolumità. Dopo una fitta serie di incontri e confronti riuscii ad evitare il generale abbattimento di tutte le essenze arboree non rispettanti la distanza minima di legge presenti sia in viale Cavallotti che in viale XX Settembre con il rischio di modificare radicalmente e per sempre la fisionomia e la storia della nostra città”.


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