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Stop al consumo di suolo sulla costa,
Legambiente plaude alla Regione

ANCONA - Approvata in Consiglio regionale la mozione per fermare il consumo di suolo costiero. Lo scorso anno nelle Marche, in occasione della campagna europea “People 4 Soil”, sono state raccolte migliaia di firme
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Marina Palmense (foto da http://blog.marcafermana.it)

“Siamo molto soddisfatti per la decisione del Consiglio Regionale di approvare la mozione a tutela della costa. Legambiente per anni ha chiesto e promosso lo stop al consumo di suolo nella fascia costiera, con tante tappe di Goletta”. Questo il commento di Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, sulla mozione “Nuova iniziativa sul fronte della difesa del litorale e della promozione paesaggistica”, approvata ieri mattina all’unanimità in Consiglio regionale.

Nelle Marche complessivamente sono 118 i chilometri di paesaggi costieri spariti per sempre sotto il cemento, trasformati prevalentemente da case, alberghi, palazzi, porti e industrie, pari al 61,5% del totale. Risultano liberi dall’urbanizzazione quasi solamente le aree ricadenti nelle due grandi aree protette, formate dal Parco Regionale del Monte Conero e il Parco Regionale del Monte San Bartolo, che, anche grazie alla morfologia montuosa, hanno fatto da freno al cemento. Nell’ultimo anno in occasione della campagna “People 4 Soil” nelle Marche sono state raccolte migliaia di firme e in tutto il territorio nazionale sono state oltre 82 mila le sottoscrizioni per richiedere una legiferazione a livello europeo; un segnale forte di quanto anche i cittadini percepiscano la necessità di contrastare il fenomeno dell’urbanizzazione e, piuttosto, mettere in sicurezza un Paese fragile e insicuro come l’Italia.

“Il contrasto del consumo e del degrado del suolo è una battaglia cruciale per la nostra regione, dove maltempo ed eventi naturali come il terremoto intrecciano tragicamente i loro effetti con l’abusivismo edilizio e la cementificazione selvaggia ai danni di un territorio vulnerabile. – conclude Pulcini – Non sarà facile mettere in sicurezza le nostre città fino a quando fare rigenerazione urbana sarà più difficile e meno vantaggioso che occupare con nuove costruzioni, abusive o meno, il suolo libero.”


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