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Nessuna risposta dal Comune, il Comitato “liberiamo il porto” scrive a prefetto, Provincia e Regione

PORTO SAN GIORGIO - La presidente Alessandra Cognigni invita ad un tavolo comune per risolvere con soluzioni urgenti i problemi denunciati nelle scorse settimane
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Il Comitato “liberiamo il porto” di Porto San Giorgio ha deciso di scrivere al prefetto di Fermo, al presidente della Provincia e al Presidente della Regione: lo comunica Alessandra Cognigni, responsabile dello stesso comitato.

“L’appello rivolto dal Comitato nei giorni scorsi al Comune di Porto San Giorgio affinché si faccia fronte con urgenza ai problemi dell’area portuale non ha sortito alcun effetto – rimarca la Cognigni -: nessun riscontro dall’Amministrazione neanche semplicemente per smentire le doglianze. Segno evidente che i problemi denunciati dal Comitato sono tutt’altro che infondati. Il Comitato “liberiamo il porto”, nato circa un mese fa, denunciava sin da subito le gravi conseguenze derivanti dal mancato dragaggio dell’imbocco del porto spettante al Comune e che già ad aprile aveva costretto la Capitaneria di Porto di Porto San Giorgio a vietare l’ingresso alle imbarcazioni con pescaggio pari o superiore a 2.50 metri”.

Gravi, secondo il Comitato, sarebbero le conseguenze derivanti da tale mancanza.

“In termini di sicurezza è evidente il pericolo sussistente in caso di condizioni meteorologiche avverse e in caso di bassa marea poiché i bassi fondali e gli accumuli temporanei di detriti possono determinare l’incagliamento delle imbarcazione con danni alle persone e alle cose. Ciò ancor più nel pieno della stagione estiva e quindi nel periodo di maggior flusso dei movimenti delle imbarcazioni”.

In termini di inefficienza, prosegue la Cognigni, il servizio pubblico risulterebbe gravemente ridotto. “Le operazioni di dragaggio dei fondali “rappresentano un servizio pubblico di primaria rilevanza”. E’ quanto si legge nel Piano regionale dei Porti elaborato dalla Regione Marche che ribadisce la funzione pubblica del servizio che, dunque, deve essere pienamente garantito attraverso un piano politico programmatico”.

Infine la questione economica. “Il sistema portuale, afferma ancora la Regione Marche, è di interesse strategico in quanto esalta le potenzialità della Regione Marche in relazione allo sviluppo dei vari settori interessati: commerciale, di servizio a passeggeri, alla cantieristica, della pesca, del turismo e da diporto. Niente di più vero e, allo stesso tempo, più inatteso a Porto San Giorgio. Il Porto si va via via spopolando in favore dei porti abruzzesi e viene da chiedersi a chi e cosa servirà la procedura di dragaggio che si completerà ad ottobre, quando nel porto saranno rimasti pochi utenti e soprattutto quando la prima mareggiata autunnale avrà riportato l’insabbiamento dell’imbocco”.

“Il Comitato – conclude – ritiene che il Comune di Porto San Giorgio ma anche la Provincia di Fermo e la Regione Marche siano responsabili del destino del Porto di Porto San Giorgio, a cui il Comitato ha rivolto l’invito ad organizzare subito, con l’ausilio della Prefettura e della Capitaneria di Porto, un tavolo comune per risolvere con soluzioni urgenti i problemi denunciati”.


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