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Pochi posti letto e dubbi sul nuovo ospedale:
il punto di Forza Italia sulla sanità fermana

POLITICA - Il senatore Andrea Cangini ed il capogruppo in Regione Jessica Marcozzi chiedono una legge regionale per sbloccare i posti letto a tempo indeterminato
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La sanità fermana è alla canna del gas. Lo ribadiscono all’unisono il senatore di Forza Italia Andrea Cangini e la capogruppo in Regione Jessica Marcozzi, con quest’ultima che ha presentato un’interrogazione sui posti letto (“ridotti all’osso”) e sul blocco di assunzioni all’Inrca.

“Ma ancora nulla, comunque, si è mosso. Serve – dichiarano Cangini e Marcozzi – una legge ad hoc che sblocchi i posti letto. Tutto è in stallo, in un territorio che ha bisogno più di tutti gli altri, essendo terremotato, ad avere assistenza sanitaria. Oltretutto sta anche arrivando l’estate che di certo non migliorerà la situazione per gli anziani tra residenti e sfollati lungo la costa. Nel Fermano abbiamo 2.1 posti letto per acuti per ogni mille abitanti rispetto ai 3.5/3.8 delle altre Aree Vaste. Il territorio, con la riorganizzazione messa in atto puntualmente dalla direzione sanitaria verso le post acuzie e le cure intermedie, si ritrova comunque asfissiato da un numero di posti letto per acuti ridotto al minimo quando invece dovrebbe essere equiparato a quello delle altre Aree vaste. I posti letto delle post acuzie o cure intermedie si congestionano subito per la complessità e la riacutizzazione dei pazienti che poi inevitabilmente tornano al triage, al pronto soccorso”.

Per i due esponenti di Forza Italia si tratta di “un circolo vizioso che sta strangolando la sanità fermana e, di conseguenza, i cittadini del Fermano che non sono di serie B rispetto alle altre Aree vaste”. “Sì, c’è in progetto un nuovo ospedale – aggiungono – ma questo quando si farà? Nel frattempo come si garantisce un livello di assistenza decente? Chiedere che funzioni l’esistente è un diritto. E ora che arriverà il caldo afoso dell’estate, con gli anziani cosa succederà? E dopo l’estate, con i primi freddi? Diventa imperativo essere pronti, con una progettualità che parta da una legge se non speciale, ad hoc per un territorio come il nostro, una legge che sblocchi posti letto a tempo indeterminato. Tutto, infatti, scaturisce dal blocco dei piani di assunzione da parte della Regione. La stabilizzazione di personale annunciata deve diventare realtà immediatamente”.


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