fbpx
facebook twitter rss

L’INTERVISTA
Giuseppe Nuciari, vent’anni da pilota del Veregra Street: “Il Festival è una Ferrari, la squadra la sua benzina”

MONTEGRANARO - "La politica non  ha intaccato mai il festival.  Le amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto altro che guardare avanti e potenziare  in prospettiva questo appuntamento. Devo dire che è un lato positivo che dimostra come Montegranaro sia una città speciale"
Print Friendly, PDF & Email

 

di Paolo Paoletti

Giuseppe Nuciari è il pilota di quella che è diventata una delle più grandi ed importanti kermesse italiane di arte di strada. Tutto è pronto per una nuova edizione ‘scintillante’ del Veregra Street, in programma dal 22 al 30 giugno a Montegranaro, degna delle celebrazioni di un ventennale che si rispetti. Ci saranno tantissimi spettacoli a rappresentare le più svariate arti di strada, tanta musica, il Veregra Food con ampi spazi dedicati allo street food ed al cibo della tradizione, il Veregra Market con 27 aziende anche dell’area colpita dal sisma, l’attesissimo murales del cineteatro La Perla e tanto altro. Il telefonino di Nuciari è rovente. Un continuo di chiamate per mettere a punto gli ultimi dettagli. Con lui una squadra imbattibile dove insieme al lavoro per questa nuova edizione, non mancano mai qualche risata e il ricordo di chi, prima di loro, ha dato un grande contributo per far sì che Veregra Street crescesse così, uno su tutti Paolo De Santi.

Giuseppe Nuciari

Veregra Street festeggia è arrivato al suo ventesimo anniversario, un traguardo importante direi…

Venti anni sono tanti in teoria, devo dire però che sono passati velocemente. Veregra Street non è stato certamente un peso, anzi è stata una piacevole soddisfazione per il sottoscritto e per quanti hanno collaborato con me e con le amministrazioni che si sono succedute. Un plauso va anche a chi da 10 anni mi dà una mano notevole come Francesco Marilungo. Vorrei ricordare il contributo dato anche da Paolo De Santi a questo festival. Tutti ricordiamo la sua disponibilità e grande capacità creativa. E’ scomparso qualche anno fa ma è sempre presente in Veregra Street. Ciò mi porta a ricordare una collaborazione fatta con Paolo, grande pittore e insegnante di discipline pittoriche, quando aveva affrescato l’ex mercato coperto di Montegranaro diventata nelle prime edizioni la casa degli artisti.

Dal mercato coperto al teatro La Perla, parliamo del murales che verrà inaugurato nei prossimi giorni e che non ha mancato di creare polemiche a Montegranaro, come mai?

Poter realizzare quest’opera è stato per me e per i tanti collaboratori e amici di Montegranaro un grande sogno nel cassetto. La street art è una componente fondamentale di un festival di strada. Abbiamo trovato terreno fertile perché l’amministrazione si è dimostrata subito disponibile alla nostra proposta  e consapevole del valore che un murales come questo porti. Una struttura importante come il teatro, che prima era un edificio fatiscente, oggi viene riqualificata anche con questo dipinto. Non solo valore artistico in quanto opera d’arte a cielo aperto ma anche un importante intervento di recupero ambientale. Per il resto posso solo dire che non comprendo le polemiche che ci sono.

Il murales del cineteatro La Perla

Torniamo ai festeggiamenti, Veregra Street è diventata ormai qualcosa che va oltre il territorio comunale di Montegranaro…

Festeggiamo i vent’anni con un attività di rete quanto mai forte ed ampia. Prendiamo il programma di questa nuova edizione ad esempio, degno di un anniversario così importante. E’ stato reso possibile attraverso un lavoro di rete che abbiamo avviato da tempo. Penso alla rete internazionale  che è nata attraverso Poetic Invasion di cui siamo project leader e da cui è scaturita un’importante collaborazione con la Romania e Brema in Germania. C’è poi la rete con i festival italiani con operazioni di programmazione per avere il meglio di quelle che sono le proposte a livello europeo. Importantissima anche la rete locale tra il Veregra Street e il mondo dell’associazionismo veregrense. Penso al gioco di squadra con diverse associazioni, in particolare Città Vecchia e Veregra Lab che hanno dato una mano incredibile per l’organizzazione del Veregra Market che quest’anno, grazie alla CNA, ospita 25 aziende di artigianato artistico e produttori, molte delle quali vengono dalle aree terremotate. La solidarietà non la facciamo a chiacchiere ma concretamente. Dare una vetrina a queste aziende è stato importante, come lo è stato aver  scelto per l’anteprima del festival  Montemonaco, con tantissima gente arrivate anche da Montegranaro e Monte San Giusto.

Continua anche il tour nei comuni?

Certo, fa parte di quel discorso di rete locale. Con il Veregra in Tour a luglio e agosto saremo ad Amandola, Pedaso, Campofilone, Civitanova, Altidona. C’è poi un progetto nuovo a cui teniamo molto che si sviluppa dalle ceneri del Distretto Culturale Evoluto Road e che vede fare squadra Montegranaro e Monte San Giusto grazie alla sinergia tra questi due comuni consolidata tramite due festival come Veregra Street  e Clown & Clown. Insieme siamo riusciti a partorire un nuovo grande festival che si chiama  Teatrando di Paglia, da un’idea della Mabo band. Appuntamento il il 13, 14, 15 luglio nelle colline montegranaresi e montesangiustesi, in location bellissime dove si alterneranno  artisti del calibro di Francesco De Rosa, Max Paiella, Bungaro e tanti altri. Il lavoro in sinergia paga e ci sta dando grandi risultati. Dal lavorare insieme riusciamo a fare di più e meglio e dare alla popolazione e ai turisti una proposta molto viva. Altra novità è quella della seconda edizione del Veregra Children iniziata lo scorso anno con Palla al Centro e le iniziative itineranti di Marco Renzi. L’attenzione per i bambini è una strada che intendiamo proseguire con Tutti Fuori e l’associazioni Indaco. Lo faremo anche con il teatro per ragazzi durante la stagione invernale. Ci stiamo muovendo come amministrazione.

In vent’anni di Veregra Street mai avute ingerenze da parte del mondo della politica?

La politica non  ha intaccato mai il festival.  Le amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto altro che guardare avanti e potenziare  in prospettiva questo appuntamento. Devo dire che è un lato positivo che dimostra come Montegranaro sia una città speciale. Può gestire al meglio un festival di valore, squadre di basket in serie A senza dimenticare un  mondo associativo e sociale quanto mai dinamico. Ogni tanto ci sono state delle piccole polemiche, ma nella sostanza il festival è una Ferrari e dobbiamo mettere benzina, se mettiamo metano non corre.

Tanti festival durano qualche anno e poi muoiono, avresti mai pensato di arrivare a vent’anni?

Lo sospettavo. Conoscendomi quando m’innamoro delle cose ci metto del mio meglio. Tutto questo merito anche dei collaboratori, da Paolo prima e Francesco ora. Il merito è di tanti, penso a tutta la macchina organizzativa del comune, il Sindaco e tutti gli assessori interessati, operai, cuoche, altri uffici, vigili, tutti toccati in questo mega ufficio che è per 9 giorni Veregra Street.  Una grande soddisfazione al di là dell’eccessiva burocrazia che non sopporto ma non dipende da  noi.

Per quanto riguarda le nuove direttive nazionali sulla sicurezza?

Per le nuove direttive siamo stati all’avanguardia anche in questo. Già da diversi anni facciamo un piano generale di emergenza, per l’esattezza da 4 anni. Lo abbiamo adeguato alle nuove circolari e siamo pronti anche su questo fronte. Il piano è stato commissionato ed approvato e messo  e vede il contributo fattivo di tutte le forze dell’ordine inclusa la polizia locale e l’associazione vigili del fuoco volontari di Fermo.

Possiamo dire che con Veregra avete contribuito a sdoganare anche la figura dell’artista di strada in quella che era la concezione di opinione pubblica?

Le medaglie non mi piacciono. Quello che possiamo dire, a livello nazionale con la federazione d’arte di strada e attraverso altre associazioni, è che ci siamo adoperati affinché la concezione di questa figura fosse sdoganata sia a livello ministeriale sia nella mentalità collettiva. L’artista di strada non è solo quello che fa cappello. Ci sono spesso compagnie strutturate a livello teatrale, nel rispetto di tutto le normative: fanno fatture, sono iscritte all’Enpals,  lavorano come le grandi compagnie professioniste di alto livello. Può darsi che poi decidano di fare anche delle esibizioni ‘a cappello’ ma c’è  stato un grosso sviluppo. A Londra si possono fare le donazioni con la carta di credito. Ci sono festival importanti che, come Veregra Street,  creano economia sul territorio.

La soddisfazione più grande?

Senza dubbio il fatto che quando giro l’Europa alla scoperta degli altri festival e di nuovi artisti, alcuni di loro ti riconoscono, ricordano il tuo nome, vengono a salutarti ed abbracciarti. Si ricordano delle cene da Patrizia a Montegranaro. E poi c’è stato il riconoscimento ministeriale di quattro anni fa. Un passaggio importante.

 

 

 

 

Teatro di paglia, murale e cibo di strada: Veregra Street ai nastri di partenza

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X