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Il Quattrocento a Fermo racchiuso
in un catalogo ed esposto in mostra (FOTO)

FERMO - Volume è riferito alla mostra Il Quattrocento a Fermo allestita a San Filippo Neri. Presentazione avvenuta nella sede Carifermo
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di Alessandro Giacopetti

Nell’ambito della mostra sul Quattrocento a Fermo, allestita dal Comune alla chiesa di San Filippo Neri fino a settembre, è stato presentato il catalogo curato da Alessandro Marchi e Giulia Spina. E’ intitolato Il Quattrocento a Fermo, tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse da Siena a Carlo Crivelli. E’ stato il vicesindaco di Fermo, Francesco Trasatti ad anticipare “la possibilità di prolungare la mostra che nel primo mese di esposizione ha visto 3500 presenze, cui si aggiungono coloro che sono entrati con il biglietto unico cumulativo. La prossima settimana arriveranno ulteriori 4 opere che erano esposte a Milano o sottoposte a restauro”.
Presentato nella sede della Carifermo che assieme alla Camera di Commercio ha sostenuto la mostra ha visto l’intervento di Laura Capozucca per il settore Cultura della Regione Marche. “Progetto fatto insieme al Mibact e all’ANCI per il rilancio di alcune zone della regione colpite dal terremoto, è un modo per mostrare al pubblico beni culturali che molti non conoscevano. 6 Comuni coinvolti nel progetto mostrare le Marche all’interno del quale è inserita la mostra a San Filippo Neri. Rappresenta un rafforzamento del legame tra la popolazione e le opere d’arte e Fermo è una città d’arte con i tesori che ha tra cui il teatro dell’Aquila”.
La dottoressa Annunziata Lanzetta del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) ha aggiunto “La mostra è un piccolo gioiello perché non è facile raccontare un periodo senza fossilizzarsi. L’esposizione offre l’idea di cosa era il Quattrocento nelle Marche e quali artisti sono arrivati sia da fuori regione che dall’altra sponda dell’Adriatico, portando nuove idee e un nuovo modo di dipingere”.

Quindi la parola è passata ai curatori del catalogo. Alessandro Marchi: “Fermo ha una storiografia importante ma forse c’è un momento che finora era sfuggito. Io e Giulia Spina siamo partiti da un documento del 1442 che parla del fratello del signore di Fermo a quel tempo, Alessandro Sforza, che sollecita il priore di Norcia a mandare il pittore Nicola di Ulisse da Siena per dipingere e arredare una stanza della rocca del Girfalco, in vista della visita di Francesco Sforza, grande condottiero. Nicola di Ulisse da Siena aveva una compagnia di artisti che viaggiava insieme a lui”. Tra le altre cose, Alessandro Marchi ha sottolineato che “i fermani devono aver subito molto gli Sforza, fino a non poterne più, anche a causa della pressione fiscale.

Quando si sono ribellati hanno distrutto la rocca e i simboli del potere sforzesco. In città non ci sono tracce della dominazione sforzesca, neanche nella biblioteca Spezioli, seppur molto fornita e ricca. Nel catalogo della mostra sono anche illustrati dipinti molto importanti per la storia della città”, ha riassunto Alessandro Marchi.
Giulia Spina: “C’è un capitolo sulla presenza di Carlo e Vittore Crivelli a Fermo e nei dintorni. Uno sull’anno 1442 con Nicola di Ulisse e altri pittori che operavano in città. Ma sono tanti i pittori attivi nel Quattrocento a Fermo, delineando un panorama più variegato di quello che emerge dalle opere che attualmente abbiamo. Lorenzo di Ugolino, Pierpalma da Fermo, Marino Angeli sono alcuni degli artisti inseriti nel catalogo. In mostra c’è anche un assente. Importante il ciclo di affreschi presente all’oratorio di Santa Monica – ha concluso Giulia Spina – che va visitato perché è una premessa imprescindibile per poi vedere la mostra”.


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