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Debutta la nuova giunta di Montegiorgio, giuramento del sindaco Ortenzi: “Riavvicinare le due anime della città”

MONTEGIORGIO - Una seduta essenzialmente formale quella di ieri sera, incentrata sulla nomina ufficiale di consiglieri, sindaco e giunta. Su quest’ultima nessuna sorpresa sulle deleghe rispetto alle anticipazioni della vigilia, se non il fatto che Ortenzi terrà per sé le deleghe ad edilizia scolastica e ricostruzione post sisma e che prossimamente verranno assegnate ulteriori deleghe ai quattro consiglieri comunali di maggioranza.
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di Marco Pagliariccio

Prima uscita ufficiale per la nuova giunta comunale, insediatasi ieri sera con il giuramento del sindaco Michele Ortenzi durante il primo consiglio comunale della nuova legislatura, tenutosi al centro sociale La Ragnatela di Piane davanti ad un buonissimo pubblico (almeno una cinquantina i presenti). Location insolita ma che nelle intenzioni della nuova giunta dovrebbe rappresentare la prima tappa di un tour che dovrebbe portare l’assise civica, volta per volta, in tutto il territorio cittadino. Una seduta essenzialmente formale quella di ieri sera, incentrata sulla nomina ufficiale di consiglieri, sindaco e giunta. Su quest’ultima nessuna sorpresa sulle deleghe rispetto alle anticipazioni della vigilia, se non il fatto che Ortenzi terrà per sé le deleghe ad edilizia scolastica e ricostruzione post sisma e che prossimamente verranno assegnate ulteriori deleghe ai quattro consiglieri comunali di maggioranza.

Ovviamente, punto focale della serata il discorso programmatico del neo primo cittadino, che dopo ringraziamenti ed onore delle armi agli avversari è entrato nel vivo delle linee del lavoro per il prossimo quinquennio.

«Dire che sarò il sindaco di tutti è un’ovvietà, chiunque fosse stato al mio posto lo sarebbe stato e lo avrebbe fatto nell’interesse di tutta la collettività – ha ribadito il sindaco – sul programma ovviamente ribadiamo quanto detto in campagna elettorale. Anzitutto vogliamo fare mea culpa a livello comunicativo e su questo settore vogliamo migliorare, creando un filo diretto con la città e usando i social. E questo percorso di consigli comunali itineranti vorremmo proseguirlo per avvicinare gli eletti agli elettori. Iniziamo da Piane perché nei prossimi cinque anni qui dovremo risolvere partite importanti e quindi speriamo sia di buon auspicio questa contemporaneità con la festa di San Paolo. C’è un forte distacco col centro, vogliamo riavvicinare le anime della città. Il punto che ha diviso di più è stato quello del polo scolastico, sulla nostra idea andremo avanti. Alla primaria di Piane che si svuoterà vorremo portare la scuola dell’infanzia e destinare l’attuale materna ad un centro anziani, richiesta che ci è stata avanzata da più parti».

Poi la casa di riposo («andiamo avanti sulla nostra strada») e la rivitalizzazione del centro storico. Ma non solo. «Il concorso di idee che avevamo lanciato poco prima della fine della scorsa amministrazione aveva il senso di lanciare degli spunti per avere nuove visioni su piazza e borgo antico – ha aggiunto Ortenzi – i progetti hanno prodotto idee importanti e saranno tutte consultabili perché saranno appesi nel salone principale di palazzo Passari. Qualcuna di questa troverà realizzazione per cambiare prospettiva alla nostra città. Molto passerà dai fondi per la ricostruzione che speriamo arriveranno. Quindi i lavori di ampliamento del cimitero e quelli per l’impiantistica sportiva».

A Piane è molto sentita la questione Palazzo Colonna. «A breve avrò un colloquio con i legali per capire cosa si può fare ma difficilmente si potrà trovare un accordo coi privati. Se si potrà, andremo ad esproprio per poter realizzare un’area parcheggio, vista la cronica mancanza di posteggi, ed un piccolo stabile che il Comune potrebbe usare per la Polizia municipale. Sulla piazza non possiamo metterci mano prima del 2020, ovvero quando scadrà la convenzione».

Ovviamente dura la posizione di Una nuova stagione per Montegiorgio, a partire dalle stilettate dell’ex candidato sindaco Marco Ramadori. «E’ un programma ambizioso, con troppe dichiarazioni d’intenti e tanti se, quindi in molte parti generico – ha evidenziato Ramadori – speriamo bene per il bene della città, ma non sarà semplice. Una raccomandazione sul metodo: occorre grande trasparenza, maggiore di quella che c’è stata nella precedente amministrazione. Soprattutto sui temi più importanti, quelli con maggiori ricadute sociali ed economiche. Molti altri interventi sono ereditati dal programma del 2013, vi eravate a realizzarli all’epoca ma mai portati a termine. E noto carenze sul fronte della sanità, dove si potrebbe fare molto con interventi specifici».

E Massimiliano Gentili rilancia: «Il nostro resta un cantiere aperto a tutti coloro che credono in una politica diversa, con idee positive – ha ribadito il consigliere comunale del gruppo di centrosinistra – ovvio che i risultati elettorali ci stanno stretti ma questo è. Personalmente, sono orgoglioso di come il nostro gruppo ha svolto la campagna elettorale, con modernità e senza essere scontati. Dando un esempio di politica alta, che non è lotta di potere a tutti i costi e con qualunque mezzo. Una politica delle idee e delle visioni di futuro, con rispetto per l’avversario e responsabilità. Avremmo potuto attaccare per diverse furberie elettorali, tra inaugurazioni e sovvenzioni elargite, ma non l’abbiamo fatto. I nostri tre voti non saranno decisivi sulle scelte, ovviamente. La responsabilità ricadranno tutte sulla maggioranza, senza alibi, sia nel bene che nel male. Informatevi e formatevi, soprattutto i nuovi. Speriamo avrete notti insonni per decidere su questioni che potrebbero decidere per sempre il futuro della propria città. Perché è segno positivo, che vive come si deve l’amministrazione. Il nostro programma crediamo fosse equilibrato. Restiamo convinti che la nostra era la strada giusta, pensata e ragionata non sulla necessità del consenso a tutti i costi, ma sulla razionalità e le competenze. Come si può far vivere il paese facendolo vivere lontano da esso? Il paese diventerà sempre più un dormitorio. La politica di Progettiamo Montegiorgio è quella delle illusioni e ne è prova il discorso del sindaco. Troppi se, troppi condizionali».

Affondo più morbido quello di Fabiola Girolami: «Il ruolo dell’opposizione è comunque importante, rappresentiamo tanti cittadini – ha evidenziato l’ex segretaria comunale del Pd – speriamo ci siamo modo spesso di confrontarsi in consiglio comunale, che non si vada avanti per decreti di giunta. Vediamo un paese drammaticamente trascurato, ma la campagna elettorale è finita. Avremo modo di discutere, non entro nel merito del programma, ora si passi dalle parole ai fatti».

Astenuto il Movimento 5 Stelle, che vuole dare alla maggioranza la possibilità di dare prova di affidabilità. «Ttutto molto bello, ma prima di pensare al nuovo c’è da finire il vecchio, con le tantissime cose che avete avviato nell’ultimo mese: penso ai lavori al campo Marziali, le case dell’acqua e anche altro – ha chiuso Simone Vecchi – non facciamo processi alle intenzioni: se ci saranno buoni progetti li appoggeremo, altrimenti ci opporremo con durezza. Trasparenza, onestà, essere comprensibili al cittadino: queste devono essere le stelle polari dell’azione amministrativa».


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