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‘Son mandato à Cina, à Cina vado’:
alla Carifermo conferenza di presentazione
del libro sul missionario fermano Pedrini

FERMO - La pubblicazione, che verrà presentata domani alle 17 nella sala conferenze della Cassa di Risparmio di Fermo, è realizzata con il patrocinio della Fondazione Carifermo, che ospita questa iniziativa, ed è probabilmente la più importante opera del settore realizzata nelle Marche dopo i vari volumi dell’opera omnia di Matteo Ricci curati dallo stesso editore Quodlibet, e dall’Istituto Matteo Ricci di Macerata tra il 2000 e il 2010.
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Teodorico Pedrini

Domani pomeriggio alle ore 17, si terrà presso la Sala conferenze della Cassa di Risparmio di Fermo, in via don Ricci, una conferenza di presentazione del volume edito alla fine del mese di aprile da Quodlibet dedicato all’epistolario del missionario e musicista fermano Teodorico Pedrini, che fu in Cina nella prima metà del ‘700, curato dagli studiosi fermani Fabio Galeffi e Gabriele Tarsetti. Teodorico Pedrini “Son mandato à Cina, à Cina vado – Lettere dalla Missione 1702 – 1744”.
L’incontro sarà guidato dal professor Carlo Verducci, e avrà come ospiti principali il professor Filippo Mignini, già presidente di Facoltà di Lettere dell’Università di Macerata, e Direttore dell’Istituto Matteo Ricci, nonché protagonista della riscoperta storico-scientifica della figura di Matteo Ricci condotta negli ultimi vent’anni, e il professor Giorgio Trentin, docente di Lingua e Letteratura cinese all’Università di Macerata, nonché Direttore dell’Istituto Confucio e direttore della collana Orienti, ove è pubblicato il volume.
Il volume è già stato presentato qualche giorno fa al sindaco di Fermo, il quale sarà presente per un saluto e un auspicio.
La pubblicazione è realizzata con il patrocinio della Fondazione Carifermo, che ospita questa iniziativa, ed è probabilmente la più importante opera del settore realizzata nelle Marche dopo i vari volumi dell’opera omnia di Matteo Ricci curati dallo stesso editore Quodlibet, e dall’Istituto Matteo Ricci di Macerata tra il 2000 e il 2010.
Nel corso della sua vita in Cina Teodorico Pedrini inviò in Italia e in Europa più di seicento lettere e relazioni, conservate in molti archivi storici italiani e stranieri. In questo volume – la prima raccolta organica ed esaustiva delle sue lettere – i curatori hanno deciso di pubblicare integralmente quelle conservate in due archivi di Roma: l’archivio della Congregazione della Missione, nel Collegio Leoniano (54 documenti), e l’Archivio della Casa Generalizia dei Frati Minori (48 documenti), a cui è stata aggiunta una importante lettera al Papa Clemente XI, conservata nell’Archivio Segreto Vaticano. I 103 documenti pubblicati, revisionati e commentati e laddove necessario tradotti, sono corredati da un ampio apparato documentale, tavola cronologica, glossario, iconografia. Il personaggio di Teodorico Pedrini era pressoché sconosciuto a Fermo fino a qualche anno fa, ed è grazie all’azione dei due studiosi che la sua figura è stata riscoperta e sta acquisendo la giusta posizione di rilievo tra le personalità di rilievo nella storia della città, ma non solo, considerando la grande importanza che ebbe nei rapporti tra l’Italia e la Cina nei primi anni del settecento”.

CHI E’ TEODORICO PEDRINI

Teodorico Pedrini (Fermo 1671 – Pechino 1746) era un prete lazzarista che fu scelto nel 1702 da Propaganda Fide per recarsi in Cina con la prima legazione papale guidata da Carlo Tommaso Maillard de Tournon, ma per una incredibile serie di avversità non riuscì a raggiungere la corte di Pechino prima del 1711, quando ormai la legazione era tristemente fallita.
Di contro, questa sequenza di incidenti fece di lui il primo missionario non gesuita a stabilirsi alla corte cinese, insieme ai suoi compagni di viaggio Matteo Ripa e Guglielmo Fabre-Bonjour. Ma mentre il primo ritornò in Italia nel 1721 per poi fondare il Collegio dei Cinesi che divenne nel 1800 l’Istituto Orientale, e il secondo morì nello Yunnan solo tre anni dopo, Teodorico Pedrini rimase a Pechino fino alla sua morte avvenuta ben 35 anni dopo, nella chiesa-residenza di Xitang, che aveva nel frattempo acquistato e che era divenuta la prima chiesa non gesuitica della capitale cinese, ancora oggi esistente – dopo alterne distruzioni e ricostruzioni – nel medesimo viale al centro di Pechino.
Pedrini, in quanto missionario fedele alla Santa Sede nel contesto della ben nota Controversia dei Riti, divenne il primo collegamento diretto che il Papa poteva avere nei confronti dell’Imperatore Kangxi, bypassando di fatto la Compagnia di Gesù, che aveva monopolizzato fin dai tempi di Matteo Ricci, i contatti e le relazioni di ogni genere tra l’intera Europa e la Cina. Anche e soprattutto per questo ordine di motivi Pedrini fu ripetutamente avversato dai Gesuiti, e guadagnò anche l’onta della carcerazione per due anni in una residenza dei Gesuiti francesi di Pechino.

 

Ma oltre ad aver avuto un rilevante ruolo nel contesto della missione cattolica del primo settecento, Teodorico Pedrini rappresenta anche un’importante figura nella storia dei rapporti culturali tra l’Europa e la Cina, in quanto fu per molti anni il principale musicista occidentale alla corte cinese, insegnò musica europea ai figli dell’Imperatore e di diversi mandarini, costruì e restaurò organi e clavicembali, ma soprattutto fu co-autore del primo trattato di musica occidentale pubblicato in Cina, il LülüZhengyi-Xubian (1714) e autore delle fino ad oggi uniche musiche occidentali conservate negli archivi storici cinesi: le Dodici Sonate per Violino col Basso del Nepridi, il cui manoscritto è ancora oggi presente nel patrimonio della National Library of China a Pechino.

Nel corso della sua vita in Cina Teodorico Pedrini inviò in Italia e in Europa più di seicento lettere e relazioni, conservate in molti archivi storici italiani e stranieri. In questo volume – la prima raccolta organica ed esaustiva delle sue lettere – i curatori hanno deciso di pubblicare integralmente quelle conservate in due archivi di Roma: l’archivio della Congregazione della Missione, nel Collegio Leoniano (54 documenti), e l’Archivio della Casa Generalizia dei Frati Minori (48 documenti), a cui è stata aggiunta una importante lettera al Papa Clemente XI, conservata nell’Archivio Segreto Vaticano.

I 103 documenti pubblicati, revisionati e commentati e laddove necessario tradotti, sono corredati da un ampio apparato documentale, tavola cronologica, glossario, iconografia.
Questa pubblicazione, realizzata con il patrocinio della Fondazione Carifermo, è probabilmente la più importante opera del suo settore realizzata nelle Marche dopo i vari volumi dell’opera omnia di Matteo Ricci curati dallo stesso editore Quodlibet, e dall’Istituto Matteo Ricci di Macerata tra il 2000 e il 2010.

Fabio Galeffi e Gabriele Tarsetti sono due ricercatori indipendenti di Fermo, la città d’origine di Pedrini, ove hanno istituito nel 2005 il Centro Studi Teodorico Pedrini con lo scopo di approfondire le ricerche sul missionario lazzarista, raccogliendo la più ampia documentazione archivistica e bibliografica a lui riconducibile. Dopo diversi saggi di tipo divulgativo e scientifico, questa è la prima pubblicazione organica di una parte del cospicuo epistolario pedriniano.
Curano il sito web dedicato al missionario www.teodoricopedrini.it.


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