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Camera di Commercio Marche sud,
arriva la diffida da sette consiglieri:
‘Procedere al ricorso senza ulteriore indugio’

FERMO - I sette consiglieri: "Quello che è in discussione non è il lavoro svolto in ordine al procedimento in corso per l’istituzione della Camera di Commercio unica regionale, ma dal momento che è molto concreta la possibilità a avere una Camera di Commercio Marche Sud vicina al nostro territorio e quindi alle sue imprese"
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Una diffida ad adempiere alla delibera camera del consiglio del 31 maggio in cui veniva accantonata, anche a seguito del parare dei revisori dei conti, l’ipotesi del ricorso al Presidente della Repubblica a favore della Camera Marche sud. A firmarla i consiglieri Nazzareno Di Chiara, Paolo Felici, Vittorio Ferracuti, Alberto Palma,  Maurizio Piergallini,  Mauro Pieroni e Massimo Valentini, che nel documento hanno rinnovato l’invito formale e urgente: “A procedere senza ulteriore indugio ad affidare l’incarico al legale e curare la notificazione del ricorso in tempo utile. Facciamo altresì presente che tale adempimento della giunta costituisce atto dovuto in presenza di una delibera consiliare sul tema e richiamano le responsabilità conseguenti”.

Al momento, spiegano i consiglieri a favore del ricorso: “Il Presidente e la Giunta non hanno ancora adempiuto a quanto il ruolo ricoperto impone. Dal momento che mancano pochissimi giorni alla scadenza per l’inoltro del ricorso al presidente della Repubblica avverso al Decreto Calenda inerente la determinazione delle circoscrizioni
territoriali delle Cciaa, invitiamo il Presidente e la Giunta ad un’ultima riflessione in modo da evitare ulteriori dolorose lacerazioni nel caso non fosse attivato quanto deliberato dal Consiglio. Quello che è in discussione non è il lavoro svolto in ordine al procedimento in corso per l’istituzione della Camera di Commercio unica regionale, ma dal momento che è molto concreta la possibilità a avere una Camera di Commercio Marche Sud vicina al nostro territorio e quindi alle sue imprese riteniamo che non vada avallata la forzatura costante operata dal governo della Regione Marche per la Camera unica regionale. La rappresentatività di un territorio non si guadagna con le parole, ma con gli atti concreti che mettono al primo posto le esigenze delle imprese locali e non la sudditanza ad un potere che sbaglia”.


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