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Tormentone ripascimento:
via libera ai lavori dalla Conferenza dei servizi,
delusione dei balneari per i ritardi

PORTO SANT'ELPIDIO - Stamattina in Regione la riunione che ha approvato l'iter dei lavori, entro le prossime 48 ore l'avvio del cantiere che interesserà 300 metri lineari di spiaggia
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Un’immagine del marzo scorso, durante gli interventi d’urgenza realizzati sul lungomare Faleria dopo le violente mareggiate

di Pierpaolo Pierleoni

Il ripascimento di ghiaia sul lungomare sud di Porto Sant’Elpidio può finalmente partire. Disco verde stamattina in Conferenza dei servizi alla sede della regione Marche per l’intervento di protezione della costa che interesserà un tratto del lungomare Faleria di circa 300 metri lineari. Domani verrà adottata la determina per dare il via libera al cantiere. Sono stati ritenuti non necessari i 5 giorni canonici di preavviso per l’avvio dei lavori, quindi teoricamente si può partire da subito. Si tratta di 8.000 metri cubi di materiali, primo stralcio del primo lotto dei lavori per i quali Porto Sant’Elpidio ha ricevuto un finanziamento da un milione di euro. Per le fasi successive la strada si fa in salita, dato che sempre nell’incontro di stamattina si è deciso che il secondo stralcio dovrà essere sottoposto ad una nuova procedura di Valutazione impatto ambientale, con una variazione rispetto al progetto iniziale. Già nelle scorse settimane si era escluso l’utilizzo di ghiaia dal fiume Chienti, ora viene meno anche l’utilizzo di quella alla foce del Tenna, perché i sedimenti sono risultati non compatibili con il ripascimento. Da qui l’esigenza di riformulare il progetto, sostituire la ghiaia con altri materiali e verosimilmente, se si attingerà da cave private, aumenteranno i costi e si ridurranno sensibilmente i quantitativi rispetto alle previsioni iniziali. Variante al progetto ritenuta necessaria anche per via degli interventi di somma urgenza effettuati sul lungomare sud a marzo, con il posizionamento di blocchi di cemento a protezione degli stabilimenti balneari.

Si prevede che i lavori abbiano una durata, comprese le fasi di preparazione e rimozione del cantiere, di 31 giorni naturali e consecutivi. Le operazioni, si legge nelle prescrizioni, dovranno “tenere conto per quanto possibile degli orari di balneazione e limitare le interferenze con i momenti di massimo afflusso di traffico connesso alla fruizione della spiaggia”.

Non nasconde la delusione Andrea Di Santo, titolare del Pepe Nero, uno degli chalet interessati dal ripascimento (gli altri sono Vaca Paca e Kookà) per le incertezze di questi mesi. “Sembra che finalmente i lavori partiranno tra domani e giovedì, certoc’è dispiacere per i ritardi e le incertezze di questi ultimi tempi. Sono passate settimane e ci erano state date garanzie che poi non hanno trovato riscontro. Appena venerdì scorso ho parlato col sindaco Franchellucci, mi assicurava che i lavori sarebbero partiti questo lunedì e che solo per non creare scomodità alle attività ed ai balneari nel weekend non si sarebbe iniziato a transennare già dal fine settimana. Ieri mattina, invece, era tutto fermo e mancavano ancora dei passaggi burocratici. Parliamoci chiaro, il danno ormai è fatto, la stagione è in buona parte compromessa, i clienti non aspettano di certo noi, molti prenotano prima dell’estate, altri vengono tra maggio ed inizio giugno, magari prendono un lettino per un paio di volte, poi prenotano per tutta la stagione. Se a luglio iniziato non sappiamo ancora con certezza quando saremo pronti, è difficile attrarre la clientela”.

Il titolare del Pepe Nero mantiene lo scetticismo sulla tipologia di intervento che verrà effettuato. “I dubbi sull’efficacia del ripascimento li abbiamo già espressi in altre sedi – continua il concessionario – C’è un dato oggettivo: il punto più critico del lungomare sud in passato era all’altezza dello chalet Sudomagodo, gli altri tutto sommato riuscivano fino all’anno scorso a posizionare qualche fila di ombrelloni. Dopo che si è effettuata la rifioritura della scogliera soffolta in quel tratto di litorale, quello stabilimento ha guadagnato diversi metri di spiaggia, mentre più a sud, da Noi, Kookà, Salè, Trentasette ed altri l’erosione è proseguita e peggiorata. A me sembra piuttosto evidente che una rifioritura, risultati alla mano, sarebbe stata più efficace, in attesa che le promesse scogliere sommerse vengano veramente realizzate”.


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