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Una storia vera, un film ilare su un gruppo di amici che per 30 anni ha giocato ad “acchiapparella”

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Eraldo Di Stefano
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Smettiamo di giocare perché invecchiamo o diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare? Potrebbe essere questo lo slogan che contraddistingue questa esilarante commedia basata su una particolarissima storia vera.

L’idea viene da un articolo, pubblicato nel 2013 dal The Wall Street Journal, riguardo una storia su un gruppo di amici della scuola che ha giocato allo stesso gioco per 23 anni. Il film narra questo, solo con un cast di star.

Ed Helms interpreta Hoagie, sposato con l’eccessivamente competitiva Anna (Isla Fisher), Hannibal Buress è Sable, un monologo interiore ambulante che esprime pensieri mezzi formati e non incisivi, Jon Hamm è Callahan, l’uomo d’affari un po’ sdolcinato, Jake Johnson è Randy, l’adorabile esaurito. La ciliegina sulla torna è Jeremy Renner (aka Occhio di Falco in Avengers).

Dopo un decennio di direzione di sit-com e sketch comedy, arriva il primo lungometraggio narrativo per Jeff Tomsic, nel quale il registra apprezza il gioco e lo fa apprezzare agli spettatori.

Anche se paradossale, il film si regge e ha un filo conduttore; certamente non mancano sketch e gag simpatiche, scherzi e colpi bassi, però tutto si giustifica perché di fondo c’è la percezione di un’amicizia tra i personaggi che rende tutto questo possibile.

Simpatico il fatto che alcune sequenze e scene del film siano effettivamente basate sul gioco originale (acchiapparella) ma la cosa più importante è il messaggio della storia, un gruppo di amici cresciuto ma andato in pezzi.

di Eraldo Di Stefano


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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