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Santuario de la Cuma,
quante sorprese: dalla terra
spuntano reperti per usi rituali

MONTE RINALDO - Per condividere l’importante patrimonio culturale, archeologico e storico che sta emergendo è in programma, venerdì 13 luglio, una visita al cantiere di scavo e due convegni con esperti
mercoledì 11 luglio 2018 - Ore 15:49
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foto Alessandro Giacopetti

Iniziate lunedì 2 luglio, stanno proseguendo con successo le indagini al cantiere di scavo nell’area archeologica di Monte Rinaldo. Un successo superiore alle aspettative in relazione a ciò che il terreno sta restituendo. A dirlo sono l’archeologo Enrico Giorgi, che dirige gli scavi, e il sindaco del Comune valdasino, Gianmario Borroni

“Le nuove indagini archeologiche dell’Università di Bologna nel santuario ellenistico romano di Monte Rinaldo dirette dal professor Enrico Giorgi – fa sapere Borroni – hanno individuato un’area miracolosamente scampata agli scavi del secolo scorso. Grazie alle tracce e ai segni impressi nella terra, conserva la memoria di quanto accaduto in questo sito straordinario nel corso dei secoli. Dopo la prima settimana di attività, lo scavo ha infatti individuato i livelli di vita e di utilizzo del santuario con interessantissimi reperti. Restituiscono uno spaccato degli usi rituali che caratterizzavano la vita religiosa dei devoti che in età romana frequentavano questo importante luogo di culto. Inoltre sono stati riportate alla luce mura e strutture costruite a seguito dell’abbandono del santuario, sempre in età romana, ma riferibili a una nuova fase di insediamento e di utilizzo dell’area, quando questa aveva ormai perso la sua originaria vocazione religiosa”.

Lo scorso anno ci eravamo concentrati sull’area del portico e del tempio – spiega Enrico Giorgi, dell’UniBo – mentre ora ci stiamo occupando di un altro edificio vicino agli altri due, utilizzato sempre per il culto. Abbiamo rinvenuto parti di pavimentazione e di tetto crollato, esplorando un area mai toccata prima”.

“Nell’area – ricordano dal comune di Monte Rinaldo – lavorano circa una dozzina di studenti dell’Università di Bologna, sia al mattino che al pomeriggio da lunedì a venerdì fino al 20 luglio, anche se ulteriori ricerche proseguiranno anche nei giorni successivi.

Per diffondere a tutti le informazioni e per condividere l’importante patrimonio culturale, archeologico e storico che sta emergendo dal terreno del santuario ellenistico romano de La Cuma, è in programma per venerdì 13 luglio una visita guidata al cantiere di scavo che inizierà alle ore 17. Alle 19, la serata proseguirà con una chiacchierata al tramonto, intitolata “Storie di Uomini e Dei, il mito di Ercole e il culto di Giove alla Cuma”. Dopo l’introduzione da parte del sindaco Gianmario Borroni, sarà il dottor Filippo Demma, del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che negli anni scorsi ha studiato anche la Cuma di Monte Rinaldo, a narrare la storia e le peculiarità. Importante la presenza dell’architetto Carlo Birrozzi, dirigente della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio delle Marche, che sta svolgendo lavori di riqualificazione e miglioramento proprio presso la stessa Cuma. Un appuntamento, quello di venerdì 13 luglio dalle 17, organizzato da Comune e Pro Loco Cuma di Monte Rinaldo, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche, Provincia e Camera di Commercio di Fermo, Ecomuseo della Valle dell’Aso, Università degli Studi di Bologna.
L’area archeologica situata in contrada Cuma, tra la provinciale Valdaso e il paese, sarà aperta per visite guidate anche nel fine settimana, sabato 14 e domenica 15 luglio, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19″.

Altro incontro importante è quello in programma venerdì 20 luglio, quando si chiuderà ufficialmente la campagna di scavo 2018: sempre alle ore 17, sempre nell’area de la Cuma, archeologi e ricercatori, tra cui il professor Enrico Giorgi, esporranno i risultati delle indagini condotte e mostreranno i materiali più significativi emersi, durante un pomeriggio dal titolo “Raccontare l’archeologia”.


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