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Scuola Santa Maria, nessun rientro, cambi d’orario o sabato a scuola: il consiglio d’istituto boccia la proposta dell’amministrazione

MONTEGRANARO - Resta tutto come nei piani di offerta formativa già approvati per il prossimo anno scolastico, insomma: non ci sarà alcun differimento negli orari di entrata ed uscita tra le varie scuole, così come non ci saranno rientri pomeridiani o al sabato per evitare ipotetiche perdite di ore.
mercoledì 11 luglio 2018 - Ore 16:12
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di Marco Pagliariccio

Nessun cambio di orari, nessun rientro pomeridiano, nessun sabato a scuola. Il consiglio d’istituto dell’Isc di Montegranaro ieri sera ha deciso all’unanimità di dire no alla proposta avanzata dall’amministrazione comunale per cercare di prevenire eventuali problemi logistici nel trasloco dei circa 500 studenti della scuola Santa Maria, dove a settembre partiranno i lavori di adeguamento sismico, ai plessi di San Liborio. Resta tutto come nei piani di offerta formativa già approvati per il prossimo anno scolastico, insomma: non ci sarà alcun differimento negli orari di entrata ed uscita tra le varie scuole, così come non ci saranno rientri pomeridiani o al sabato per evitare ipotetiche perdite di ore.

Il problema che si sta ponendo l’amministrazione comunale è quello legato alla viabilità nell’area del polo scolastico San Liborio: se già negli anni scorsi il traffico intasato negli orari di entrata ed uscita degli alunni era la normalità, con un raddoppio di studenti, docenti e personale è verosimile immaginarsi che i disagi saranno ancora maggiori. Ma gli organi scolastici, stoppando la proposta, hanno fondamentalmente ribadito un concetto: non è la didattica a doverci rimettere in problematiche la cui risoluzione spetta al Comune.

Esulta per tale “successo” Gastone Gismondi, al suo ultimo consiglio d’istituto visto che dal prossimo anno scolastico non avrà più figli nei plessi cittadini. «Per decidere gli orari scolastici si è sempre proceduto per monitoraggi, ovvero ascoltando le necessità e le volontà dei genitori e poi mettendole ai voti, come democrazia vuole – spiega il consigliere comunale in quota Viviamo Montegranaro, che come gruppo si era subito opposto alla proposta del sindaco – la stragrande maggioranza dei cittadini aveva votato per l’orario attualmente in vigore, senza il rientro al sabato, contrariamente a quello che vorrebbe imporre la Mancini da sempre e non si capisce per quale motivo. Il sindaco si era presentato al consiglio d’istituto del 29 giugno con una proposta di orari già definita, insindacabile, salvo poi precisare a mezzo stampa che nessuna imposizione da parte sua era stata prospettata alla scuola. Sono felicissimo che ora Montegranaro abbia aperto gli occhi su questo modo di fare menzognero e la verità sia ripristinata. Senza considerare che un cambiamento d’orario al di fuori del piano di offerta formativo poteva esporre la scuola a ricorsi da parte dei genitori che hanno iscritto i propri figli a scuola sulla base di quegli orari. Il sindaco non può venire a scuola ed imporre il suo volere».

Insomma tutto resta com’è. Ma ora il Comune deve pensare ad un piano alternativo nel caso da settembre si prospetti quanto immaginato: ovvero un caos tra strade e parcheggi nei dintorni della scuola. «Prendiamo atto delle decisioni del consiglio d’istituto, se ci saranno criticità ad anno scolastico iniziato rivaluteremo il da farsi – ribatte la Mancini – noi non volevamo imporre nulla e non ho presentato alcuno specchietto orario. Abbiamo prospettato una soluzione, ma ovviamente è la scuola a decidere in autonomia. Noi a questo punto procederemo con la raccolta delle richieste per il trasporto scolastico. Magari ci sarà un aumento delle richieste e questo dovrebbe limitare la congestione data dai mezzi privati, che sono il vero problema. Ma nelle ore di punta ci sarà un concentrato di auto che va a sommarsi a quello già presente e a quello delle attività industriali della zona. Espropriare un terreno per adibirlo a parcheggio per dei lavori che dureranno alcuni mesi non ci sembra il caso. Vedremo cosa succederà, io non la vedo come una sconfitta personale, rispettiamo pienamente le decisioni del consiglio d’istituto».


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