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Agostini entra in FdI,
il coordinatore Morese lo porta
all’assemblea nazionale

PORTO SAN GIORGIO - Questa mattina l'ex sindaco parteciperà all'assemblea nazionale del partito della Meloni, insieme al coordinatore comunale Morese. Tramonta definitivamente il 100% civico?
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di Sandro Renzi

L’ex sindaco e consigliere di opposizione Andrea Agostini prende la tessera di FdI.  Oggi, infatti, l’ex primo cittadino sangiorgese si è recato, insieme al coordinatore comunale di FdI, Emanuele Morese, all’assemblea nazionale del partito di Giorgia Meloni, a Roma. Quale miglior occasione per ratificare la sua adesione a FdI? Galeotta una foto postata dallo stesso Morese con i due direzione “assemblea nazionale Fdi”. Fin troppo eloquenti gli hashtag del coordinatore: Quei due a #roma, #fratelliditalia, #èsemprepiùblu e #assembleanazionale. Insomma come formalizzare un tesseramento illustre in chiave social.

Questo dunque sarebbe il colpo di mercato estivo di Morese: portare in FdI Agostini. Che tra i due nel corso degli ultimi anni si sia creato un legame indissolubile lo si sapeva: foto insieme nello studio legale di Agostini, confronti continui su come gestire la campagna elettorale per le comunali,  mutui ammiccamenti. E, tra le righe, quasi una fisiologica, investitura, un passaggio del testimone tra i due con l’ex sindaco a vedere nel coordinatore il suo naturale successore. Poi, però, sono arrivati quei giorni di gelo quando da più parti sono iniziate a circolare voci e indiscrezioni con Agostini sul punto di aderire alla Lega nord.

Chi ha contattato chi ancora è poco chiaro: l’ex sindaco ad ammiccare a un Partito in continua crescita o i Salviniani a chiamare Agostini per rafforzare in termini elettorali il loro consenso? Ma la stretta di mano Lega-Agostini non è mai arrivata, forse perché le caselle di quel Partito erano già tutte occupate. E presenze di certo non secondarie come Lucentini, Marinangeli e Tulli avrebbero molto probabilmente lasciato pochi margini di manovra all’ex primo cittadino, uno che non ha mai nascosto di gradire il ruolo del leader. A questo punto, però, poco importa sapere cosa ha fatto saltare l’accordo perché Agostini starebbe per formalizzare il suo ingresso in FdI, un Partito in cui al netto degli storici, come Putzu e Ciccioli, e dello stesso Morese, come pure dei Marcotulli e Balestrieri, consentirebbe ad Agostini di avere un range d’azione apparentemente più ampio, magari proprio in vista delle elezioni regionali che, però, sembra non dispiacciano nemmeno allo stesso Putzu.

E Morese? Dopo aver messo a segno il colpo-Agostini, con quest’ultimo ormai fuori dalle prossime competizioni comunali (ha ben tre candidature a sindaco alle spalle, una sola, la prima, a segno), avrebbe campo libero tra le mura sangiorgesi puntando, chissà, anche a una candidatura a sindaco di Fdi o magari di un centrodestra unito, come lui stesso ha sempre agognato, Fi e Lega nord volendo.

E poi c’è quell’aspetto da non sottovalutare, per qualcuno sicuramente il più significativo, quello da bersagliare: niente più civismo. Agostini toglie definitivamente la casacca del civico, anche questa mossa già nell’aria da tempo dopo la sconfitta alle comunali, e diventa uomo di Partito. Probabilmente sarà proprio quest’aspetto, si diceva, ad attirare sull’ex sindaco le maggiori critiche. D’altronde si sa da sempre che le sue simpatie sono per la destra. Ma anche lui che da anni scandisce come un mantra e sbandiera ai quattro venti il suo 100% civico, ha maturato la convinzione che dopo la sonora sconfitta elettorale con il Loira bis a vincere al primo turno, quei loghi “comunali” ormai, se non altro in termini di voti, non tirano più, abbastanza. E poi non hanno per ovvie ragioni le credenziali per arrivare a Ancona.


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