fbpx
facebook twitter rss

Cresce il fatturato del “cappello”:
le stime della “Federazione Italiana
Tessili Vari e del Cappello”

Aumento delle importazioni e delle esportazioni nel periodo gennaio-dicembre 2017 e stesso trend nel primo trimestre gennaio-marzo 2018. Le considerazioni del presidente nazionale settore cappello e vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari, imprenditore Paolo Marzialetti
Print Friendly, PDF & Email

Paolo Marzialetti con Enrica Viola, regista del docufilm “Borsalino City”, in visita al museo del cappello a marzo 2017

La Federazione Italiana dei TessiliVari e del Cappello rende pubbliche le stime sui dati Istat aggiornati al primo trimestre 2018. Le considerazioni di Paolo Marzialetti, presidente nazionale settore cappello e vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari.

 

Il comparto del cappello su scala nazionale, nel periodo gennaio-dicembre 2017 presenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel suo complesso, un aumento sia delle esportazioni che delle importazioni. Si conferma lo stesso trend nel primo trimestre gennaio-marzo 2018, benché in forma più contenuta.  

 

cappelli di paglia, invece, nel 2017 registrano un calo delle importazioni (-23%) in valore e continua lo stesso trend, anche se rallentato, nel primo trimestre 2018 con un -7,5% in valore. Le esportazioni dei cappelli di paglia nel 2017 ammontano a 21 milioni di euro, con un aumento dello 0,8%, mentre nel primo trimestre 2018 ammontano a 8 milioni di euro, con un consistente calo dell’11,3%.

berretti, al contrario, nel 2017 evidenziano un aumento delle importazioni (+5,8%) e delle esportazioni (+21,3%). La stessa tendenza viene confermata nel primo trimestre 2018 con un aumento molto meno marcato delle importazioni (+0,4%), pur confermando le buone performances delle esportazioni (+14,9%), ancorché più contenute.

Il paese maggior fornitore nel periodo gennaio-dicembre 2017 rimane di gran lunga la Cina con 52 milioni di euro, (+12,1%) pari al 46% del totale importato. Lo stesso nel primo trimestre gennaio-marzo 2018, ma con un aumento soltanto tendenziale a 11 milioni di euro, (+0,8%) pari al 45% del totale importato.

Le esportazioni principali nell’intero 2017 vedono in testa la Germania (21 milioni di euro, +17,5%), mentre nel primo trimestre 2018 si registra un calo a sorpresa (3,4 milioni di euro, -4,6%). Seguita dalla Francia che passa dai 19 milioni di euro, +8,4% del 2017 ai 3,8 milioni di euro, +5,8% del primo trimestre 2018 che le permettono di riconquistare “provvisoriamente” la vetta. Mentre resta sul podio il Regno Unito, ottenendo ottimi risultati ancora malgrado la Brexit, passando dai 13,6 milioni di euro, +25,7% del 2017, ai 3,1 milioni di euro, + 15,1% del primo trimestre di quest’anno. Continuano invece le esplosive performances della Svizzera, sempre per via delle triangolazioni commerciali con vari paesi tra i quali la Russia, anche per via delle sanzioni (12,9 milioni di euro, + 163,9%) nel 2017 e 3,6 milioni di euro, +97% nel primo trimestre 2018.  Mentre sono in recupero gli Stati Uniti, malgrado i “rumors” legati alla propaganda protezionista del Presidente Donald Trump, che passano dai 10,7 milioni di euro, +0,9,% dell’anno scorso a 1,6 milioni di euro, +20,2% nei primi tre mesi di quest’anno. Sempre in buona evidenza la Spagna ormai stabilizzatasi con 7,7 milioni di euro, +14,4% nel 2017 e 1,9 milioni di euro, +14,1,% nel primo trimestre 2018. Come evidenziano i buonissimi numeri della Svizzera dunque anche la Russia continua il suo forte ritorno, malgrado le sanzioni commerciali ancora in essere, (6,6 milioni di euro +69,3%) nel 2017, mentre l’Austria passa dai 5,3 milioni di euro, +25,4% l’anno scorso a 817 mila euro, +7,6% nei primi tre mesi di quest’anno. Buone anche le esportazioni verso i Paesi Bassi (5,1 milioni di euro, +37,7%) nel 2017 che scendono a 962 mila euro +10,8% nel primo trimestre 2018. Sempre notte fonda invece per il Giappone (4,2 milioni di euro, -17,4%) l’anno passato e 684 mila euro, -25,7% nei primi tre mesi di quest’anno. Lo stesso discorso vale per Israele (687 mila euro, -20,5%) nel periodo gennaio-marzo 2018.

Da tenere comunque sempre presente che circa il 70% del valore in termini di aziende, addetti e fatturato spetta al nostro Distretto del Cappello Fermano (Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Falerone) – Maceratese (Mogliano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano) il cui core-business è comunque rappresentato dai soli comuni di Montappone e Massa Fermana, dove risiedono oltre l’80% delle aziende del distretto e circa il 50% di quelle su scala nazionale. Vale a dire:

DISTRETTO DEL CAPPELLO FERMANO  – MACERATESE

IMPRESE 100 circa (compreso l’indotto)

ADDETTI 1650 circa (compreso l’indotto)

FATTURATO 100 milioni di Euro circa (compreso l’indotto)

EXPORT 75 milioni di Euro circa (compreso l’indotto)

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X