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Riapre la Torre dell’Annunziata, Montegranaro si riappropria
di un pezzo di storia (le foto)

MONTEGRANARO - Particolarmente emozionato Andrea Franceschetti, che ha voluto chiudere il suo mandato alla guida dell’associazione (in settimana è previsto il cambio della guardia) riconsegnando a Montegranaro uno dei suoi luoghi simbolo.
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di Marco Pagliariccio

Una chiusura pluridecennale, un iter che ha portato alla riapertura durato un quadriennio. Dopo i tempi della difficoltà, finalmente ieri è stata l’ora della gioia per la Torre dell’Annunziata. I lavori a “lo campanò”, come lo chiamano i montegranaresi, sono infatti terminati e con l’inaugurazione di ieri sera un pezzo di storia della città, probabilmente quello più significativo sotto il profilo architettonico, ritorna fruibile al pubblico. Merito dell’associazione Città Vecchia, che ha finanziato per intero l’intervento raccogliendo fondi a partire dal 2014 durante le varie iniziative annuali, mentre il Comune si è occupato di espletare la parte burocratica. Ieri sera almeno un centinaio di persone si sono radunate in Piazzetta delle Erbe, a pochi metri dal portoncino che schiude la rapida scalinata verso la cima del torre, per la cerimonia di taglio del nastro.

Particolarmente emozionato Andrea Franceschetti, che ha voluto chiudere il suo mandato alla guida dell’associazione (in settimana è previsto il cambio della guardia) riconsegnando a Montegranaro uno dei suoi luoghi simbolo. «E’ stato un concorso straordinario di energie, di lavoro, di messa a disposizione di risorse – ha sottolineato Franceschetti – ovviamente Città Vecchia tutta si sente orgogliosa di esserne stata la protagonista. Intanto per aver lanciato l’idea di tornare a far vivere la torre ristrutturandone l’interno. E poi per aver contribuito economicamente con 40 mila euro e la progettazione portata avanti dal nostro membro Simone Pirro. I grazie da fare sono tantissimi, ma quello più importante va ai cittadini perché è col contributo di tutti che siamo arrivati oggi a questo risultato. E un grazie anche all’amministrazione comunale, che ci ha creduto e ha messo a disposizione i propri uffici. Oggi Città Vecchia riconsegna al Comune le chiavi della torre. Da oggi guardiamo avanti, solo così possiamo andare avanti per rivitalizzare e abbellire ancora di più il nostro centro storico: questo è il fine per il quale siamo nati e lavoriamo».

Don Sandro Salvucci ha portato la sua benedizione, poi è toccato al sindaco Ediana Mancini, salita in vetta in anteprima («ho ancora l’acido lattico nella gambe», ha scherzato ma non troppo, vista l’impervia ascesa). «Siamo un’amministrazione fortunata perché abbiamo la fortuna di vedere tanti sogni che si realizzano – ha ribadito il sindaco, affiancato dal resto della giunta – volevamo man mano ricucire un tessuto urbano sfilacciato e lo stiamo facendo piano piano. Gli amici di Città Vecchia hanno potuto toccare con mano le difficoltà burocratiche quando si parla di lavori pubblici. Ma a tutti l’invito che porgo è quello di continuare a stimolarci perché con pazienza poi i risultati arrivano. Tra i nostri obiettivi futuri a breve termine c’è anche la ristrutturazione di questo luogo dove ci troviamo oggi: piazzetta delle Erbe».

Dopo il tempo delle parole e la premiazione dei due vincitori del concorso “Mettete i fiori sui vostri balconi” (Anna Macchiati per la giuria online, Bianca Maria Berdini per quella di qualità costituita da membri dell’associazione e dell’amministrazione) e il simbolico taglio del nastro, tanti cittadini si sono avventurati lungo la stretta scala a chiocciola che porta sulla sommità della struttura le cui radici risalirebbero addirittura all’anno Mille. A metà della salita trova posto l’esposizione delle foto realizzate da Gianfranco Mancini e la storia della torre scritta dal veregrense Daniele Malvestiti. Ma il vero spettacolo sta in cima: accarezzare la campana al tramonto dal punto più alto della città è una sensazione davvero emozionante


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