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La Storia del Cops di Fermo:
da collegio per orfani a sede di Questura

FERMO - Unico in Italia, la scelta di collocarlo a Fermo fu del generale Galli e del ministro Tambroni. Inaugurato nel 1960, ha ospitato fino al 2008 una decina di generazioni di studenti, figli di dipendenti della Polizia. Nel 2006 la decisione di destinarlo a sede di Questura e Polizia stradale, che sarà una delle poche in Italia di proprietà ministeriale.
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2 Marzo 1958, posa della prima pietra. Da sinistra: il Ministro degli Interni Tambroni, il sindaco di Fermo Agnozzi e il Generale di Polizia Galli

di Paolo Bartolomei

Il C.O.P.S. trova la propria origine verso la  metà degli anni ’50 quando il Ministero degli Interni e il Fondo Assistenza e Premi per il Personale della Pubblica Sicurezza decidono, in analogia a quanto fatto da altri fondi di provvidenza, di costituire in Italia due “collegi nazionali” (uno maschile e uno femminile) per orfani di dipendenti del Corpo delle Guardie di P.S.

Marzo 1956: il settimanale “La Voce delle Marche” dà la grande notizia alla città di Fermo

Sono ben 43 le città candidate ad ospitarli, tra cui Ancona, ma grazie all’interessamento del generale Cesare Sabatino Galli, fermano di adozione, ispettore generale della P.S., e del marchigiano Fernando Tambroni, Ministro dell’Interno, nel marzo 1956 si riesce a convincere la Commissione del Fondo di Assistenza a scegliere Fermo, per la possibilità di istituire anche una vicina colonia marina, ma soprattutto per la presenza del prestigioso Iti Montani e di altre rimomate scuole e istituzioni educative che all’epoca poche città in Italia potevano vantare, e che molti orfani avrebbero potuto frequentare.

Risulta fondamentale la collaborazione del sindaco di Fermo, avv. Mario Agnozzi, che nel giro di pochi mesi individua, fa acquistare al Comune, destina urbanisticamente e mette a disposizone del Fondo di P.S. l’area di Montericcio (dopo aver scartato la zona del Tirassegno, dove era stato appena inaugurato il nuovo, grande seminario arcivescovile, e la Mentuccia).

Il terreno è di ben 12 ettari perchè comprenderà anche un secondo collegio, femminile, nonché un centro sportivo e, secondo i progetti iniziali, anche una azienda agricola.

In un secondo momento si pensa di realizzare il collegio femminile in zona Mentuccia (tra viale N.Ciccolungo e via T.Nunzi), cosa che poi non avverrà.

Ministero e Fondo scelgono i progettisti: l’architetto romano Mario Messina, coadiuvato da Riccardo Leoni e Luciano Fratini. Messina era titolare di un importante studio professionale di livello internazionale con succursali anche in estremo oriente, aveva iniziato a operare nel 1935 con realizzazioni in stile razionalista per il regime ed è stato attivo fino al 1975 circa, quando lo studio è stato ereditato dal figlio Vittorio.

Ottobre 1956: il Consiglio Superiore dei LL.PP. designa quale stazione appaltante l’Istituto Autonomo Case Popolari di Fermo (presidente ing. Armando Valentini) a riprova della sua capacità organizzativa. L’impresa costruttrice è di Roma.

Lo IACP di Fermo diventa stazione appaltante

2 marzo 1958: posa della prima pietra sul piccolo Colle di Montericcio (situato tra porta San Giuliano e il Colle Cappuccini). Sono presenti Fernando Tambroni, Ministro dell’Interno, Giovanni Carcaterra, capo della Polizia, Cesare Sabatino Galli, ispettore generale della Polizia, Umberto Tupini, senatore del collegio di Fermo, Danilo de’ Cocci e Francesco Concetti, deputati fermani, Mario Agnozzi, sindaco di Fermo, Norberto Perini, arcivescovo di Fermo, la banda della Polizia e tanta folla.

Presentazione del plastico. Si riconoscono da sinistra: geom. Gino Concetti, rag. Pasqualino Macchini, ing. Giulio Aragusta, avv. Giuliano Properzi, ing. Lino Fagioli, Mons. Norberto Perini arcivescovo.

I lavori durano circa due anni e la costruzione è talmente moderna e ben progettata  da essere citata nella Guida all’Architettura “Italia, gli ultimi 30 anni“,  edita da Zanichelli nel 1988.

Posa della prima pietra e programma della giornata

Settembre-ottobre 1960: il Collegio Orfani Pubblica Sicurezza (C.O.P.S.) entra in attività con un minimo iniziale di 20 orfani (solo maschi) fino al massimo di circa 200 ospiti raggiunto solo tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Età di ammissione: dalla terza elementare fino all’ultimo anno delle superiori.
Successivamente si amplia l’accesso anche a chi non è orfano, ma solo figlio di famiglie in difficoltà (sempre di dipendenti di PS), e dal 1987 anche alle femmine; nonostante ciò già dagli anni ’80 il numero degli ospiti pian piano diminuirà sempre di più.

Nel 1969 il ministro degli interni Franco Restivo inaugura l’annesso centro sportivo sul lato sud (palestra, campo calcio, campo da basket, campo da tennis) che si aggiunge alla piattaforma polivalente sul lato nord.
Le attività degli allievi sono tante: oltre allo studio, molte discipline sportive, eventi musicali, feste di carnevale, gite etc.

Il racconto della giornata in un giornale nazionale

La gestione del Centro Studi è affidata dal 1960 al 1975 alla Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane (ordine laico con sede a Roma e con tradizione nel campo dell’educazione giovanile) con dieci Fratelli che si avvalgono di personale locale per le pulizie, per la cucina ed il refettorio, e, saltuariamente, per assistere gli allievi durante lo studio (questi ultimi detti “censori” o “istitutori“); sono coadiuvati da alcune suore della Congregazione delle Figlie del SS. Redentore e della B.V. Maria.

1969: inaugurazione del centro sportivo posto sul lato sud

Dall’anno scolastico 1975/76 il Ministero assume direttamente la gestione amministrativa, l’indirizzo scolastico-educativo è affidato ad un Direttore proveniente dai Collegi Nazionali (il primo è il dr. Cifaldi), mentre la gestione del personale civile viene delegata, con una convenzione, alla Congregazione delle Figlie del SS Redentore e della B.V. Maria.
L’assistenza pedagogica e religiosa degli allievi è curata da Don Angelo De Carolis fino al 1995.
Dagli anni ’80 la sigla P.S. non indica più “Pubblica Sicurezza” ma “Polizia di Stato” e il nome cambia in “Centro Studi“.

Nel 1987 vengono ammesse al COPS anche le femmine, cosa che comporta significativi lavori di ristrutturazione, anche per renderlo ancora più rispondente alle nuove esigenze, ad esempio le camerate da 25 posti sono trasformate in camere da massimo 4 posti con bagno interno. Completamente rinnovati cucina e attrezzature, ristrutturato il teatrino interno, realizzata un’aula multimediale e una sala-convegni intitolata al Generale Cesare Galli; rimodernate le strutture sportive.

Il Fondo pensa di realizzare anche una piscina, che poi invece non vedrà mai la luce

Nel 1988 si tiene un concorso ippico all’interno del centro sportivo e si pensa di istituire una sezione ippica.

Dal 1987 il Ministero decide di inviare al Centro Studi, come Direttore, un dirigente dei ruoli della Polizia: il dr. Alberto Gaudenzi dal 1987 al 1991, la dr.ssa Lidia Vitali dal 1991 al 1993, la dr.ssa Maria Grazia Betti dal 1993 al 1997, l’ultima è la dr.ssa Maria Adelaide Colombo dal 1997 (quando gli ospiti sono una ottantina) fino al 2006 quando c’è lo stop all’ammissione di nuovi allievi, e la chiusura definitiva del Centro Studi nel 2008 con il trasferimento al Convitto Montani dei pochi ragazzi che restano, fino a completamento del loro ciclo di studi.

Nel 2006 l’edificio è individuato come sede di Questura e Polizia Stradale di Fermo, che sarà una delle pochissime ad essere ospitata in uno stabile di proprietà ministeriale (difatti in Italia la maggioranza delle questure e dei comandi dei Carabinieri è in affitto, in edifici di proprietà provinciale, comunale o addirittura privata).

Notevoli in questi ultimi anni i lavori di ristrutturazione e modifica per il nuovo scopo (nonché di messa a norma antisismica al massimo livello di sicurezza) costati diversi milioni di euro.

Dal 1997 per pochi anni il centro aveva già ospitato provvisoriamente a piano terra gli uffici del Commissariato di PS di Fermo, sgomberati da Palazzo Strabone perché lesionato dal terremoto del settembre di quell’anno.

Dal 1998 al 2005, poi di nuovo (e probabilmente in via definitiva) dal 2015, gli impianti sportivi (esclusi dal perimetro della nuova questura) sono stati concessi in uso al Comune che li ha dati in gestione alla Fermana Calcio.

L’imponente complesso visto da sud, poco dopo la sua costruzione

Manifestazione ginnica sul campo polivalente a nord, con il centro storico di Fermo sullo sfondo

Tiro alla fune sul campo polivalente

Sempre sul campo polivalente

Squadra di calcio del Collegio sul campo principale del lato sud

Squadra di basket del Collegio, allenata dal prof. Sauro Alocco

Il gagliardetto

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