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Gabaldi lascia la Sangio: parla Andrea
Cavanini, leader storico degli Ultras Psg

PROMOZIONE - Dopo quattro indimenticabili stagioni il capitano nerazzurro saluta Porto San Giorgio e si trasferisce alla San Marco Servigliano Lorese in Eccellenza. «Perdiamo un emblema a livello sportivo e un uomo vero» il commento del vertice dei tifosi rivieraschi
giovedì 19 Luglio 2018 - Ore 12:49
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Lo striscione esposto dagli Ultras Psg nei pressi del sottopassaggio di via Guglielmo Oberdan

PORTO SAN GIORGIO – «Gabaldi simbolo di questa città… Buona fortuna». Oggi a Porto San Giorgio si celebra il “giorno del ringraziamento”: salutare e dire “Grazie” a uno dei più grandi calciatori e generatore di emozioni della storia della Sangiorgese Calcio. Gli Ultras Porto San Giorgio hanno scelto di innalzare ancora una volta, per l’ultima volta, il nome del loro capitano sopra tutto e tutti con uno striscione celebrativo esposto nei pressi del sottopassaggio di via Guglielmo Oberdan.

Dopo quattro stagioni, oltre 32 gol segnati in nerazzurro, Massimiliano Gabaldi saluta la sua Sangiorgese e si accasa alla San Marco Servigliano Lorese in Eccellenza.

Andrea Cavanini, esponente degli Ultras Psg

«Ieri sera abbiamo appeso questo striscione in onore del nostro capitano – ha confessato Andrea Cavanini, leader storico del gruppo Ultras Psg – perché in fondo era la minima cosa che si potesse fare per un grande campione in campo e fuori come lui. Abbiamo perso un emblema sportivo calcistico di Porto San Giorgio, uno che potrebbe fare senza ombra di dubbio la differenza anche in Serie D. Di fatto – racconta Cavanini – negli anni precedenti Gabaldi ha rifiutato offerte importanti proprio per rimanere nella nostra città».

«È difficile digerire il suo addio: la gioia tiene in mano la tristezza. Ossia c’è dolore e frustrazione per la sua scelta, ma allo stesso tempo c’è la felicità di aver condiviso questi bellissimi anni insieme ad un uomo straordinario – chiosa il leader degli Ultras di Porto San Giorgio –. Abbiamo apprezzato molto il fatto che lui prima di prendere la decisione definitiva di lasciare la Sangiorgese ci ha contattati per incontrarci per una cena, dove ci ha spiegato le sue motivazioni. Non ci è noto se ci sia stata qualche divergenza con la società, ma sicuramente la prima causa è la situazione del campo sportivo, da troppo tempo senza illuminazione e con il terreno in condizioni pessime. Alla fine la sua scelta è condivisibile, perché se negli anni scorsi lo stesso Gabaldi aveva detto che non avrebbe mai lasciato Porto San Giorgio, evidentemente se è arrivato a questo punto un motivo valido ci dev’essere stato. Tuttavia ci consoliamo – sdrammatizza Cavanini – meglio la San Marco Lorese che altre squadre (sorride per ovvi motivi campanilistici, ndr)».

«A livello personale – conclude il massimo esponente del tifo sangiorgese – non dimenticherò alcuni momenti particolari vissuti con lui, come ad esempio la cavalcata sotto il settore al Ferranti di Porto Sant’Elpidio nella finale playoff per la Promozione. Ho in mente altre scene fantastiche, ma le custodirò gelosamente per sempre nel mio cuore».

Il ricordo al Ferranti di Porto Sant’Elpidio a cui allude Cavanini

«Ora a noi tifosi sangiorgesi non ci resta che sperare che la società si muova sia nel mercato sia dal punto di vista della comunicazione, perché adesso è doveroso rassicurare i tifosi sul futuro prossimo – puntualizza Andrea Cavanini, spiegando che – Ieri sera abbiamo fatto una riunione con la dirigenza. Noi aspetteremo ancora alcuni giorni dando la massima fiducia alla società, ma resteremo vigili sulle sorti sorti della squadra e se tale fiducia verrà tradita passeremo alle contestazioni. Noi non pretendiamo di vincere il campionato, non lo abbiamo mai preteso, vogliamo solo che venga onorata e sudata la casacca che si indossa a nome di Porto San Giorgio. Per noi – chiude Cavanini a nome del gruppo – non è un problema se la dirigenza dovesse allestire una squadra per la salvezza, senza grandi nomi, l’importante è che ci sia una società solida senza chissà quali ambizioni sotto».

Leonardo Nevischi

 

Da sinistra Andrea Ferrara, Massimiliano Gabaldi e Andrea Cavanini

Gabaldi e Cavanini mentre festeggiano la conquista della Promozione


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