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Il calcio che unisce:
Montepacini porta in terza categoria
disabili e migranti

FERMO - Presentato al festival Bababoom, in corso a Marina Palmense, il nuovo team che disputerà il campionato. Debutto anche per la banda musicale del centro
venerdì 20 luglio 2018 - Ore 19:36
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di Andrea Braconi

La Francia di Pogba campione del mondo. La nuova Juventus con CR7. Fino ad arrivare alla squadra di calcio di Montepacini, con la stella Musa, 22enne originario del Gambia. Un paragone forzato? Forse sì, forse no, soprattutto considerando la novità caratterizzata dalla nascita di una realtà che vede affiancanti disabili, migranti ed ex giocatori pronti a rimettere calzoncini e scarpette per calcare nuovamente i campi di terza categoria. Con un sottofondo marcato dalle prove dei concerti del Bababoom (in corso di svolgimento a Marina Palmense), è stato così presentato il team che dalla prossima stagione sportiva solcherà i rettangoli di gioco della provincia. Altra novità l’esordio musicale della banda di Montepacini, coordinata da Marcelo Barisani.

A rimettere in fila i vari progetti Marco Marchetti, portavoce di Montepacini. “Ringrazio per la disponibilità Andrea Borraccini, anima e organizzatore del Bababoom, che collabora e partecipa al progetto di Montepacini. Abbiamo tanti progetti, la nostra forza è quella di partire dai soggetti più deboli. La nostra forza, quindi, è proprio la debolezza. Montepacini restituisce la parola alle persone con disabilità, li rende soggetti attivi e protagonisti nello sport comenelle attività lavorative. Con noi ci sono anche persone migranti. Siamo ambiziosi, ma abbiamo bisogno anche del sostegno dei cittadini e delle persone di buona volontà. Il furto subito ad inizio 2018 è stata l’occasione per testare che quella del Fermano è una comunità viva, che con la solidarietà ci ha permesso di recuperare per intero quanto rubatoci. Ci sono però dei margini di crescita da parte di questa comunità, nonostante il periodo difficile anche a livello sociale e politico. C’è un grosso inaridimento in atto legato alla paura, al creare contrapposizioni invece che armonia, ma insieme possiamo provare a superare questa fase”.

A Montepacini siamo diverse anime e diverse professionalità – ha rimarcato Peppe Marconi, coordinatore del centro -. É una cooperativa sociale che ha capito l’importanza del percorso e dell’idea progettuale. Abbiamo messo tante nuove risorse, umane ed economiche, per continuare a gestire il centro con l’associazione e con la Talea. È un bel gruppo e ci troviamo veramente bene. Vi invito a venirci a trovare e stare una giornata insieme a noi”.

E con l’aiuto di Marcelo Barisani è stata messa su una banda musicale, dopo un percorso lungo un anno. “È una bella sfida e ci divertiamo, è questo l’importante – ha aggiunto lo stesso Barisani -. Se loro si divertono suonando, è già tanto. E tra loro c’è rispetto: un tamburo suonato ha la stessa importanza di un legnetto. In nessuna orchestra uno strumento è più importante dell’altro, tutti creano un sound che emoziona le persone. Siamo partiti musicando le fotografie fatte proprio dai ragazzi in occasione di un corso, lavorando così su due fronti di composizione. I ragazzi hanno dato il massimo e oggi è la ciliegina sulla torta”.

A lanciare l’ennesima novità di Montepacini Musa. “Montepacini è un’esperienza bellissima per noi ragazzi africani. Ogni giorno nascono sempre cose nuove e noi avevamo in mente di mettere in piedi una squadra di calcio di terza categoria, insieme ad altre persone ma soprattutto con questi ragazzi. Vediamo quanto possiamo andare lontano”.

A chiudere proprio Andrea Borraccini, ideatore del Bababoom. “Avervi qua è come tornare a casa. Vi ringrazio che la serenità che mi donate: mi dà ancora più energia per affrontare questo evento”.

 


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