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Sottratte, isolate, salvaguardate: le “Lettere”
di Emilio Isgrò e la poetica di Osvaldo Licini

MONTE VIDON CORRADO - Sabato 21 luglio alle 21.30 alla casa-museo sarà presente il protagonista, Emilio Isgrò, per l'inaugurazione delle sue "Lettere"
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di Alessandro Giacopetti

La mostra verrà inaugurata questa sera alle 21.30 con la presenza dell’artista. Le “Lettere” di Emilio Isgrò compongono un percorso espositivo all’interno della cantina e del primo piano della casa Museo Osvaldo Licini e nella sede del centro studi a Monte Vidon Corrado. In collaborazione con l’archivio Isgrò, è curata da Daniela Simoni e Marco Bazzini sarà aperta fino al 4 novembre. Sono stati proprio i curatori a presentarla alla stampa questa mattina.

“Una mostra che apre gli appuntamenti per il sessantennale dalla scomparsa Licini che sarà celebrato con respiro internazionale al museo Guggenheim a Venezia – ha spiegato Daniela Simoni, direttrice del Centro Studi Osvaldo Licini – noi, dal canto nostro, quest’anno lavoriamo sul filone dell’arte contemporanea. Ospitare una mostra di Emilio Isgrò significa rappresentare uno spaccato significativo dell’arte tra XX e XXI secolo. La mostra coglie una relazione tra la concezione dell’arte di Isgrò e quella di Licini, personaggi distanti nel tempo e nelle forme visive, ma uniti dall’idea di un’arte libera e svincolata da condizionamenti commerciali.

A curarla è anche Marco Bazzini, critico storico dell’arte, ed è stato direttore del centro arte contemporanea di Prato, dove nel 2008 ha curato la grande monografica su Isgrò. Ha curato anche quella a Palazzo Reale a Milano. E’ una mostra con valenza scientifica. Ad ottobre uscirà un quaderno liciniano e ci sarà un convegno in occasione del 60esimo anno della scomparsa di Licini che ricorre l’11 ottobre. Durante l’estate e autunno la mostra si affiancherà a presentazione di libri e conferenze. Da settembre laboratori didattici nelle scuole e un approccio all’arte concettuale”.

“Isgrò nasce giornalista al Gazzettino di Venezia – ha aggiunto Marco Bazzini – e questa sera sabato 21 luglio sarà presente all’inaugurazione della mostra, ospitata a casa Licini, luogo che ha una sua anima che va rispettata. Qui nasce la poesia figurata di uno degli esponenti del 900 italiano. La mostra mette insieme la grande poesia di Licini e l’ironia di Isgrò, immaginando un dialogo ipotetico visto che i due non si sono mai conosciuti, anche se Isgrò ha visto i suoi quadri. Hanno una sensibilità comune verso l’arte che va vissuta a pieno nella vita e in tutta la giornata. Puntiamo, quindi, sul capitolo della vita di Isgrò chiamato delle Lettere Estratte. Estrarre significa portare un elemento minimo fuori dal contesto. La grande lezione a cui mira Isgrò è avere una diversa visione del mondo attraverso la cancellatura. Sottrarre alla leggibilità di un testo scritto le lettere, per salvaguardarle. Secondo lui cancellare vuol dire avere una visione diversa sul mondo, cancellare vuol dire scrivere, e quindi, negando si vuole affermare. La cancellatura è un segni di rispetto e salvaguardia della parola, non un atto nichilista”.

Al centro del percorso espositivo, nelle cantine della casa-museo, ci sono due degli ultimi lavori, due lettere: la “O” di Occidente e di pensiero Occidentale e la “L” di Libro, ma anche le due iniziali del nome e cognome di Osvaldo Licini.

Giuseppe Forti, sindaco di Monte Vidon Corrado, svela che “la mostra su Isgrò nasce qualche hanno fa. Nel 2017 ho scritto una lettera al presidente della I Commissione Cultura della Regione Marche, Francesco Giacinti, perché nel piano triennale della Regione Marche non si faceva alcun accenno all’esperienza di Monte Vidon Corrado che va avanti dagli anni Ottanta. Per questo ad ottobre 2017, assieme alla presidente del Centro Studi, Daniela Simoni, abbiamo incontrato l’assessore alla Cultura della Regione Marche, Pieroni, cui ho consegnato il progetto della mostra con l’impegno di spesa. Dopo alcune sollecitazioni, dirette e indirette siamo stati inseriti tra gli eventi di rilievo regionale, cosa che permette la partecipazione ad un bando. Scaduto il 13 luglio, entro 120 giorni avremo la risposta e sapremo se la mostra sarà finanziata. E’ chiaro che l’organizzazione di una mostra come questa parte molto prima. Nonostante questo noi come amministrazione abbiamo messo un cofinanziamento, affiancandolo a sponsorizzazioni private per coprire i costi della mostra. Speriamo di poter continuare a alimentare il settore culturale – conclude il sindaco Forti – Licini è difficile da interpretare, Isgrò ancora di più”.

Oltre alla mostra sarà, quindi, visitabile anche la casa museo e il centro studi Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado.


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