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VERSO IL PALIO
Amarcord ricco di emozioni, Raccichini:
“Ogni anno riaffiorano ricordi indelebili”

FERMO - "Era il 1982, un caldo che si moriva, vestito da paggetto per la contrada Fiorenza, sgattaiolato fuori dal corteo per vedere le batterie. Prima Pentolina per Capodarco, poi Modella per Fiorenza e in finale a mettere tutti d’accordo il sauro Miseno per il bianco-celeste di Pila"
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di Federico Raccichini

Ci sono delle cose che ti rimangono dentro, dei flash che ogni tanto vengono fuori e tra questi per un fermano classe ‘76 come me sono i ricordi indelebili del Palio. C’è chi lo vede come manifestazione, chi come rievocazione ma chi vi scrive l’ha sempre vista come una corsa di cavalli (senza nulla togliere al resto ma i gusti sono gusti) e ogni anno immancabilmente alla fine di Luglio affiorano ancora tutti i ricordi…. Eh si, i ricordi nitidi.

Era il 1982, un caldo che si moriva (quello me lo ricordo bene), vestito da paggetto per la contrada Fiorenza, sgattaiolato fuori dal corteo per vedere le batterie. Prima Pentolina per Capodarco, poi Modella per Fiorenza…e in finale a mettere tutti d’accordo il sauro Miseno per il bianco-celeste di Pila. Se mi dicono 1983 a me viene in mente Timmy Red che vinse la batteria per Fiorenza e poi la finale fu vinta da King con Marcello Quintili.

Una foto del 1983

L’84 fu l’anno di un fermano al quale sono sempre stato legato, Paolo Ridolfi, che vinse in sella a Roy (normalmente portava un paraocchi rosso ma quel giorno non ricordo se fosse stato nero oppure rosso….). L’85 è stato l’anno della Svizzera Silvana Group e di Mandingo che batterono quel marziano che aveva il nome di Denis Diderot. Altro giro altro anno siamo arrivati al 1986 e arriva il primo successo di Gianluca Concetti che in un arrivo di quelli serratissimi mette la testa davanti a tutti con El Bandido (per tutti) ma per me è sempre stato Il Tigre. Nel 1987 a trionfare è stato Kabir, o meglio la pennellata di Giacomo Sandroni, che con l’ultimo balzo portò il cencio a Castello.

Il 1988 è stato l’ultimo anno della corsa in Viale Trento e a vincerla fu un giovanissimo Massimo Vita in sella a Max. Poi la fine degli anni 80 hanno segnato una svolta epocale: via gabbie e l’introduzione della partenza con il canapo nel percorso cittadino che tutti conosciamo, con partenza dalla Torretta e arrivo sulla “Strada Noa”, con in mezzo quello che oggi chiamano il “curvone” ma per noi ante anni 80 sarà sempre la “curva dell’IP”. Con il canapo se ne sono viste di belle: Tulipano vince un’edizione corsa in due tempi per la pioggia; nel 91 ci fu lo scontro epico Tango e Madonna che sorrise alla femmina di Ruelli grazie ad un caparbio Massimo Vita, genio e sregolatezza ma dalle mani d’oro. Poi di corsa negli anni…Caomet,”lu Lupu niro” Borgo Franco, il doppio targato Roberto Cognigni (1995/96) poi ancora Cerro da Romano l’anno successivo. Nel 1998 vince un cavallo scosso che rispondeva al nome di Love Lady per i colori di Torre di Palme.

Il 2000 lo apriva Chen Damy che dopo aver vinto Buti a Gennaio doppiava anche a Fermo. Il 2001 è stato l’anno di Boldrus e della scuderia Otto. Poi di corsa con Relative Your, ancora il grigio Bello Di Notte, il sommo Skandemberg (a ricordo l’unico capace di vincere Loreto, Buti, Fermo e l’ormai dismesso Palio di Civitanova Alta); a seguire Tolox sotto il nome di Giorgione…tutti a portare a casa il Palio. Nel 2008 il Palio rimane ad un fermano, Giuseppe Viti, che trionfa con Tissà con l’inedita monta di Michele Santoro. Poi l’eclettico Ludovico Orlandi a trionfare nel 2009 con Teocrito e un ispirato Gennarino. Il 2010 è l’anno delle polemica alla fine il Palio con trattenuta finale, vince Ultimo per Molini Girola regalando il primo Palio al decano Alberto Antinori. Sono volati gli anni e arriviamo al 2011, che pare ieri, vince Sir Franco al secolo Adanospirit con Giulio Chioffi per la gioia di Donatello Cardinali.

Nel 2012 si legge Central Park ma non è altro che Capitan Uncino, poi di corsa ai giorni nostri. Nel 2013 tocca a Zeus con Andrea Collabolletta, poi è la volta di Mistero e Cristiano di Stasio per la scuderia Viti che porta il cencio sulla via di casa ossia contrada Campiglione. Nel 2015 vince Il Nonno (poi chiamatelo Zeus o Nonmeloricordo, sempre lui è) con in sella niente meno che “Voglia” al secolo Silvano Mulas. Eccoci che arriviamo a ieri e tutti ricorderanno i due voli di Freezer per la gioia del Team Cacino. E poi l’Anno Domini 2017 via i purosangue e dentro gli Anglo Arabi. La vittoria andava alla bionda Briccona Da Clodia per i colori di Castello e la monta di “Vulcano” (Adrian Topalli). E nel 2018?…Boh…..secondo me ce ne saranno delle belle!


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