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Consiglio comunale torrido a Montegranaro,
e non solo per il caldo

MONTEGRANARO - La discussione si è accesa sulla necessità da parte dell’amministrazione comunale di stornare dal bilancio di previsione 2018 la cifra di 18 mila euro prevista come introito dai dividendi della farmacia comunale
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di Marco Pagliariccio 

All’insolito orario delle 17 per evitare accavallamenti con il Veregra Sound Festival, il consiglio comunale di ieri è stato torrido non solo a livello climatico. Al solito, la maggioranza ha fatto valere la forza dei suoi numeri, in particolare per l’approvazione dell’assestamento di bilancio, ma dai banchi dell’opposizione non sono mancate le polemiche. La discussione si è accesa sulla necessità da parte dell’amministrazione comunale di stornare dal bilancio di previsione 2018 la cifra di 18 mila euro prevista come introito dai dividendi della farmacia comunale. Come spiegato dal sindaco Ediana Mancini, ciò è stato causato dal fatto che il consiglio di amministrazione della stessa, nel quale il Comune siede ma con una quota del 20%, ha deciso di non ripartire gli utili quest’anno ma di usarli per degli investimenti. Scelta osteggiata dall’amministrazione, che però nulla ha potuto. «Controlleremo se quei soldi saranno davvero usati per investimenti – ha chiarito il sindaco – peccato perché noi quei soldi li potevamo usare per il sociale. Speriamo che gli investimenti in tal senso vadano nella direzione di favorire la cittadinanza». Viviamo Montegranaro, invece, non ha visto nulla di male nella decisione. «La farmacia comunale è guidata da una società privata che ne detiene l’80% delle quote – ha affermato Gastone Gismondi – non vediamo nulla di scandaloso nell’usare degli utili per investire, si fa in ogni azienda».

L’assestamento, come anticipato, è passato comunque coi voti della maggioranza, minata però dall’astensione del presidente del consiglio Walter Antonelli. A seguire, la discussione si è riaccesa sulla modifica del regolamento dell’asilo nido comunale che andrà in vigore dal 2019: nodo del contendere la richiesta da parte delle operatrici del nido, accolta dal Comune, di far sì che chi voglia usufruire del part time pomeridiano debba portare il bambino entro le 12.30 e non le 13.30 come accade oggi, obbligandolo anche a consumare il pranzo con conseguente aumento dei costi per i cittadini. «Non si mettano le mani in tasca ai cittadini per fare un piacere alla cooperativa», ha tuonato ancora Gismondi, ma anche 5 Stelle e Sinistra Italiana hanno puntato il dito contro l’amministrazione comunale, che però anche in questo caso è riuscita a far passare la modifica.

Il consiglio comunale va ora in ferie, ma a settembre tornerà con sul piatto pietanze belle pesanti: è attesa infatti la variante urbanistica riguardante l’ipermercato da realizzare lungo la circonvallazione nord.


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