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LA RIVINCITA DELLE RISERVE
Fiorenza sorprende tutti e vince la Cavalcata 2018 FOTO E VIDEO

FERMO - La rivincita delle riserve.  Fiorenza con Calliope da Clodia e il fantino Salvatore Blanco vincono la Cavalcata dell'Assunta 2018. Dietro di loro Torre di Palme,  Campolege, Capodarco e San Martino. I
mercoledì 15 Agosto 2018 - Ore 19:43
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di Alessandro Giacopetti,  Silvia Remoli e Paolo Paoletti

foto Simone Corazza

Il fantino di Fiorenza

La rivincita delle riserve.  Fiorenza con Calliope da Clodia e il fantino Salvatore Blanco vincono la Cavalcata dell’Assunta 2018. Dietro di loro Torre di Palme,  Campolege, Capodarco e San Martino. Il drappo, realizzato dall’artista sangiorgese Raffaele Iommi, sollevato al cielo tra le grida e le lacrime di commozione dei contradaioli bianco viola. Una festa bianco viola inaspettata dopo la tratta dei barberi che aveva visto assegnata quella che era una riserva, alla contrada del Priore Lorenzo Giacobbi.

LA FINALE  E LA SORPRESA

Una finale tra vip, con alcuni dei super favoriti che hanno confermato i pronostici. L’unico outsider era proprio il cavallo di Fiorenza  A sfidarsi per il Palio 2018 sono state, dopo gli esiti di una prima batteria ‘rovente’ caratterizzata dalla protesta di Campiglione e una seconda batteria ‘sprint’: Fiorenza, Torre di Palme, Campolege, San Martino, Capodarco quest’ultima rientrata grazie al ripescaggio. 

Campolege e Torre Di Palme sono state sin da subito le super favorite. Campolege perché secondo molti aveva  il miglior cavallo della scuderia Clodia, Dionisoe Torre di Palme perché abbinato al cavallo Briccona da Clodia, vincitrice della scorsa edizione. Ordine d’ingresso finale al canapo, anch’esso estratto a sorte, che ha visto Capodarco, seguita da Campolege, Torre, Fiorenza e San Martino. Alla fine a superare tutti è stata però proprio la riserva di Fiorenza. 

Cavalcata 2018 che verrà ricordata, tra l’altro, anche per la suspense creata dalle condizioni meteo. Una minaccia maltempo che da potenziale svantaggio si è trasformata in grande opportunità dal punto di vista delle presenze in quanto molti turisti e fermani hanno scelto la Cavalcata in alternativa alla spiaggia.  Un’edizione particolare quella di quest’anno. E’ stata infatti la prima volta sia per il nuovo Arcivescovo Mons. Rocco Pennacchio che per il prefetto Maria Luisa D’Alessandro. Entrambe hanno seguito sia la serata di ieri che la sfida di oggi pomeriggio con grande entusiasmo e partecipazione. Con loro anche molte autorità civili e miltari del territorio, incluso il direttore dell’area vasta 4 Licio Livini.

Il questore insieme al Prefetto

Una corsa al Palio iniziata con ‘ il brivido’. In fase di prova infatti il fantino di  Torre di Palme Cristiano Di Stasio è stato disarcionato dal cavallo Briccona da Clodia che ha proseguito la corsa di prova in solitaria lungo tutto il percorso di gara ed è stato fermato solo all’arrivo. Fortunatamente nessuna grave conseguenza per Di Stasio.

 

LA PRIMA BATTERIA DELLE POLEMICHE: LA RABBIA DI CAMPIGLIONE

Una prima batteria che ha visto sfidarsi i cavalli di Torre di Palme, Castello, Molini Girola, Fiorenza, Campiglione.  Dopo cinque false partenze finalmente la gara valida che ha visto prima classificata Fiorenza con  Calliope da Clodia e il fantino Salvatore Blanco. Un cavallo riserva quest’ultimo, che è stato aggiunto all’ultimo in quanto quello ufficiale che non aveva superato gli esami medici.  Al secondo posto, e quindi di diritto in finale, Torre di Palme con  Cristiano Di Stasio e il cavallo Briccona da Clodia (il cavallo vincente della passata edizione). Terzo posto per Castello con Scontrosa da Clodia montata da Angelo Citti  e quarto per Molini Girola con Michelle e il fantino Peppino Morreale. La corsa di Campiglione si arresta pochi metri dopo il canapo con Brigantes montato dal fantino Andrea Collabolletta.

A protestare contro il mossiere Davide Busatti di Castiglion Fiorentino è stata proprio contrada Campiglione che ha contestato il fatto di aver convalidato la partenza dopo aver detto per ben tre volte “no”. Molti degli addetti ai lavori hanno lamentato una partenza falsa erroneamente convalidata. Stessa tesi  gridata a gran voce  dal fantino di Campiglione che non ha voluto lasciare il tracciato.

LA PROTESTA DI ANDREA COLLABOLLETTA

E quella della presunta falsa partenza erroneamente convalidata è stata la tesi al centro della protesta del fantino di contrada Campiglione Andrea Collabolletta, già vincitore del Palio nel 2013, che si è ostinato a a restare sul percorso di gara insieme al suo cavallo Brigantes, sotto i fischi di tutti, per oltre 20 minuti ritardando l’inizio della seconda batteria. Addetti del Palio che sono poi riusciti ad accompagnarlo fuori per poter consentire l’inizio della seconda batteria.

LA SECONDA BATTERIA ‘SPRINT’:  VINCE CAMPOLEGE

Per la seconda batteria si sono sfidate Capodarco, Campolege, San Martino, San Bartolomeo e Pila. Un inizio in ritardo sulla tabella di marcia recuperato subito con una batteria dai tempi ‘sprint’ al canapo. La prima falsa partenza si è registrata infatti alle 18 e 18. Valida invece la partenza successiva. Primo posto per Campolege con Dioniso da Clodia e Valter Pusceddu. Seconda classificata San Martino con il cavallo Sergigno e Simone Fenu come fantino. Terzo posto per Capodarco con Red Riu e Adrian Topalli, al quarto Pila con Romanzo per Anna montata da Virginio Zedde e quinto posto per San Bartolomeo con Pasteur e Angelo Cucinella.

IL RIPESCAGGIO CON IL CUORE IN GOLA: LA SPUNTA CAPODARCO

E come tradizione è arrivato il momento più sofferto tra le due contrade terze classificate. Una sola delle due, nel caso specifico Castello e Capodarco, sarà ammessa alla finale. A deciderlo è stata esclusivamente la sorte. I priori Massimo Benedetti per Capodarco e Marco Mancini per Castello hanno l’estrazione del ripescaggio da parte del sindaco. Cuore in gola per centinaia e centinaia di contradaioli. Alla fine è arrivato il verdetto: Capodarco quinta finalista.

LA FESTA DELLA VITTORIA

 

LE IMMAGINI DELLA PRIMA BATTERIA

 

LE IMMAGINI DELLA SECONDA BATTERIA

LA FINALISSIMA

 

IL PUBBLICO E LE AUTORITA’

 


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