‘Per limitare i danni al lavoro 18 ore’
Bilancio estivo ‘in negativo’
per i balneari

PORTO SAN GIORGIO - Bilancio in chiaro scuro per i concessionari di spiaggia. Dopo gli albergatori, che avevano denunciato un calo del 30%, i titolari degli chalet chiedono a gran voce "stravolgimenti" per rilanciare il turismo

di Sandro Renzi

Se Atene piange Sparta non ride. Gli albergatori rivieraschi hanno denunciato un calo del 30% liquidando l’estate 2018 come “una stagione da dimenticare”. I concessionari di spiaggia, alle prese forse con altri problemi, meteo in primis, sono più un po’ più cauti, ma nel complesso anche per loro a prevalere in questa stagione saranno le ombre sulle luci. Romano Montagnoli, vicepresidente dei balneari Confcommercio, non ha dubbi. “Giugno si è chiuso con un -25/30% rispetto allo stesso mese del 2017. Lieve flessione anche a luglio, ma ad agosto abbiamo mantenuto i livelli degli altri anni”. E ci mancherebbe altro. Grazie ovviamente ai dodici giorni clou che comprendono pure il Ferragosto. Si confida in settembre, nella speranza che il tempo dia una mano per recuperare altri margini di profitto. “La tendenza purtroppo è quella a perdere turisti a favore di altre località -prosegue Montagnoli- mentre qui a Porto San Giorgio viviamo principalmente di pendolarità”. Una situazione che pesa di più inevitabilmente sui consumi “dove abbiamo registrato i cali” e meno sui servizi in spiaggia. Certo i conti andranno fatti a settembre ma intanto, un primo bilancio, può essere già fatto. Tanto più che già la prossima settimana qualche chalet, come da tradizione, comincerà a lavare i lettini di fatto salutando la stagione 2018. E se gli albergatori, con l’Ataf in testa, chiedono di sedersi allo stesso tavolo degli amministratori per capire cosa fare per rilanciare il turismo in città, i balneari parlano senza mezzi termini di “stravolgimenti”. “C’è bisogno di cambiamenti radicali a Porto San Giorgio -annuncia Montagnoli- rendere attraente la città, investire sull’arredo, sulle isole pedonali, sui parcheggi. Cambiamenti che vanno pianificati adesso per raccoglierne i frutti tra qualche anno”.

Romano Montagnoli

E tra le proposte da cavalcare c’è anche quella sposata dagli albergatori, ovvero l’apertura serale dei negozi. Insomma tanta carne a cuocere per l’autunno prossimo. Anche per l’amministrazione comunale. “Dobbiamo lavorare 18 ore al giorno per limitare i danni, ma la nostra parte la facciamo” rimarca il vicepresidente della categoria. Carlo Iommi, che dei balneari della provincia di Fermo è il presidente, aspetta di confrontarsi con gli associati prima di snocciolare dati e percentuali. Ed annuncia che lo farà dividendo il litorale in tre zone, nord, sud e centro, e cercando di capire se gli chalet con annessi ristoranti abbiano registrato le stesse criticità lamentate da Montagnoli. Ma non si tira indietro parlando di “percezione dell’andamento turistico”.

Carlo Iommi

Quello che visivamente insomma ha potuto registrare in questi due mesi. “Da cittadino -dice- ho notato una spiaggia vuota, fatto salvo il periodo centrale di agosto. Bisogna aprire una serie riflessione su quale turismo  questa città debba abbracciare per incrementare le presenze”. Anche Porto San Giorgio intanto si prepara alla giornata nazionale dei balneari italiani promossa dal Sib su tutte le spiagge del Paese. Si svolgerà il 26 agosto e sarà l’occasione per manifestare a sostegno della balneazione italiana e contro la direttiva Bolkestein che prevede di mettere all’asta tutte le concessioni balneari.

 


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1 commento

  1. 1
    Gianluca Mecozzi il 21 Agosto 2018 alle 19:56

    Mi sembra difficile capire quest’articolo, visti i prezzi degli stabilimenti balneari …. mah…..
    Comunque 18 ore al giorno sono tante ma 3 mesi l’anno si possono fare dai

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