“Mi hanno rimproverato perché ho suonato il campanello. Non se ne può più”. Ancora una volta è la pista ciclabile di viale Cavallotti a far discutere. Quel chilometro inaugurato ormai qualche anno fa ma su cui, puntualmente, ogni estate, si snodano anche segnalazioni e polemiche. Protagonista stavolta è una donna di 46 anni, residente a piazza Torino.
Giovedì mattina era in sella alla sua bicicletta e stava percorrendo la pista di viale Cavallotti quando intravede in lontananza un gruppetto di persone intente tranquillamente a chiacchierare ferme sulla pista stessa. Per il solo fatto di aver suonato il campanello nella speranza che quelle persone si spostassero un pò di lato, è stata rimproverata da una signora. Il fatto è accaduto nel tratto centrale, quello realizzato all’interno dei giardini storici. “Mi stavo recando in centro insieme a mia figlia quando ho visto della gente che non ne voleva sapere di spostarsi. A quel punto ho suonato il campanello sperando che mi facessero strada” prosegue la donna “ebbene non solo hanno sbuffato, ma una signora si è anche lamentata del mio comportamento”. Il gruppetto ovviamente si è spostato per far passare la bici “ma non potevo sopportare gli sguardi accusatori di quelle persone” confessa la donna “come se fossi io dalla parte del torto. Ed è una situazione che si ripete, ciclicamente, ad ogni estate, da quando hanno inaugurato questa pista”.
I cartelli utili ad identificarlo come un percorso destinato alle due ruote sono, in effetti, quelli affissi sugli imbocchi in corrispondenza dei sottopassi ferroviari. “Pochi -lamenta però la protagonista di questa vicenda- e come me la pensano in tanti. Mi sento di giustificare, al limite, il turista che imboccando a piedi la pista non ha modo di sapere dove sta passeggiando, pur vedendosi sfrecciare le bici a destra ed a sinistra, e sono anche disposta ad incassare le sue lamentele se deve fare zig e zag tra una bicicletta e l’altra, ma non ammetto che tanti miei concittadini, pur sapendo che quella è una pista per bici, ci camminino, facciano footing, o peggio ancora ci portino a spasso nipoti e figli facendo loro correre pure qualche rischio”.
Poi l’interrogativo che, a dire il vero, sono in tanti a farsi. “Perché non ricorrere alla segnaletica orizzontale per indicare, in particolare ai pedoni, che stanno camminando su una pista riservata alle bici? O forse dobbiamo fare i conti con un percorso misto? In tal caso me lo dicano chiaramente perché devo rivedere i termini della mia assicurazione personale” aggiunge con ironia la donna “pensare che dalla parte opposta c’è un marciapiede largo e funzionale che oltre ad essere utilizzato dai pedoni, purtroppo, viene usato inopportunamente anche da qualche ciclista. Insomma su quella pista regna un po’ di caos oltre che maleducazione”.
Sa. Ren.
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