
La Croce Azzurra si chiama fuori dall’Anpas, l’organizzazione che racchiude tutti gli enti di pubblica assistenza. Una scelta sin qui annunciata attraverso una lettera inviata a luglio ala direzione nazionale, ma che sarà ratificata sabato, in un’assemblea che l’associazione svolgerà nella sua sede di Firenze.
La lettera, che porta la firma del presidente Robin Basso, con l’avallo dell’intera associazione, è stata firmata alcuni giorni dopo il caso della scorsa estate, che aveva visto l’Anpas Marche proclamare uno sciopero delle Croci, per protestare contro i mancati rimborsi, risalenti fino al 2013, delle spese di trasporto sostenute dalle pubbliche assistenze. In quell’occasione, l’associazione elpidiense si era dissociata, facendo sapere di condividere le ragioni della protesta, ma di non voler in alcun modo pesare sull’utenza, facendo mancare un servizio essenziale.
E’ stata quella la causa scatenante di un rapporto mai troppo idilliaco con i vertici marchigiani dell’associazione. “Non cambierà nulla per la Croce Azzurra, tanto meno per l’utenza, che riceverà il servizio di sempre – spiega il presidente Basso – Per noi si apre una pagina nuova, ci sarà una collaborazione sempre più stretta con altre realtà del del territorio. Semplicemente preferiamo star fuori da un’associazione di cui non condividiamo i metodi. Ogni anno si minacciano scioperi, per poi ottenere quello che si poteva avere semplicemente col dialogo. Quando la Croce Azzurra si è trovata senza accreditamento non ho minacciato rivoluzioni, ho chiesto aiuto al sindaco e ai referenti politici della zona, sono andato a parlare col direttore d’Area vasta Asur e col presidente della Regione Ceriscioli per trovare una soluzione”.
Il riferimento è al paventato blocco dei trasporti d’emergenza dello scorso luglio, che portò la Croce Azzurra a defilarsi dalla protesta. “Si è consumato uno strappo che ci ha portati a questa decisione, condivisa con il Consiglio e con i volontari. Non è un caso isolato, ci sono varie pubbliche assistenze che non fanno parte dell’Anpas – prosegue Basso – Il nostro punto di riferimento era e resta la gente. Quando la Croce Azzurra ha vissuto un momento di enorme difficoltà e rischiava di chiudere non ho mai ricevuto una chiamata dal presidente dell’Anpas Marche, che mi ha telefonato per lamentarsi quando ha letto dai giornali che avevamo detto no allo sciopero. In quell’occasione ci sono state reazioni da parte di alcune associazioni consorelle che ci hanno rammaricato. Il punto è che nei momenti più duri, quando eravamo senza sede e senza accreditamento, abbiamo avuto la vicinanza e l’aiuto dei cittadini, degli imprenditori, su tutti Diego Della Valle. Senza di loro non ci saremmo più. A queste persone non possiamo andare a dire che se c’è un ritardo nei rimborsi, non aiutiamo più chi ha bisogno. Non esiste”.














