
di Giorgio Fedeli
Sinergia e professionalità, quelle che ti salvano la vita. Ieri pomeriggio nella sala riunioni della Croce verde di Fermo, si è tenuto un incontro formativo tra il personale dell’elisoccorso e i militi delle pubbliche assistenze. Incontro voluto e organizzato da Daniel Latini e dalla Croce verde di Fermo, con in testa il suo presidente Giorgio Guerra che ha fatto gli onori di casa salutando tutti i presenti, praticamente tutte le pubbliche assistenze del Fermano in sala, e anche qualcuna da fuori regione come la Misericordia Lanciano, e ringraziato i relatori, il direttore dell’elisoccorso Germano Rocchi e i suoi collaboratori.

Daniel Latini
“Gestione delle emergenze con l’intervento dell’elisoccorso. Incontro rivolto a tutti gli operatori del settore emergenza sulle procedure operative e comunicazioni radio con gli operatori dell’eliambulanza”. Molto del senso dell’incontro è condensato nel suo titolo. Ma parlando con Rocchi, Morisi e Tasso si va anche oltre. Si scopre l’importanza della sinergia, della professionalità, del sapere cosa fare in quei minuti, anzi secondi, che possono salvare delle vite. “Più ci conosciamo e meglio lavoriamo tutti. E se lavoriamo meglio, i pazienti vengono salvati” l’esordio di Rocchi che ha raccontato la sua esperienza negli States, con i Navy Seals. Lì ha scoperto un mondo nuovo, avanzatissimo, in termini di tecniche di soccorso. Ma che ha anche sottolineato più volte la differenza tra il sistema sanitario a stelle e strisce (dove un soccorso si paga caro, nel vero senso della parola), e quello italiano. “A Torrette è stato istituito il trauma center con tutte le figure professionali necessarie. I nuovi protocolli prevedo la centralizzazione. Qualcuno parla di esasperazione delle centralizzazioni a Torrette? Sbaglia perché,ad esempio, negli Usa, per almeno il 50% dei pazienti la centralizzazione, anche nel post ricovero, si è rivelata necessaria. E noi siamo be oltre quella percentuale (si parla, da ultime stime, di circa l’83%). Siamo sinceri, le altre regioni ci invidiamo un sistema di soccorso del genere. E ci stiamo attivando anche per l’elisoccorso di notte con visori notturni. Insomma sistema che va, che funziona. E che si evolve ancora.

A destra, il presidente Giorgio Guerra
“Vi dico la verità, sono orgoglioso del fatto che ci invidino questo sistema”, ha concluso Rocchi, passando il testimone ai suoi collaboratori che, invece, si sono occupati di aspetti tecnici e dell’interfaccia con i militi. Dall’importanza delle comunicazioni alle coordinate, nel triangolo eliambulanza, centrale operativa 118, ambulanza e automedica, a come guidare il pilota dell’elisoccorso a vista, per condurlo fino alla verticale dei sanitari a terra. E ancora, tutti i ‘segreti’ del pilota, nelle varie fasi di intervento, dall’atterraggio, sempre controvento, al decollo. E l’importanza di poter essere guidati nell’atterraggio da personale a terra, in zone di almeno 25 metri per 25, in aree bonificate, ossia senza oggetti potenzialmente pericolosi, con il vento sollevato dalle eliche, per l’eliambulanza e i sanitari: “Non fatevi problemi a parlare in radio, a esercitarvi. E comunichiamo, parliamo. Tutti possono sbagliare. Ma se ci conosciamo tutti miglioriamo”. In un ingranaggio perfetto dove non si scherza, dove si salvano vite. E i secondi pesano come macigni.

Il saluto e il benvenuto del presidente Guerra

Il direttore Germano Rocchi (a dx) e i suoi collaboratori


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