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Alla ‘Peggy Guggenheim’ di Venezia
la mostra che celebra Osvaldo Licini

MONTE VIDON CORRADO/VENEZIA - La direttrice del Centro Studi Osvaldo Licini, Daniela Simoni, che in questi mesi ha collaborato con la Guggenheim all’organizzazione, esprime grande soddisfazione per il respiro internazionale della mostra che resterà aperta fino al 14 gennaio
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Aperta al pubblico la grande mostra che celebra i sessant’anni della scomparsa di Osvaldo Licini presso la collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

“Osvaldo Licini che un vento totale di follia mi sollevi”, curata da Luca Massimo Barbero, comprende ben 100 opere esposte in dieci sale attraverso le quali i visitatori sono guidati in un percorso cronologico che dalle opere giovanili d’ispirazione futurista conduce fino agli ultimi Angeli aquilone. “Se nel 1958 – fanno sapere dall’organizzazione della mostra – Licini aveva ricevuto il riconoscimento più alto sul piano internazionale con il gran premio della pittura alla Biennale di Venezia, oggi questa mostra ospitata in uno dei più prestigiosi musei del mondo, e sempre nella città lagunare, segnerà una svolta nella conoscenza dell’artista da parte del grande pubblico.

Alla gremitissima inaugurazione non poteva mancare una forte presenza dal territorio fermano: in particolare, il sindaco di Monte Vidon Corrado Giuseppe Forti, che dal 1978 lavora sulla figura dell’artista, ha con emozione ed entusiasmo apprezzato il taglio espositivo ed il raffinato allestimento. La direttrice del Centro Studi Osvaldo Licini, Daniela Simoni, che in questi mesi ha collaborato con la Guggenheim all’organizzazione, esprime grande soddisfazione per il respiro internazionale della mostra e per la lettura che il curatore Barbero ha fatto dell’opera di Licini, definendolo uno dei più grandi artisti del Novecento. Entusiasta per l’esposizione veneziana anche l’avvocato Francesca Palma, liciniana appassionata; diverse le opere in mostra provenienti dalle collezioni marchigiane, ammiratissime dal pubblico di esperti, studiosi, collezionisti. Attraverso la poetica visione di Licini il profilo dei Sibillini, come un filo rosso, accompagna in filigrana il visitatore con la sua forza evocatrice di matrice leopardiana, così, con questa mostra, anche le Marche volano insieme a Licini. La mostra sarà aperta fino al 14 gennaio“.

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