Si separano e lei porta
la figlia in Romania
,
Galeota: «Due sentenze
a favore del padre ma non abbiamo
notizie della bimba»

FERMANO - L'avvocato del padre della bimba, Gianvittorio Galeota: "Chiediamo con forza un ordine di arresto europeo. Abbiamo sporto denuncia per sottrazione di minore, sequestro di persona e estorsione e appropriazione indebita. Il tribunale di Fermo e quello rumeno dicono che la bimba deve stare con il padre. La procura di Fermo ha chiesto la collaborazione dello Stato rumeno. La magistratura faccia in modo che la piccola torni in Italia. Per il padre la situazione è disperata". Sul caso giudiziario stanno lavorando anche quelli de 'Le Iene'

L’avvocato Gianvittorio Galeota

di Giorgio Fedeli

Tutto parte all’inizio di quest’anno quando una donna, di origini rumene, chiede la separazione al marito. E da quel momento si genera un caso giudiziario con, all’attivo, una richiesta di ordine di carcerazione europeo, i pronunciamenti del tribunale di Fermo e quello rumeno, denunce per sottrazione di minore, sequestro di persona, estorsione e appropriazione indebita. Un caso che, al netto delle ragioni delle controparti, lascia esterrefatti al solo pensiero che al centro del braccio di ferro ci sia una bimba di pochi anni, precipitata nel turbinio familiare e giudiziario che non merita di vivere. 

E a raccontare il calvario vissuto dal suo assistito, è l’avvocato Gianvittorio Galeota, del foro di Fermo.

Il mio cliente era sposato con quella donna rumena da diversi anni. Si sono uniti in matrimonio in Romania con l’unione convalidata in Italia. I due hanno avuto una bambina, nata in Italia. All’inizio di quest’anno lei ha chiesto la separazione. Il marito non ha potuto dire di no ma ha chiesto l’affidamento della bimba. A quel punto sono partite le indagini della Asur di Fermo su richiesta del tribunale. Gli assistenti sociali dell’azienda sanitaria, dopo gli accertamenti, hanno messo nero su bianco che la figlia deve vivere col padre perché la madre non ha sufficienti capacità genitoriali e perché la figlia ha espresso la volontà e l’intenzione di stare col padre e vivere in Italia. Quella relazione è stata anche, ovviamente, depositata in tribunale.

Ma nel frattempo la donna, sostenendo che la mamma stava per morire e che quindi doveva far vedere la nipote alla nonna, ha deciso di partire con la bambina per la Romania. Il padre, inizialmente ha detto di no ma poi, alla fine, ha acconsentito a che le due andassero in Romania ma per soli tre giorni. La donna, al di là delle richieste del marito, è partita comunque con, oltretutto, l’auto al marito. Insomma è scappata in Romania non dando più contezza né di lei, né soprattutto della figlia. Ha bloccato i suoi telefoni. Insomma, scomparsa.

Il tribunale di Fermo

Poi, un bel giorno, al mio assistito è stata recapitata dalla Romania una richiesta di divorzio con affidamento della minore alla madre, tramite un avvocato rumeno. La madre, a mio avviso, aveva premeditato la fuga da tempo. Infatti appena arrivata ha fatto partire gli atti dalla Romania. La bambina si recava spesso con il papà e la mamma in Romania, quindi aveva il suo passaporto con il consenso del padre. E  di questo la madre ha approfittato per scappare”.

Avvocato Galeota che prosegue: “Nel frattempo noi abbiamo presentato richiesta di esecuzione del provvedimento del tribunale di Fermo in Romania, quello secondo cui la figlia deve stare col padre, affidata esclusivamente a lui in virtù degli accertamenti fatti dagli assistenti sociali dell’Asur fermana. L’uomo si costituisce in Romania con un’avvocatessa rumena sul divorzio sostenendo che è stata chiesta l’esecuzione in Romania del provvedimento del tribunale di Fermo. Fatte le sue indagini, il tribunale rumeno conferma il provvedimento di quello di Fermo sostenendo, anche questo, che la figlia deve stare col padre perché c’è un provvedimento legittimo di affidamento al padre. Noi in Italia abbiamo presentato due distinte denunce per sottrazione di minore e sequestro di persona perché la madre impedisce alla figlia non solo di tornare in Italia opponendosi in maniera illegittima al suo rientro in patria ma anche tenendola illecitamente in Romania pur essendo la figlia restia a restarvi, come espresso dinanzi ai servizi sociali fermani.

Abbiamo anche chiesto che il tribunale di Fermo emetta un ordine di arresto europeo sia per la sottrazione di minore che per il sequestro di persona, che però ancora non è stato emesso.

Nel mentre è stato emesso anche un provvedimento dal tribunale rumeno che conferma la linea dettata da quello italiano, disponendo che un assistente giudiziario rumeno intervisti la minore chiedendo se vuole tornare in Italia. Ma siamo costretti a ipotizzare che la minore, in questo lasso di tempo, non avendo più potuto sentire il padre, sia stata influenzata dalla donna. In un’udienza tenutasi in Romania è stata scortata da parenti della madre e dalla donna stessa tenendola sempre per mano. La bimba non ha mai alzato lo sguardo, stando alla descrizione di una zia che è andata all’udienza. Secondo noi potrebbe essere stata costretta a dire che col papà non voleva tornare volendo restare con la mamma perché il papà avrebbe fatto arrestare la madre se fosse rientrata in Italia. Cosa che in effetti potrebbe accadere, ma se l’arrestano in Romania. Una scena, mi ha raccontato la collega rumena, orribile. Finita l’udienza, mi hanno riferito, l’hanno portata rapidamente via dall’aula, caricata su un’auto. E nuovamente scomparsa, irreperibile”.

Avvocato Galeota che prosegue: “La procura ha chiesto la collaborazione internazionale da circa un mese allo stato rumeno per far rientrare in Italia la bambina. Fino a 14 anni il minore, infatti, per il diritto italiano è incapace di intendere e di volere. Nonostante i due provvedimenti, e l’influenza che sicuramente avranno esercitato sulla bimba, siamo ancora in difficoltà perché è stata costretta a dire che vuole stare con la mamma. Ma nel frattempo sono passati sei mesi. Chi ha assistito a quell’udienza ha visto la bimba dimagrita, triste. Ho chiesto al procuratore che venissero sentiti, sulle condizioni della bimba, i due zii che sono andati a recuperare la bimba. Ho chiesto anche la revoca della potestà genitoriale alla mamma al tribunale dei minori di Ancona.

L’aeroporto di Bucarest-Henri Coandă (fonte www.wikipedia.org)

Ci sono due sentenze a favore del mio cliente ma ancora non si riesce a far rientrare in Italia la bimba. Questa è una situazione insostenibile.

Capisco le lungaggini burocratiche ma non è possibile che ci siano due titoli esecutivi e non si riesce a farli rispettare dallo Stato rumeno. E comunque mi chiedo perché in Italia non si prenda un provvedimento decisivo. Il mio assistito non sa più cosa fare e sa che più passa il tempo più sarà difficile, teme impossibile, il rientro della bambina che è nata, vissuta in Italia. Qui ha amici, qui stava crescendo. Qui aveva un regime di vita benestante con un futuro promettente. Ora è costretta a stare non si sa dove. La madre sostiene che la piccola si trova in un luogo dove però non si riesce nemmeno a farle le notifiche perché non c’è nessuno. Ecco perché il sequestro di persona. E’ coartata: seppur non chiusa in una stanza, lo è in uno stato estero, trattenuta a piena forza, contrariamente alla sua volontà e alla legge. La mamma risiede in un villaggio montano in Romania, dice di stare lì ma li non ci vive. Figuriamoci  cosa può significare passare dal Fermano, da una cittadina ridente, in Romania chissà dove, sradicata e trasferita forzatamente in chissà quale posto. Le Iene, dopo un attento lavoro di ricerca, sono riuscite a rintracciare e a parlare con la madre che, però, non ha fatto vedere loro la bambina. La figlia non l’hanno trovata.

Ecco perché chiedo alla magistratura italiana a fare qualcosa, qualsiasi cosa, per questa bimba. Ad esercitare un diritto della minore sancito da due sentenze.

Il padre, la zia della bimba, i parenti sono esterrefatti, non sopportano più questa situazione. I cuginetti non dormono più la notte dopo aver visto quella bambina in tribunale.

Ma non è finita qui. Al padre della bimba viene fatto sapere dalla mamma che se vuole vedere la figlia deve togliere tutte le denunce presentate e consentire che la figlia rimanga in Romania. Al che abbiamo presentato anche una denuncia per estorsione in Romania, oggetto di scambio per impunità di una persona, quella donna, che, a nostro avviso, nuoce all’uomo ma soprattutto alla bambina.

Con il mio assistito abbiamo fatto appello anche al ministero degli Esteri anche in virtù della collaborazione internazionale chiesta dalla procura di Fermo da circa un mese. Su cui però ancora non sappiamo nulla. E ancora: l’auto con cui è andata via la donna, insieme alla bambina, è  intestata al mio assistito ma in uso a lei. Tra le varie denunce, infatti, c’è anche l’appropriazione indebita dell’auto che non si trovava più e che poi, magicamente, dopo ricerche dappertutto, anche in aeroporto, è riapparsa sotto una pianta, sulla costa, chiusa a chiave. Se l’avessero rubata, la chiudevano a chiave? A questo punto ipotizziamo anche il concorso di reato per una terza persona.

Oggi chiediamo con forza l’ordine di carcerazione europeo che servirebbe, oltre che fare giustizia, soprattutto per poter riavere in Italia la bambina. La magistratura ha emesso ordini di carcerazione europei per riportare in Italia condannati e tenerli in carcere, e non lo emette per riportare in Italia una bimba e farla riunire al padre?”.


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