
di Sandro Renzi
Si parlerà di riduzione degli sprechi alimentari, di prospettive e tendenze, ma anche di recupero delle eccedenze nel convegno organizzato dal Sivemp Marche e dal Simevep a Porto San Giorgio. L’appuntamento è per l’11 ottobre al Teatro comunale. Sarà l’occasione per approfondire argomenti di estrema attualità che toccano da vicino problematiche come la povertà e l’esclusione sociale. “Questa iniziativa nasce nel contesto di un rapporto di collaborazione che il comune intrattiene con il servizio veterinario dell’Asur di Fermo da sempre -spiega il sindaco Nicola Loira- un rapporto molto stretto perché facciamo della qualità della vita nella nostra città un elemento fondante, compresa ovviamente la qualità dei cibi. Il convegno è uno scatto culturale perché parliamo di argomenti come la lotta allo spreco ed il recupero delle eccedenze, temi sensibili nella modernità”.
La parola quindi ad Antonio Angellotti, nella veste di rappresentante dei dirigenti veterinari pubblici delle Marche, segretario regionale Sivemp e referente Simevep. “Lo scorso anno facemmo un convegno sugli eventi sismici a Montefortino fornendo un grosso contributo nel post sisma agli allevatori, agli operatori del settore alimentare ed alla comunità. Con la nostra società scientifica abbiamo partecipato alla stesura della legge Gadda, poi recepita dalla Regione Marche, che promuove la realizzazione di interventi di economia solidale, ed ora con i nostri medici veterinari pubblici siamo pronti a dare un contributo su questo tema”. I numeri allora. Si stima che nell’Ue quasi un quarto della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale e che 42,5 milioni di persone non possono permettersi un pasto di qualità un giorno su due. Ed ancora. Ogni anno sono sprecate circa 100 milioni di tonnellate di cibo, di cui il 14% è attribuito alla ristorazione collettiva. Il costo stimato per smaltire i prodotti alimentari nelle discariche ammonta a circa 143 miliardi di euro. In Italia quello delle spreco è un tema che ugualmente “pesa”, Secondo Oricon la ristorazione collettiva produce un volume complessivo di pasti che sfiora il miliardo e mezzo con un fatturato di circa 6,5 miliardi di euro all’anno. “Arginare il fenomeno dello spreco alimentare è una necessità sociale, ambientale ed economica”. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Porto San Giorgio, della Provincia di Fermo e dell’Area vasta 4.

“Noi ci vogliamo impegnare per essere al fianco delle categorie che hanno bisogno” prosegue Angellotti “supportare le associazioni a cui vengono donati i prodotti in eccedenza, dal punto di vista tecnico scientifico, aiutarle a gestire il prodotto in maniera corretta, formare gli addetti che operano in queste realtà, promuovere programmi di educazione ambientale ed alimentare, ma anche fornire ai consumatori suggerimenti su acquisti consapevoli e coinvolgere infine le scuole“. Non a caso parteciperanno pure l’Itis Montani e l’alberghiero Tarantelli di Sant’Elpidio a Mare al convegno di giovedì prossimo. “Molto spesso le associazioni si avvalgono di volontari e c’è un turn over frequente – gli fa eco Loredana Di Giacomo, dirigente medico veterinario Area Vasta 4 di Fermo- vogliamo quindi dare una mano, fare un monitoraggio, supportarli e formarli per garantire la sicurezza alimentare. Un primo passo, quello del convegno, per poi andare sul territorio e creare un gruppo che faccia da supporto tanto ai veterinari quanto ai medici”. Insomma monitorare la formazione dei volontari per verificare se i cibi vengono gestiti nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, “il tutto in maniera preventiva, non repressiva” tengono a precisare gli organizzatori dell’evento che vede in prima fila anche Basilio Ciaffardoni, operatore del settore alimentare.
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