
di Andrea Braconi

Una app che mette in contatto direttamente il cittadino con la Polizia di Stato: è questo l’obiettivo di YouPol, il sistema presentato questa mattina nella sede della Questura di Fermo.
“È un modo per partecipare alla sicurezza – ha affermato in apertura il vicario Patrizia Carosi -, nato con la convinzione che specie le nuove generazioni, già esperte nell’interfacciarsi con social e tecnologia, possano partecipare attivamente a quello che è il miglioramento della vivibilità di un territorio. A monte c’è la ricerca di un rapporto interlocutorio pratico, avulso di preconcetti.”
Quello con i giovani e con il mondo della scuola è un percorso che la Polizia di Stato ha attivato da molti anni. “Questa è prima fase del progetto, poi ci sarà una pubblicizzazione all’interno delle scuole Medie e Superiori. La collaborazione che si richiede è di avere una posizione di legalità nei confronti dei fenomeni di bullismo e spaccio. Non basta essere solo sfavorevoli, ma si richiede una partecipazione attiva da parte di questi giovani in modo tale da rendere il loro ambiente migliore”.
Uno strumento, YouPol, che sostanzialmente diventa un vero e proprio invito a prendere confidenza con la Polizia di Stato, come rimarcato dalla stessa Carosi. “Dobbiamo adeguarci ai tempi rincorrendo anche gli strumenti tecnologici di cui spesso si parla in maniera negativa ma che, invece, possono risultare utili e vincenti”.
Semplice il funzionamento della app (dotata di geolocalizzazione e scaricabile sia da Android che da iOS) che prevede la possibilità di inviare messaggi, foto e video in base al tipo di segnalazione, vale a dire bullismo, droga e altro. “Insieme a questi due fenomeni di episodi non legali – aggiunge il vicario – c’è anche la possibilità di segnalare imbrattamenti, danneggiamenti, furti e qualsiasi altro tipo di ipotesi di reato”.
“L’utente può accedere anonimamente o registrandosi – ha spiegato il dirigente Sandro Serroni, affiancato dal sovrintendente capo Giancarlo Milani -. Nel secondo caso è richiesto l’inserimento del numero di telefono, al quale segue l’invio di un codice e, di conseguenza, l’attivazione della persona stessa, che può così segnalare un fatto. La sala operativa riceve la segnalazione, che viene immediatamente presa in carico dallo stesso operatore che riceve quelle del 113. L’utente viene anche informato degli stadi successivi alla sua comunicazione. Teniamo a rimarcare che questa app può essere scaricata da chiunque”.


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