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Mircoli sulla manifestazione al ponte: “Assente perché nessuno mi ha coinvolto”

MONTERUBBIANO - Sindaco: "Problema ricostruzione è gravissimo. Ci riguarda tutti. Non avrà epilogo felice a breve termine. Ponte di ferro subito in attesa del vero ponte"
lunedì 15 ottobre 2018 - Ore 15:43
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“Non ero presente alla manifestazione Catena umana sul Ponte di Rubbianello, sabato, alle ore 15,30, perché nessuno ha avuto la cortesia di comunicarmelo e nemmeno di coinvolgermi, almeno per correttezza istituzionale, come si conviene. Ma tant’è! Ciascuno di noi è libero di muoversi con il proprio stile”.

Esordisce così la nota stampa relativa alla non presenza del sindaco di Monterubbiano Maria Teresa Mircoli, alla manifestazione svolta sulle sponde del fiume Aso tra i territori di Rubbianello e Montefiore e alla quale era invece presente il suo collega e sindaco della sponda ascolana, Lucio Porrà.

“Se fossi stata coinvolta, anche per vie brevi – prosegue il sindaco di Monterubbiano – avrei valutato con la Giunta il da farsi, anche con la timida espressione di un suo doveroso punto di vista, relativo all’organizzazione che ne sarebbe dovuta conseguire e agli obiettivi che si sarebbero voluti raggiungere.

Invece – prosegue la Mircoli – ho appreso la notizia dell’evento solo casualmente, alle ore 12.30 circa di venerdì 12 ottobre e mi sono preoccupata, come d’obbligo per motivi di ordine pubblico relativo al territorio di propria giurisdizione, di interessare subito gli Organi Superiori”. Sindaco Mircoli che ricorda: “con severo disappunto, come già in altre circostanze, che il problema della ricostruzione del ponte è gravissimo, sotto ogni profilo. Ci riguarda tutti da vicino da cinque anni e non avrà, anche se lo si esorcizza, epilogo felice a breve termine, almeno così è dato di cogliere dalla lettura sistemica di tutti i nodi che appaiono sempre più aggrovigliarsi.

Per questo, – prosegue il sindaco – mi permetto di considerare, anche se di interesse marginale, che l’enorme problema del ponte sembra invece, per taluni versi, improvvidamente scivolare e sterilmente risolversi, nel contesto dei ‘poveri’ quali siamo noi, rintuzzati nell’estremo lembo del potere che conta, in un fenomeno, chiamiamolo pure meccanismo che, passando attraverso il ponte, si allontana da esso e appare divergere e direzionarsi altrove, per rincorrere qualche altro obiettivo, che sfugge.

Si muovano, dunque, gli organi politici e dirigenziali di competenza, ma si muovano sul serio e caparbiamente, anticipando così, come si conviene e come è loro dovere, la giusta protesta del popolo, attraverso tutti gli atti e gli interventi che sono necessari. La situazione del ponte si chiama emergenza. E se la politica che conta e che ha la responsabilità diretta del tutto non riesce a rimuovere gli ostacoli burocratici che attanagliano la vicenda così crudamente e, mi si perdoni, così crudelmente, consenta, almeno temporaneamente, di farci attraversare il fiume, non a piedi né a nuoto, ma con uno ‘zatterone di ferro’. Rilancio e non mi stancherò di farlo: ponte di ferro subito in attesa del vero ponte”.

Sul tema è attesa intanto per domani, martedì 16 ottobre, la riunione nella sede della Provincia di Ascoli Piceno tra i tecnici provinciali e i responsabili della ditta che si è aggiudicata l’appalto.


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